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Stati Uniti, rischio recessione all’orizzonte. Parla Schroders

23 Aprile 2019 · Giulia Schiro · 3 min

  • L’inflazione sembra destinata a risultare più debole di quanto atteso in precedenza e questo può aumentare la pressione sui margini di profitto, come anche i salari in aumento

  • Prevediamo che i profitti Usa (escluso il settore finanziario) aumentino del 6% nel 2019, ma poi perdano il 4% nel 2020

  • Soltanto due scenari mostrano invece una crescita dei profitti anche nel 2020

Tempi duri attendono coloro che nei prossimi mesi decideranno di investire sull’equity Usa, poiché dovranno fare i conti con lo spettro della recessione a causa della probabile erosione dei profitti aziendali. Keith Wade illustra i fattori a supporto di questo outlook

Il nostro modello al momento prevede con una probabilità del 36% una recessione statunitense nel corso dei prossimi 12 mesi, la probabilità più alta dal 2007”. Lo afferma Keith Wade, chief economist & strategist di Schroders nell’ultimo outlook sull’azionario Usa.

La nube più scura all’orizzonte degli investitori azionari sono i profitti aziendali, che l’asset manager inglese prevede verranno erosi fino alla drastica caduta nel 2020.

Nonostante i timori legati alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina siano diminuiti grazie a progressi nelle negoziazioni, il rallentamento della crescita economica, i rischi politici e “la retromarcia” delle banche centrali continuano a non far dormire sonni tranquilli a chi investe sui mercati dell’equity.

Guardando in particolare al primo fattore, la minore inflazione americana guida le previsioni di crescita più fiacca di Schroders: “l’inflazione sembra destinata a risultare più debole di quanto atteso in precedenza e ciò ha incentivato una politica monetaria più accomodante da parte delle banche centrali”, spiega Wade.
Anche se può sembrare una notizia positiva per i mercati azionari (tassi di interesse inferiori rendono i risparmi liquidi relativamente meno attraenti), una minore inflazione può aumentare la pressione sui margini di profitto.

Le società americane stanno inoltre affrontando salari in aumento: mentre in una situazione di maggiore inflazione il maggiore costo della manodopera può essere gestito più facilmente attraverso l’innalzamento dei prezzi finali, al contrario, quando l’inflazione è limitata e i produttori non riescono a gestire al meglio i costi addizionali, il peso ricade sui margini di profitto.

Si sta dunque assistendo a un cambio di paradigma: se nel 2018 i salari sono cresciuti poco e i mercati sono stati guidati da utili societari più solidi dati dall’alto livello dei margini di profitto di cui hanno goduto le imprese, tra la fine di quest’anno e il prossimo anno si potrebbe assistere a un incremento dei salari e a utili più fragili.
La ragione è che una crescita economica inferiore al trend significa minore utilizzo di capacità e ciò scatena pressioni al ribasso sui profitti. I margini di profitto si restringeranno ulteriormente all’aumentare dei costi di manodopera, mentre l’inflazione e la produttività seguiranno il trend discendente della crescita economica.

Non ci aspettiamo una recessione negli Stati Uniti (intesa come due trimestri consecutivi di crescita economica negativa), ma il nostro modello di previsione indica di prestare particolare attenzione agli utili Usa. Ci aspettiamo che i profitti raggiungano il picco nel terzo trimestre del 2019 e che poi scendano in linea con un’economia statunitense più debole. In generale, prevediamo che i profitti Usa (escluso il settore finanziario) aumentino del 6% nel 2019, ma poi perdano il 4% nel 2020”, specifica il capo economista & strategist.

Lo scenario descritto finora rappresenta il caso base di Schroders, ma potrebbero verificarsi anche scenari alternativi. Nel caso di una recessione nel 2020 negli Stati Uniti, la percentuale dei profitti sul Pil registrerebbe un declino ancora più brusco, più precisamente del 13,5%. Se invece lo scenario di recessione fosse globale ma escludesse l’America, il calo dei profitti sarebbe del 7,4% nel 2020.

Soltanto due scenari mostrano invece una crescita dei profitti: o la Cina cercherà di evitare un rallentamento economico più ampio introducendo stimoli per la crescita e l’inflazione con spese fiscali extra, oppure la crescita Usa sorprenderà ancora grazie a una solidità maggiore sul lato dell’offerta.

Grafico: profitti Usa (ex financials) 2007-2021

Profitti Usa 2019-2020
Fonte: Thomson Datastream, Schroders Economics Group. 27 marzo 2019

Infine gli analisti della società di gestione londinese stimano che gli utili operativi, cioè i profitti ottenuti sottraendo dalle entrate i costi direttamente collegati all’operatività del business, aumenteranno del 6,8% nel 2019, mentre i reported Eps, che includono le componenti di spesa non ricorrenti (ad es. il costo una tantum legato alla chiusura di uno stabilimento), cresceranno del 7,8%. Ma il declino dei profitti nel 2020 capovolgerà questi guadagni: i primi scenderanno del 3,4% e i reported Eps del 6,9%.

Quest’analisi dei margini di profitto indica che vedremo un calo degli utili societari nel 2020. I flussi di cassa delle imprese saranno sotto pressione e ciò porterà le imprese a reagire, tendenzialmente attraverso il taglio di posti di lavoro e spese. Ciò potrebbe portare il ciclo economico alla fine e, quindi, a una recessione”, conclude Wade.

Giulia Schiro
Giulia Schiro
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