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Il rischio Italia protagonista del Wef di Davos

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

22 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Le ultime stime dell’Ocse sulla crescita italiana lo scorso novembre indicavano un tasso dello 0,9% per il 2019. Ed erano già riviste al ribasso, dall’1,1% di appena due mesi prima

  • Il peso dei negoziati dell’Italia con l’Europa e i rapporti fra Ocse e Governo

In compagnia di guerra dei dazi, fine del Qe e Brexit, il rischio Italia prende la scena a Davos per una dichiarazione del presidente dell’Ocse Gurrìa a margine del World Economic Forum 2019

Il rischio Italia sull’economia mondiale

Non solo clima e plastiche nei mari a Davos. Angel Gurrìa, segretario generale dell’Oecd ha annunciato a margine delle conferenze che entro due mesi l’organizzazione potrebbe tagliare al ribasso le stime di crescita per il nostro Paese. La domanda è stata diretta, così come la risposta. “E’ in arrivo un taglio per la crescita dell’Italia nel 2019 anche da parte dell’Ocse? La risposta è stata “sì, può essere”. E fa il paio con il Fondo monetario internazionale, che ieri ha rivisto lo stesso dato a 0,6% dall’1%.

Il nuovo ribasso seguirà un trend già in atto

Le ultime stime dell’Ocse sulla crescita italiana lo scorso novembre indicavano un tasso dello 0,9% per il 2019. Ed erano già riviste al ribasso, dall’1,1% di appena due mesi prima. questo dato ci classificava come fanalino di coda fra i 30 Paesi membri dell’Ocse, eccezion fatta per la Turchia e l’Argentina.

Gurrìa ha sdrammatizzato la polemica sulle scelte dell’attuale governo e sull’osservazione, avanzata ieri dal Fondo monetario internazionale, che l’Italia sia uno dei rischi per lo scenario di crescita globale assieme a Brexit, alla guerra dei dazi, alla Cina.

“Una questione di equilibrio”

“La questione italiana è una transizione, nella mia esperienza al primo anno di governo investire non è facile. C’è una questione di equilibrio, tutti i nuovi governi vogliono fare tutto nei primi tre giorni. E’ legittimo ma non è possibile, serve visione di medio termine”.

“C’è inoltre questo negoziato con la Ue sui decimali. In ogni caso credo che le autorità italiane abbiano ben chiaro che serve un equilibrio fra la crescita e i programmi sociali che vogliono fare, e anche il debito”.

Contatti col Governo

Il presidente dell’Ocse ha spiegato di aver già parlato “quattro o cinque volte” con il ministro dell’Economia Giovanni Tria, e anche con il primo ministro Giuseppe Conte al G20 di Buenos Aires, concludendo che “può darsi che ci vedremo anche qui” a Davos.

Angel Gurrìa
Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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