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Ubs, il portafoglio perfetto dopo il coronavirus

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Redazione We Wealth
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13 Maggio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Qual è secondo Ubs il portafoglio ideale per difendersi dal coronavirus? Risponde Mark Haefele, chief investment officer global wealth management

Scenari positivi dopo la ripartenza

In Europa, i governi di Germania, Italia, Svizzera e altri Paesi stanno cominciando a riaprire gradualmente l’attività economica e anche alcuni stati americani, compresa la California, hanno dato inizio a questo processo.
La ripartenza delle economie, nonché gli sviluppi positivi sul fronte delle terapie farmacologiche e le buone notizie su un potenziale vaccino potrebbero aprire la strada a uno scenario positivo. Agli investitori che dispongono di liquidità da impiegare o che desiderano rafforzare l’esposizione azionaria consigliamo di operare con selettività.

Coronavirus, il portafoglio ideale: puntare sulle azioni cicliche con potenziale di rialzo

Mark Haefele raccomanda alcune azioni cicliche che mostrano ancora un certo potenziale di rialzo, come le imprese europee esposte ai mercati emergenti. Ma anche le aziende giapponesi di automazione e macchinari, e alcuni produttori statunitensi di beni di consumo discrezionali. Nonché le società che risultano favorite a più lungo termine poiché la pandemia di coronavirus ha impresso un’accelerazione alla domanda dei loro prodotti. Al momento, tuttavia, le strategie basate sul credito sembrano secondo l’esperto offrire il miglior rapporto rischio-rendimento. Scontano infatti scenari meno ottimistici e potrebbero quindi presentare un maggiore potenziale di rialzo. Le decisioni delle imprese sono diventate più favorevoli agli obbligazionisti, mentre la politica monetaria continua a sostenere il reddito fisso.
Tra le opportunità più convincenti si annoverano le obbligazioni investment grade e high yield statunitensi, i titoli di Stato dei mercati emergenti in dollari e i green bond. Gli investitori potrebbero quindi prepararsi a un rialzo puntando su alcune azioni cicliche selezionate.

Il portafoglio contro il coronavirus all’insegna della protezione

Malgrado le buone notizie, gli investitori non devono abbassare la guardia nei confronti dei fattori di rischio. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina si stanno nuovamente intensificando. Il presidente Usa Donald Trump ha avvertito che “entro un paio di settimane dovrebbe confermare” se gli acquisti cinesi abbiano rispettato gli impegni dell’accordo commerciale di fase 1.
In Germania i nuovi casi giornalieri di coronavirus sono saliti sopra 1000 per la prima volta da una settimana, mentre la capitale coreana Seul ha disposto la chiusura dei bar e delle discoteche dopo un nuovo aumento dei contagi. Ciononostante, agli investitori avversi al rischio si raccomanda di non uscire dal mercato. Si consiglia invece di prendere misure per proteggere i portafogli qualora i mercati vadano incontro a uno scenario negativo.
Un’asset allocation dinamica, che permette di partecipare ai rialzi dei mercati azionari e limitare l’esposizione nelle fasi di ribasso. L’oro e i TIPS, che possono fornire anche una certa protezione contro l’inflazione. Gli hedge fund. E le soluzioni strutturate con un certo grado di protezione del capitale. Consigliamo infine di diversificare i portafogli su scala globale senza trascurare un’esposizione alla Cina, che si trova in una fase più avanzata di riapertura dell’economia e dovrebbe quindi trainare la ripresa. Conclusione: gli investitori avversi al rischio dovrebbero prendere misure per proteggere i portafogli nei confronti del nostro scenario negativo.

Il punto della situazione sulle società favorite dalla pandemia a più lungo termine

Nella pubblicazione Ubs Dopo il coronavirus sono indicati i settori che potrebbero risultare più favoriti o più penalizzati dalla pandemia. L’economia della condivisione può trovarsi in difficoltà. L’app di ride-sharing Uber e la piattaforma di alloggi Airbnb hanno annunciato una serie di esuberi che coinvolgono rispettivamente il 14% e il 25% del personale. Ma la crisi sanitaria ha anche rafforzato il potenziale di crescita di alcune imprese.
Molte città hanno consentito ai ristoranti di lavorare solo in regime di consegna a domicilio, nel rispetto delle misure di distanziamento sociale. Questa tendenza proseguirà anche dopo l’emergenza. Ci aspettiamo che il segmento delle consegne di pasti e generi alimentari registri una crescita di circa il 16% l’anno, toccando quota 365 miliardi di dollari nel 2030. Durante la crisi la telemedicina ha permesso di accedere all’assistenza medica di routine senza rischiare di esporsi al virus o di mettere sotto ulteriore pressione il sistema sanitario.
Dallo scoppio dell’epidemia, gli utenti attivi di una delle principali piattaforme di consulenza medica sono aumentati del 1000% su base mensile. Inoltre, la pandemia di Covid-19 ha dimostrato chiaramente la vulnerabilità delle filiere di produzione globali. A seguito della crisi, le aziende e i governi cercheranno probabilmente di diversificare le catene logistiche, avvicinandole al territorio nazionale. Questa tendenza dovrebbe favorire le società del settore automazione e robotica. In particolare quelle di automazione del magazzino, che secondo le nostre stime vanno incontro a una crescita strutturale di pari passo con l’aumento degli acquisti online.
Redazione We Wealth
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