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Lo spettro della volatilità fa gli investitori prudenti

29 Novembre 2018 · Francesca Conti · 5 min

  • Per 9 investitori su 10 (91%), protezione degli asset e un maggiore controllo del rischio sono importanti

  • Gli italiani hanno obiettivi finanziari chiari (73%) e fiducia nei consulenti finanziari (70%)

  • La maggioranza degli investitori riconosce l’importanza dei ritorni di lungo termine su quelli di breve

Secondo l’ultima indagine di Natixis, gli investitori hanno paura soprattutto della volatilità dei mercati. Per questo aumenta l’attenzione al rischio e la propensione a un approccio più difensivo nella costruzione dei portafogli

Di cosa hanno paura gli investitori oggi? Soprattutto della volatilità. E’ quanto emerge dall’ultima indagine globale di Natixis Investment Managers, che ha raccolto l’opinione di 9.100 investitori individuali tra Asia, Europa Continentale (400 in Italia), America Latina e Americhe. Secondo il report, a livello globale gli investitori – temendo che la volatilità del mercato indebolisca la loro capacità di raggiungere i loro obiettivi di investimento – esprimono oggi un approccio più difensivo nella costruzione del portafoglio con una maggiore attenzione al rischio, ma senza rinunciare alle aspettative di rendimento. “La volatilità osservata nel corso dell’anno ha stimolato un approccio più difensivo, con gli investitori che ribilanciano i loro portafogli per prepararsi ad affrontare la flessione di mercato che sembra essere attesa”, commenta Antonio Bottillo, managing director di Natixis Investment Managers Italia.

Gli investimenti attivi sono i più scelti, anche se spesso nel mondo finanziario circolano ancora idee sbagliate riguardo agli investimenti passivi in termini di rischio e rendimento. Buone notizie per le strategie Esg, che stanno prendendo sempre più piede tra gli investitori che cercano di allineare gli investimenti ai loro valori personali. “Si scontrano con molteplici considerazioni – gestione del rischio, maggiori attese sui ritorni, così come la volontà di integrare gli Esg nei loro investimenti. Gli investitori hanno bisogno di concentrarsi sul modo migliore per raggiungere i loro obiettivi di investimento. Per cogliere le migliori opportunità e conciliare le aspettative di rischio e rendimento, perseguendo alpha allo stesso tempo, è necessaria una visione di lungo termine e un approccio molto attivo all’investimento”, sottolinea Bottillo.

Guardando nello specifico al nostro Paese, emerge che gli italiani hanno obiettivi finanziari chiari (73%) ed è sempre alla ricerca di opportunità di investimento che siano allineate con i loro valori personali (82%). I risultati evidenziano inoltre la fiducia degli italiani nei confronti della consulenza finanziari (70%) e degli esperti in materia di investimento (80%).

Chi ha paura della volatilità

Secondo l’indagine globale di Natixis il 62% degli investitori a livello globale (64% in Italia) crede che la volatilità del mercato indebolisca la loro capacità di raggiungere gli obiettivi di risparmio e di pensionamento. Pur non rinunciando così tanto alle loro aspettative di rendimento, questa preoccupazione degli investitori a livello globale li spinge ad adottare un approccio più cauto agli investimenti. Oltre 9 investitori su 10 (91%) attribuiscono importanza alla protezione degli asset e a un maggiore controllo del rischio (quasi il 90% degli investitori italiani). I risultati suggeriscono che gli investitori sembrano essere predisposti a favorire le strategie di investimento attive, ma essendo anche le commissioni un loro focus, hanno ancora idee sbagliate su ciò che gli investimenti passivi possono offrire.

Attivo o passivo, questo è il problema

In questo scenario di crescente volatilità del mercato, gli investitori globali stanno esprimendo un approccio più difensivo nella costruzione del portafoglio. Nove su 10, infatti, sottolineano l’importanza di essere protetti dalla volatilità, ma non sono disposti a rinunciare ai rendimenti degli investimenti. Gli investitori italiani, in particolare, si aspettano un rendimento medio annuo del 9,3% al di sopra dell’inflazione. A livello globale, inoltre, l’indagine rivela che gli investitori individuali riconoscono la necessità di guardare oltre l’incertezza di mercato attuale, con una schiacciante maggioranza (88% degli intervistati in Italia) che evidenzia l’importanza dei ritorni di lungo termine su quelli di breve.

