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Trump-Biden, chi vince e chi perde in Borsa

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

13 Agosto 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’establishment democratico punta al raggiungimento di un’economia dell’energia pulita al 100% e a zero emissioni nette entro il 2050

  • Goldman Sachs: il passaggio a una nuova amministrazione potrebbe favorire una sovraperformance delle valute e delle azioni in Cina e in altri mercati emergenti

  • Credit Suisse: una rielezione di Trump renderebbe probabile una sostituzione di Powell

In attesa del voto di novembre, Wall Street guarda al duello presidenziale: sotto la lente degli economisti i titoli e i settori che potrebbero beneficiare della vittoria di uno dei due candidati. Con Biden occhi puntati sulla sostenibilità

Il countdown è già iniziato. A meno di tre mesi dall’attesa competizione elettorale che definirà il nuovo inquilino della Casa Bianca per i prossimi quattro anni, gli occhi di Wall Street – e non solo – sono puntati sulle possibili modifiche normative della futura amministrazione, accompagnate dai rischi di breve termine legati all’andamento della pandemia e dai colloqui sugli stimoli fiscali. Uno studio di Credit Suisse analizza i possibili scenari e le aziende che potrebbero beneficiare di una vittoria di Trump o di Biden, alla luce di una sfida tra green economy e industria.

Secondo gli economisti dell’istituto svizzero, il candidato democratico si concentrerebbe sui cambiamenti incrementali alla normativa finanziaria, su un’impennata delle imposte sulle società e su tasse più elevate per redditi maggiori. Per non dimenticare l’obiettivo del raggiungimento di un’economia dell’energia pulita al 100% e a zero emissioni nette entro il 2050. Meno definite, invece, le priorità legislative di un possibile secondo mandato di Trump che, spiegano gli economisti, si è “opposto alla politica dei tassi d’interesse della Federal Reserve ed è stato fautore di tassi negativi negli Stati Uniti, rendendo probabile una sostituzione del presidente della Fed”. Al contrario, con Biden, Powell potrebbe essere riconfermato o sostituito da un esponente “dell’establishment di centro-sinistra”.

Sulla base di questi presupposti, secondo Uwe Neumann, equity research analyst di Credit Suisse, i titoli che potrebbero beneficiare di una vittoria del fronte democratico sono in gran parte legati al programma “Green new deal”. In primo luogo Aptiv, fornitore di auto orientato all’elettrificazione, che “dovrebbe giovare del supporto politico proposto in vista dell’adozione dei veicoli elettrici”, spiega Neumann. Poi Bloom Energy, produttore di celle a combustibile a ossidi solidi che, invece, potrebbe godere del piano di Biden per il passaggio ad autobus a emissioni zero. E infine Johnson Controls, che beneficerebbe del programma del candidato democratico di dimezzare l’impronta di carbonio degli edifici entro il 2035. Sulla stessa linea d’onda anche Morgan Stanley che, nello studio Watch around the world – Us 2020 elections: climate agenda into focus, ha specificato chi beneficerebbe dalle principali misure di politica climatica prese in considerazione dai democratici, tra cui i produttori di apparecchi per l’energia rinnovabile e gli sviluppatori del settore, mentre i commercianti di combustibili fossili potrebbero essere colpiti da “un modesto impatto negativo”.

Sul fronte opposto, aggiunge Neumann, le azioni che potrebbero trarre vantaggio da una rielezione del Tycoon sono Pioneer Natural resources, uno dei maggiori produttori di petrolio nel bacino di scisto Permiano; Union Pacific, compagnia ferroviaria che potrebbe beneficiare delle “decisioni politiche favorevoli nei confronti dei settori nazionali del carbone e dell’agricoltura”; e Rockwell Automation, fornitore di soluzioni di automazione industriale che potrebbe godere delle mosse politiche a sostegno del reshoring della filiera manifatturiera nazionale negli Stati Uniti, in vista dell’escalation delle tensioni con la Cina. Quanto agli scontri con la superpotenza asiatica, secondo un’analisi di Goldman Sachs il passaggio a una nuova amministrazione potrebbe favorire invece una sovraperformance delle valute e delle azioni in Cina e altri mercati emergenti nel corso dell’anno, soprattutto qualora la crescita economica globale restasse stabile.

Rita Annunziata
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