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Liquidità sui conti correnti: minaccia o opportunità per i cf?

Liquidità sui conti correnti: minaccia o opportunità per i cf?

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Massimo Giacomelli
Massimo Giacomelli

03 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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In uno scenario di tassi negativi, noi cf abbiamo un ruolo molto importante: possiamo essere protagonisti della ripresa dell’Italia, veicolando una piccola percentuale dei risparmi dei clienti depositati sui conti correnti in economia reale

Per noi consulenti finanziari (cf) è assurdo constatare che ci siano circa 1.400 miliardi di euro in giacenza sui conti correnti. Se poi, questo dato, lo paragoniamo alle masse investite in risparmio gestito dalle famiglie italiane, il valore diventa ancora razionalmente più immotivato. Come investire questa liquidità?

Da un rapido sondaggio con i clienti, su cosa ne pensano dei tassi negativi sui conti correnti, emerge che c’è molta cattiva informazione o ignoranza sul tema. Come sempre accade in questi casi, i risparmiatori spostano più avanti nel tempo la decisione di investire, immaginando che prima o poi qualcuno troverà una soluzione diversa, reputando impensabile dover pagare qualcuno per custodire i propri risparmi. Quante volte abbiamo sentito dire dai clienti, attuali o potenziali: “Sì, l’ho sentito ,ma all’estero; figuriamoci se qui in Italia può accadere una cosa simile …”.

Pochi ancora sanno che in alcuni paesi del nord Europa hanno iniziato a emettere prestiti obbligazionari con tassi negativi a riprova che nazioni più evolute hanno definito un trend che conferma la concretezza di una economia diversa da come l’abbiamo vissuta negli ultimi 50 anni e che inesorabilmente arriverà anche nel nostro paese.

Noi consulenti stiamo facendo il possibile, e oltre, per cercare di informare e formare i nostri clienti su questo grande cambiamento, ma nel settore non tutti remiamo dalla stessa parte. Infatti, se le banche (che sono anche proprietarie del 90% delle reti di consulenza finanziaria) continuano a fare campagne pubblicitaria in cui evidenziano tassi sui c/c e non servizi o competenze, se il management delle reti stimola il collocamento di prodotti e non l’analisi delle esigenze dei clienti facendo comprendere che il tempo e il rischio sono i principali fattori di valutazione da tenere in considerazione, creeremo sempre confusione tra i nostri clienti.

Altro aspetto molto importante è legato al valore sociale del nostro mestiere: noi possiamo essere protagonisti della ripresa della nostra nazione se iniziamo a veicolare anche una piccola percentuale dei risparmi dei nostri clienti depositati sui loro conti correnti, in economia reale, sfruttando anche vantaggiosissime agevolazioni fiscali per chi investe in questa area (messe a disposizione dal nostro governo). Abbiamo la fortuna di avere aziende che si sono già adoperate per democratizzare questo settore, di nicchia sino a pochi mesi fa. Sta a noi adesso studiare, capire e trasmettere l’importanza di queste operazioni ai nostri clienti, chiedendo aiuto anche a professionisti della comunicazione che potrebbero cambiare nome ai fondi “illiquidi” o ai fondi “chiusi”, anche alla luce del fatto che, solo leggendole, queste parole mettono paura, invece che infondere il valore sociale nel far ripartire la nostra economia.

Sarebbe bello infine che in occasioni di eventi importanti del nostro settore si affrontassero questi argomenti evitando autocelebrazioni o televendite teoriche, andando molto sul pratico, mostrando quindi agli uditori ciò che è stato fatto ed è già operativo, rispetto ai progetti che si spera di fare, e quali supporti vengono messi a disposizione per aiutare noi consulenti finanziari in quel processo di “educazione finanziaria” utile a tutti gli investitori, anzi a tutti i risparmiatori italiani.

In conclusione, togliere un 10-15% di liquidità dai conti correnti, facendo comprendere ai clienti l’importanza del fattore “tempo”, utilizzandola per supportare le piccole e medie imprese della nostra nazione, avendo vantaggi fiscali e rendimenti più interessanti penso sia una grande opportunità per tutti gli attori coinvolti nel nostro settore. Basta volerlo fare.

Massimo Giacomelli
Massimo Giacomelli
Entra nel mondo bancario nel 1983, con esperienza da remisier di agenti di cambio e responsabile clienti istituzionali, per poi creare la prima rete di promotori finanziari per Banca del Salento con il ruolo prima di manager e poi di direttore commerciale. Dopo l'esperienza quindicinale in MPS, sempre come direttore commerciale della rete dei consulenti finanziari, nel 2014 contribuisce alla nascita di banca Widiba, la prima banca che fonde in maniera nativa una rete di consulenti finanziari con una piattaforma online all’avanguardia, ricoprendo il ruolo di responsabile nazionale rete. Oggi è partner ed executive manager di Azimut Global Advisory.
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