Tre quarti degli investitori afferma che quando si tratta di investire, è importante battere il benchmark. Quasi lo stesso numero (74% a livello globale, il 78% in Italia) dichiara che è importante approfittare dei movimenti di mercato a breve termine. Secondo coloro che hanno risposto alle ultime tre edizioni delle indagini degli investitori istituzionali, dei professional fund buyers e dei consulenti finanziari, gli investimenti attivi sono più adatti a perseguire ciascuno di questi obiettivi di investimento.

Gli investi passivi corrispondono nella maggiore parte dei casi agli Etf (Exchange-traded funds). Nel caso degli strumenti attivi, invece, il gestore si propone di far meglio del benchmark, ovvero del parametro di riferimento (previsto dalla normativa) che serve appunto a valutare la qualità della gestione.

L’interesse per gli investimenti Esg continua a crescere

Gli investitori sono sempre più guidati dal desiderio di generare un impatto positivo attraverso i loro investimenti, con l’82% degli investitori italiani intervistati che concorda su come sia una considerazione importante. Tre investitori su 5, il 60% a livello globale, ma soprattutto quasi il 70% in Italia, affermano che cercano attivamente opportunità di investimento che siano in linea con i loro valori personali, mentre il 58% (63% guardando gli investitori italiani) investe con l’obiettivo di investimenti che abbiamo un impatto sociale e/o ambientale.

Tuttavia, il desiderio di investimento che meglio esprime le convinzioni personali è difficile da razionalizzare per gli investitori che si affidano unicamente ai fondi indicizzati passivi, in quanto centinaia di aziende sono incluse in molti indici più utilizzati, indipendentemente dal loro comportamento aziendale o dalla loro etica. Tre investitori su 5 a livello globale dichiarano che i fondi indicizzati non contengono aziende che riflettono i loro valori personali.

La percezione degli Esg è a un punto di svolta. Se da un lato gli investitori individuali desiderano che i loro investimenti siano allineati ai loro valori, dall’altro le istituzioni vanno ancora oltre e iniziano a vedere negli Esg tanto un beneficio in termini di generazione di alpha quanto una gestione del rischio. Per la prima volta il numero degli investitori istituzionali focalizzati sugli Esg per la generazione di alpha (59%) è ora superiore a quelli più focalizzati sulla mitigazione del rischio. E le loro convinzioni sono forti: sei su 10 affermano che gli Esg saranno lo standard entro il 2022, confermando che l’Esg riguarda performance di lungo termine.

L’approccio degli investitori italiani

E gli investitori italiani? Hanno strategie di investimento non sempre in linea con il resto del mondo finanziario. Ecco le particolarità del Bel Paese:

  • Obiettivi finanziari chiari e investimenti allineati ai valori personali: il 73% degli intervistati ha affermato di avere obiettivi finanziari chiari e circa l’82% degli investitori ricerca in modo attivo opportunità di investimento che siano allineate con i loro valori personali.
  • Consulenti Finanziari ed esperti in materia di investimenti sono visti in modo favorevole: circa il 70% degli intervistati ha evidenziato la fiducia nei consulenti finanziari nelle decisioni di investimento e sempre il 70% ritiene che gli investitori che si affidano a un consulente finanziario hanno maggiori probabilità di raggiungere i loro obiettivi rispetto a quelli che non si affidano a un consulente. Inoltre, quasi l’80% preferisce avere un esperto che si occupa di ricercare le migliori opportunità di investimento presenti sul mercato.
  • La paura dei closet trackers non sembra diminuire: gli investitori sono diffidenti rispetto ai closet bench-markers, ovvero quegli asset manager che applicano commissioni per una gestione attiva ma costruiscono portafogli molto simili al benchmark. Il 72% degli investitori italiani intervistati teme che molti gestori applichino commissioni elevate anche se si limitano a tracciare un indice.
  • Evoluzione dei tassi di interesse sui portafogli: dopo dieci anni ai minimi storici, i tassi di interesse si stanno lentamente rialzando. Quasi il 60% degli intervistati è preoccupato per gli effetti negativi che l’aumento dei tassi di interesse potrebbe avere sui loro investimenti.
Francesca Conti
Francesca Conti
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