PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Recessione, per i gestori la paura è ai massimi dal 2009

18 Settembre 2019 · Francesca Conti · 2 min

  • Il 38% degli intervistati da Bank od America ad agosto afferma di aspettarsi una recessione per il prossimo anno

  • Tra i gestori intervistati, 1 su 5 prevede che i tassi a breve termine aumenteranno nel corso del 2020. A settembre 2018 lo pensava 1 gestore su 10

  • Guerra commerciale, impotenza della politica monetaria e una possibile bolla del mercato obbligazionario sono i rischi più temuti dagli investitori

Un sondaggio tra i gestori di fondi condotto da Bank Of America Merrill Lynch avverte: il timore di una possibile recessione è ai massimi dal 2009

I livelli di guardia sul rischio recessione sono alti. O meglio, sono ai massimi dal 2009. L’inversione della curva dei rendimenti statunitensi non ha sicuramente aiutato: secondo il tradizionale sondaggio condotto da Bank of America Merrill Lynch per i gestori di fondi a livello globale, l’allerta sul rischio di una recessione è ai massimi da 10 anni a questa parte.

Le preoccupazioni legate allo scenario di una recessione continuano a mitigare la propensione al rischio degli investitori. Il 38% degli intervistati da Bank od America ad agosto afferma di aspettarsi una recessione per il prossimo anno, contro il 59% la ritiene improbabile. Il sondaggio è stato condotto tra 235 gestori di fondi a livello globale, che amministrano complessivamente circa 683 miliardi di dollari di masse.

Tra i gestori intervistati, 1 su 5 prevede che i tassi a breve termine aumenteranno nel corso del prossimo anno. Nel sondaggio condotto a settembre dello scorso anno, lo stimava 1 solo gestore su 10. Anche se è probabile che l’inversione della curva non abbia incoraggiato l’ottimismo dei gestori, il 64% dei manager intervistati dichiara di non ritenere che l’inversione sarà la diretta responsabile di una eventuale recessione nel 2020.

I livelli di liquidità degli investitori ad agosto sono scesi di 0,4 punti percentuali al 4,7%, in calo rispetto al 5,7% registrato a giugno e leggermente al di sopra della media a 10 anni pari al 4,6%. L’asset allocation globale sull’azionario è rimbalzata, anche se lentamente, aumentando ad agosto di 8 punti percentuali rispetto al mese precedente. L’allocazione nell’obbligazionario, dall’altro lato, è scesa di 14 punti percentuali questo mese.

Lo spettro di una guerra commerciale resta in cima alle preoccupazioni degli investitori. Il 40% degli intervistati la cita come primo rischio di coda. Seguono l’impotenza della politica monetaria e una possibile bolla del mercato obbligazionario (entrambi al 13%), seguito da un rallentamento economico in Cina (12%).

“Rimaniamo contrari alle strategie rialziste, poiché questo mese gli investitori hanno mostrato solo un modesto miglioramento della propensione al rischio”, ha dichiarato Michael Hartnett, a capo della strategia investimenti presso BofA Merrill Lynch Global Research. “Uno stimolo fiscale aumenterebbe l’ottimismo degli investitori”, ha aggiunto il manager.

Francesca Conti
Francesca Conti
Se non vuoi mancare aggiornamenti importanti per te, registrati e segui gli argomenti che ti interessano.