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L’era della disruption: parole e numeri del cambiamento

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Gloria Grigolon
Gloria Grigolon

23 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Sharing economy, streaming e media: profitti Netflix in crescita del 393% dal 2011 al 2018

  • Presenza digitale, e-commerce e social media: campagne marketing online salite del 128% tra il 2016 e il 2019

  • Liquidità, bull market e ciclo espansivo decennale: indice S&P500 in rialzo del 499% nel periodo post crisi 2009-2019, con un però: circa il 30% delle società interne all’indice è a rischio disruption

La soluzione alla disruption? Dave Eiswert, gestore di T. Rowe Price illustra gli aspetti chiave del cambiamento epocale, sottolineando l’importanza di una gestione attiva

L’era di disruption che stiamo vivendo è legata in profondità alla durata del ciclo dell’equity e a come questo si sia evoluto nel tempo, includendo fonti di rendimento, dispersione di opportunità e outcome di mercato. L’intervista a Dave Eiswert, gestore del fondo T. Rowe Price Funds Sicav – Global Focused Growth Equity.

Tre parole per descrivere in breve l’era della disruption

Fattori demografici, automazione ed eccedenza di energia sono i tre elementi che ci hanno portato da un mondo di scarsità e ostacoli sul fronte dell’offerta a un mondo di abbondanza: il dividendo demografico è giunto al termine, la tecnologia ha sbloccato la capacity in tutti i settori industriali e, sommandosi all’energia in eccesso, ha provocato cambiamenti dirompenti e deflattivi.

Siamo consapevoli di aver tratto vantaggio da un mercato azionario rialzista molto prolungato, ma rimaniamo cautamente ottimisti. Nonostante la durata del ciclo, i tassi e l’inflazione restano bassi, anche grazie al fatto che la disruption è predominante e crea sia capacity che abbondanza.

5.0, velocità e cambiamento: in un mondo di disruption c’è chi vince e chi perde. Dove stare?

Cercando di anticipare il futuro e di essere creativi immergendosi in una prospettiva multidimensionale, per anticipare quello che altri non riescono a cogliere. Quando si tratta di investimenti, queste intuizioni devono essere supportate da rilevazioni specifiche ed approfondite che il mercato ancora non comprende. Tali conoscenze sono rare, ma potenti. In questo senso, l’ampiezza e la profondità della ricerca possono rappresentare un elemento di differenziazione determinante.

Il nostro approccio di investimento dipende da queste conoscenze, in quanto miriamo a scovare in tutto il mondo grandi opportunità che siano dal lato giusto del cambiamento e che ci aiutino a incrementare i rendimenti economici. Vogliamo acquistare società di elevata qualità, i cui business stiano migliorando nel tempo. L’insight consiste nel capire cos’è che guida tale miglioramento. Individuare le cause vuol dire riuscire a sovraperformare a prescindere dal contesto economico.

Il nostro team di oltre 160 professionisti della ricerca azionaria, basati in tutto il mondo, attualmente copre circa 2.500 società. Poter contare su questa approfondita capacità analitica di stampo globale, con un focus reale nel trasformare le informazioni in insight, ci permette di avere forti convinzioni nei confronti dei titoli che deteniamo. Un altro elemento differenziatore riguarda l’esperienza e il talento del team di gestione.

Scelte di portafoglio: la filosofia di investimento ai tempi della disruption

Confermiamo la fiducia nei titoli ciclici, anche se l’epidemia di coronavirus e la decisione di Boeing di sospendere la produzione del 737 Max potrebbero incidere in misura significativa sulla crescita globale nel breve termine.
Siamo molto attenti all’equilibrio fra titoli growth con profilo ciclico e strutturale all’interno del fondo e stiamo cercando di innalzare la qualità delle posizioni cicliche laddove si presentano opportunità per farlo.

Attualmente il primo sovrappeso in portafoglio è sul settore tecnologico, interessato da fattori dirompenti come l’automazione, la connettività e la mobilità. Ad esempio, siamo esposti sul tema della continua evoluzione del 5G tramite Samsung Electronics.

Nel comparto dei consumi discrezionali, che è fortemente polarizzato, prediligiamo le aziende con posizioni dominanti nel mercato, come ad esempio Alibaba Group Holding. Infine, guardiamo molto all’healthcare, un comparto volatile in questo anno di elezioni USA, ma dove sovrappesiamo la tecnologia medica e quindi le aziende con pricing power e strumenti di ricerca efficienti, come Intuitive Surgical.

Gloria Grigolon
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