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Consulenti: aumenta la domanda di professionisti

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

18 Gennaio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il 40% degli investitori nel 2020 non sapeva di pagare il servizio di consulenza  ricevuto

  • In generale, la Consob ha confermato che l’educazione finanziaria degli italiani resta limitata sebbene in lieve miglioramento

Il 2020 ha portato a un aumento del 14% nella richiesta di consulenti finanziari da parte dei clienti. Nel 2019, gli investitori che si affidavano a gestori e professionisti erano il 30%; nel 2020 sono diventati il 41%

Cresce la domanda di consulenti finanziari. Rispetto al 2019 si è verificato un +14% nella richiesta, da parte dei clienti, di un professionista nell’ambito della finanza per gestire i risparmi. Gli investitori che si affidavano a gestori e consulenti finanziari nel 2019 erano il 30% nel 2020 sono diventati il 41%. Secondo l’ultima ricerca pubblicata da Moneyfarm, a decidere, in totale autonomia, come investire i propri risparmi erano il 40% degli investitori nel 2019, mentre l’anno scorso la percentuale è scesa al 29%.

Nonostante i dati positivi gli italiani sono ancora lacunosi su alcuni concetti base della relazione: cliente – consulente. Il 40% degli investitori nel 2020 non sapeva di pagare per il servizio di consulenza che ha ricevuto. Pur essendo i costi l’unica variabile certa (e controllabile) di ogni investimento, tale concetto è minato alla base da una consapevolezza purtroppo ancora poco diffusa circa la loro stessa applicazione. Il rapporto: “la relazione consulente – cliente” pubblicato dalla Consob sottolinea infatti come nell’identificare i tratti distintivi della consulenza, gli investitori citano più frequentemente la nozione di ‘“serenità” (85% dei casi). Fanalino di coda, invece, sono compiti fondamentali di un consulente quali il “controllo dei rischi dell’investimento” e, soprattutto, “controllo dei costi dell’investimento”.

In generale, la Consob ha confermato che l’educazione finanziaria degli italiani resta limitata sebbene in lieve miglioramento. La quota di intervistati che risponde correttamente alle domande sulle conoscenze finanziarie di base oscilla dal 38% (concetto di diversificazione) al 60% (rapporto rischio-rendimento). L’aspetto però su cui gli intervistati vorrebbero ricevere maggiori informazioni riguarda il “come investire i propri risparmi” e in questo dimostrano fiducia negli intermediari finanziari più che in chiunque altro. E infatti, secondo i dati interni di Moneyfarm, il tempo trascorso dai consulenti al telefono è cresciuto del 75%, rispetto al 2019, e anche gli scambi via mail e chat sono significativamente aumentati (+43%).

Il consulente è però una figura chiave nell’economia italiana. Stando agli ultimi dati, a ottobre 2020 il debito pubblico è arrivato a quota 2.587 miliardi e la liquidità a più di 1.700 miliardi. Al di là delle azioni con cui lo Stato cerca, da un lato, di fare cassa e, dall’altro, di stimolare i consumi e un utilizzo più efficiente della ricchezza, la liquidità è sempre più un asset da valorizzare e sfruttare. Oltre alle opportunità che si possono trovare nell’investire, bisogna tenere presenti i tassi negativi, i potenziali rischi (specialmente per importi rilevanti) e i costi (anche fiscali).

La liquidità eccessiva caratterizza però tendenzialmente tutti quei soggetti che non si avvalgono di un consulente. Infatti, sottolinea la Consob, chi investe i propri risparmi con la guida di un consulente tende a lasciare in liquidità una quota meno importante del proprio patrimonio. Secondo dati Moneyfarm, fissare un appuntamento con il consulente raddoppia le probabilità che un cliente inizi effettivamente a investire e, a parità di patrimonio dichiarato, porta a un investimento iniziale medio superiore del 40% circa. Dare continuità nel tempo a questa relazione, inoltre, rende il cliente più fedele ai suoi obiettivi di investimento e più incline a incrementare l’investimento nel tempo: gli investimenti aggiuntivi annuali sono 3.5 volte superiori (sempre a parità di patrimonio dichiarato).

Giorgia Pacione Di Bello
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