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Vontobel, per il 2019 possiamo aspettarci buone notizie

Vontobel, per il 2019 possiamo aspettarci buone notizie

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Francesca Conti
Francesca Conti

29 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • La banca privata svizzera ritiene che l’espansione globale non si esaurirà e i consumatori continueranno a sostenere il mercato

  • I Treasury hanno raggiunto i loro massimi nel 2018 e, secondo Vontobel, per il prossimo anno i rendimenti saranno compresi in un intervallo del 2,5-2,8%

L’anno appena trascorso è stato costellato di “paura e cattive notizie”. Secondo Vontobel il 2019 è l’anno giusto per essere positivi e aspettarsi un miglioramento dei mercati obbligazionari

“Abbiamo in serbo buone cose per il 2019”. È con queste parole che Mondher Bettaieb Loriot, head of corporate bonds di Vontobel, decide di iniziare a tracciare il profilo dell’anno appena trascorso e immaginare i possibili sviluppi per i mercati obbligazionari. Un moderato ottimismo, dunque, perché “siamo nell’era della disinformazione e del panico. Uno scenario costellato da ‘eventi’ come i tweet del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che innescano una catena di conseguenze psicologiche sugli investitori e ondate di preoccupazioni e pessimismo”. Secondo Bettaieb Loriot la paura è endogena all’istinto di sopravvivenza degli esseri umani, ma può avere un successo dilatato sui mercati.

Il 2019, secondo il manager, è però l’anno giusto per essere ottimisti. Il mondo “sta andando meglio” e “le persone dovrebbero basare le proprie decisioni su fatti e dati reali e non su cicli di notizie negative e tweet”. Quali sono quindi i fatti? “La Fed sta allentando le ‘incursioni’ nell’economia statunitense. È probabile che nel primo trimestre decida di non aumentare i tassi. Le questioni commerciali tra Cina e Stati Uniti dovrebbero risolversi, così come era stato con le tensioni relative al rinnovo del Nafta. Una recessione negli Stati Uniti che nei mercati Emergenti è poco probabile”.

La banca privata svizzera specializzata nell’asset management ritiene inoltre che “l’espansione globale non si esaurirà e i consumatori di entrambe le sponde dell’Atlantico continueranno a sostenere il mercato”. Gli spread attuali “sono diventati molto più economici e presentano una deviazione standard a 170 punti base. I bond beta stanno andando bene, mentre i rendimenti sui Treasury statunitensi stanno calando. Le obbligazioni short call beta call offrono invece un’eccellente protezione in termini di breakeven”, ha sottolineato il manager. Restando sui Treasury, quest’anno hanno “raggiunto i loro massimi e prevediamo un intervallo del 2,5-2,8% per l’anno in corso”.

La giusta soluzione? “Keep calm and carry on”, segnala Vontobel, spiegando che è necessario “portare avanti strategie carry che diano repricing e una buona protezione”. Il carry trade consiste nel prendere a prestito capitali in una data valuta per investire gli stessi in strumenti finanziari (raramente in beni reali) denominati in altre valute e comunque con un rendimento superiore al costo del finanziamento. Il profitto che si ottiene è appunto pari alla differenza tra rendimento dell’investimento e costo del finanziamento.

Francesca Conti
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