PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Recessione Usa più vicina secondo gli asset manager

11 Febbraio 2019 · Teresa Scarale · 2 min

  • L’accordo “anticipato” fra Cina e Usa non c’è stato. E i mercati azionari hanno intanto perso terreno

  • Il governo cinese ha messo sul piatto l’offerta di aumentare gli acquisti di beni statunitensi, ma a Trump non basta

  • Le obbligazioni hanno già registrato una fase di rialzi, incorporando nel prezzo il probabile impatto delle tariffe sull’economia globale

Per BNY Mellon gli Usa sono a un passo da “una recessione auto-inflitta”. Fra i motivi principali, il pugno duro dell’amministrazione Trump, la quale fomenta le posizioni attendiste delle decisioni di investimento delle imprese

I timori fondati di una recessione USa secondo BNY Mellon

L’accordo “anticipato” (prima del primo marzo) fra Cina e Usa non c’è stato. E i mercati azionari hanno perso terreno. Segno forte secondo il gestore BNY Mellon che gli investitori stanno prezzando una recessione Usa. Dopo il primo marzo infatti, la gli Stati Uniti aumenteranno le tariffe dal 10% al 25% su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi.

Ciò metterebbe ancora di più sotto pressione un’economia cinese già in leggero rallentamento, e al tempo stesso aumenterebbe i prezzi per i consumatori e per le imprese negli Usa.

Il pugno duro dell’amministrazione Trump

Il governo cinese ha messo sul piatto l’offerta di aumentare gli acquisti di beni statunitensi. E ciò ha fatto compiere dei progressi alle trattative. Ma a Trump non basta. L’amministrazione Usa vuole porre fine ai trasferimenti forzati di tecnologia e ai sussidi industriali che il governo cinese offre alle imprese locali, trattandosi di politiche che rendono più difficile la competizione per le società Usa. Però Beijing sembra riluttante ad accogliere questa richiesta.

Le obbligazioni hanno già registrato una fase di rialzi, incorporando nel prezzo il probabile impatto delle tariffe sull’economia globale. Nel frattempo le imprese sospenderanno molte decisioni di investimento in attesa di assistere all’esito delle negoziazioni commerciali tra Usa e Cina. In tal modo, secondo l’asset manager, “potrebbero anche decidere di tagliare i costi e i posti di lavoro per proteggere la profittabilità dei business”. Per BNY Mellon, si è in sostanza ad un passo “da una recessione Usa auto-inflitta”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
Se non vuoi mancare aggiornamenti importanti per te, registrati e segui gli argomenti che ti interessano.