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Ubs Am: un 2020 in positivo

Ubs Am: un 2020 in positivo

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

03 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • I potenziali scenari sono: accordo generale tra Stati Uniti e Cina in merito alla disputa commerciale; risultati inattesi alle elezioni statunitensi, stimoli fiscali nell’Ue, catastrofe climatica e conflitto in Medio Oriente

  • Questi eventi potrebbero dare una forte spinta all’azionario emergente (tregua della guerra commerciale) e a quello europeo (stimoli fiscali nell’Ue), portare gli investitori a essere sottopesati nell’azionario statunitense (risultati inattesi alle elezioni americane), accrescere l’interesse degli investitori per il tema della sostenibilità (catastrofe climatica) e portare al rialzo i titoli del comparto dei servizi petroliferi (conflitto in Medio Oriente)

Il colosso elvetico, Ubs, ha presentato il suo outlook 2020. Ci sono cinque sviluppi che potrebbero sorprendere gli investitori l’anno nuovo

Positività. Questa la parola chiave per Ubs nel 2020. L’anno prossimo il colosso svizzero Ubs prevede una moderata riaccellerazione della crescita globale, nei primi mesi dell’anno, una riduzione dei rischi geopolitici e la stabilizzazione del rallentamento della crescita economica cinese. “ Gli investitori potrebbero essere impreparati nel 2020, visto il persistente scenario caratterizzato da una crescita costantemente bassa e da bassi tassi d’interesse. Nonostante questo ciclo economico sembri durare troppo a lungo, per l’anno prossimo abbiamo a disposizione tutti gli elementi necessari per assistere sia a un’accelerazione della crescita globale sia per ottenere performance economiche a livello regionale molto diverse da quelle del 2019. Ovviamente le nostre ipotesi di base potrebbero subire l’impatto di eventi imprevedibili” spiega Barry Gill,head of investments di Ubs asset management.

 

Per il 2020, Ubs stima dunque cinque potenziali sviluppi di mercato:

  1. tregua della guerra commerciale: un accordo generale per risolvere la controversia commerciale tra Stati Uniti e Cina metterebbe nuovamente in moto il ciclo produttivo globale e darebbe un potenziale impulso all’azionario, in particolar modo quello emergente.
  2. inattesi sviluppi delle elezioni Stati Uniti: i risultati delle elezioni di novembre 2020 potrebbero porre le basi per cambiamenti radicali nella politica economica nazionale e nella regolamentazione interna. L’Iowa sarà il primo Stato da cui prenderà inizio la corsa alla presidenza alla Casa Bianca, con il caucus previsto a febbraio 2020 il processo elettorale statunitense proseguirà a tutta velocità. Un cambio nella leadership statunitense a favore di un candidato con un programma politico radicalmente diverso potrebbe portare gli investitori a essere sottopesati nell’azionario statunitense, prediligendo così le opportunità presenti altrove.
  3. stimoli fiscali nell’Ue:Se la più grande economia europea (la Germania) cambiasse idea e decidesse di avviare stimoli fiscali per compensare i minori benefici della politica monetaria potremmo assistere a un significativo cambiamento di rotta nei mercati. Un importante programma di stimoli potrebbe supportare al rialzo la performance delle azioni Value europee a lungo dimenticate, a scapito del debito sovrano del continente che presenta una durata maggiore.
  4. Catastrofe climatica: gli eventi meteorologici estremi stanno diventando sempre più frequenti. Gli investitori possono prepararsi a gestire al meglio gli eventi futuri e contribuire a creare soluzioni sostenibili attraverso strategie di investimento che coinvolgono le aziende e aiutano loro a ridurre l’impronta di carbonio.
  5. Conflitto in Medio Oriente: se le attuali tensioni in Medio Oriente dovessero incrementare al punto da trasformarsi in un conflitto, gli impianti petroliferi nel Golfo potrebbero essere devastati.
Giorgia Pacione Di Bello
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