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Ricchezza globale in calo: la Cina trascina verso il basso

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

09 Luglio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Stati Uniti ed Europa mostrano un trend di ricchezza statico tra il 2017 e il 2018. La regione dell’Asia-Pacifico fa registrare invece un calo

  • Risultati negativi, in termini di numeri e ricchezza, anche per gli Uhnwi e per i mid-tier millionaire (Hnwi con un patrimonio tra i 5 e i 30 milioni di dollari)

Dopo sette anni di crescita continua, nel 2018 il numero di Hnwi e la loro ricchezza sono risultati in contrazione rispetto al 2017. Il trend è guidato principalmente dai dati negativi registrati nell’area Asia-Pacifico e in particolar modo in Cina

Cala la ricchezza e il numero di High Net Worth Individual (Hnwi, individui che hanno un patrimonio di un milione di euro) a livello globale. Nel 2018 si è dunque verificata una contrazione del 3% nella ricchezza totale, rispetto al 2017. Una contrazione dovuta, secondo il report “World wealth report 2019” pubblicato da Capgemini, a un crollo della ricchezza nella zona Asia-Pacifico (in particolare in Cina) e si è tradotta in una perdita di 2.000 miliardi di dollari in tutto il mondo.  Il report sottolinea dunque come, dopo sette anni di crescita continua, la ricchezza e il numero di paperoni nel 2018 siano  in calo rispettivamente dello 0,3 e del 3%.

La regione più colpita dalla contrazione di ricchezza è dunque stata quella dell’Asia-Pacifico con una perdita di oltre 1.000 miliardi di dollari (-2% rispetto al 2017) e un calo, nel numero degli Hnwi, del 5%. La Cina ha giocato una parte da leone nello scivolone. Da sola rappresenta infatti il 53% del decremento della regione e oltre il 25% di quella mondiale. Il patrimonio dei paperoni è sceso anche in America Latina (-4%), in Europa (-3%), e Nord America (-1%). L’unica eccezione positiva è rappresentata dal Medio Oriente che ha registrato una crescita del 4% rispetto all’anno successivo. Anche il numero di Hnwi ha visto un +6%. Risultati ottenuti grazie alla forte crescita del Pil e delle performance dei mercati finanziari.

Perdite ancora maggiori si sono registrate tra gli Uhnwi. In questo caso il numero di individui ha visto un calo del 4% e i loro patrimoni del 6%. Percentuali che influiscono sul 75% dei patrimoni globali. I mid-tier millionaire (Hnwi con un capitale tra i 5 e i 30 milioni di dollari) hanno invece rappresentato il 20% del calo totale. E infine l’area dei millionaire-next-door (Hnwi con un patrimonio tra gli 1 e i 5 milioni di dollari) è stata interessata da una riduzione della ricchezza dello 0,5%.

Le condizioni sfavorevoli del mercato, specialmente nell’ultima parte dell’anno, hanno fatto si che la liquidità superasse l’equity, come asset class più diffusa. Stesso trend si è mantenuto nel primo trimestre del 2019 con la liquidità che la fa da padrone sul comparto equity (28 contro il 26%, in calo del 5% rispetto al 2017). La volatilità dei mercati azionari ha inoltre stimolato un leggero aumento dell’allocation verso gli investimenti alternativi che hanno toccato il 13%, in aumento del 4% rispetto al 2017.

Questo calo della ricchezza potrebbe far concludere che anche l’industria del wealth sia andata male. E invece la fiducia e il grado di soddisfazione degli Hnwi, per l’operato delle società di wealth management, sono aumentati del 3% rispetto ai già elevati livelli dell’anno precedente. Le commissioni rimangono ancora un tasto dolente e infatti solo il  62% degli Hnwi ha dichiarato di essere soddisfatto delle commissioni del proprio wealth manager e diversi intervistati chiedono offerte più personalizzate che si concentrino su una maggiore creazione di valore. Secondo il report, la “diversità” può provenire  da maggiori investimenti nella tecnologia (solo il 5% delle aziende intervistate ha dichiarato di aver implementato strategie di intelligenza artificiale in tutte le aree principali).

Giorgia Pacione Di Bello
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