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Pwc: ecco la situazione del mercato bancario

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Redazione We Wealth
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17 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il 2019 si attesterà a circa 38miliardi di euro  di transazioni Npe

  • Le principali banche italiane prevedono un’altra riduzione del Npe ratio lordo entro massimo tre anni

I trend relativi al mercato degli Npe (Non-performing exposures) sono frutto di un processo di evoluzione del mondo del credito deteriorato in Italia

Negli ultimi quattro anni i volumi lordi di Non performing exposures (Npe) sono passati da 341(fine 2015) a 165 miliardi di euro (dato giugno 2019). Secondo il report pubblicato da PwC “Another brick in the wall” le numerose operazioni di concessione hanno dimezzato le sofferenze, passando da 200 miliardi di euro a 88 nello stesso arco temporale.

“Il trend dei volumi delle transazioni Npl porta molti a domandarsi cosa ci si possa aspettare da un mercato che ha segnato il suo livello più basso degli ultimi 3 anni e che per la prima volta dal 2013 ha registrato un calo rispetto all’anno precedente. Bene, a nostro avviso, più di quanto potrebbe sembrare” sostiene Pier Paolo Masenza, financial services leader di PwC.

Il sistema bancario italiano sembra aver superato il momento più critico, ma, nonostante ciò, le banche continuano ad avere obiettivi di deleveraging sempre più sfidanti e impegnativi. La ragione di questo risiede anzitutto nello stock ancora elevato di sofferenze e UtP (Unlikely to pay) iscritti nei loro bilanci, che si riflette in un Npe ratio aggregato (8,7%) quasi tre volte superiore alla media dell’Unione europea (3%), e che, di conseguenza, rimane nel mirino del regolatore.

Gabriele Guggiola, regulatory deals leader di PwC, aggiunge che:“il rinnovo della Gacs continuerà a favorire la vendita degli Npl, così come dimostrato dalla significativa pipeline di operazioni in fase di strutturazione, a cui stanno lavorando alcuni primari istituti di credito italiani, mentre sempre più Sgr di nuova costituzione si stanno specializzando nell’acquisto e nella gestione di crediti UtP. D’altronde, l’appetito degli investitori per non‑core e non‑performing assets non manca”.

Le Sgr, insieme alle challenger banks, avranno un ruolo di primo piano nell’estrazione di valore dagli UtP, potendo far leva sulla possibilità di erogare nuova finanza senza particolari vincoli, nonché disponendo delle expertise di turnaround necessarie per guidare le imprese in un percorso di profonda ristrutturazione, che possa condurle con successo a preservare la continuità aziendale.

Da un punto di vista regolamentare, l’ultimo aggiornamento relativo al calendar provisioning ha esteso le tempistiche per la copertura integrale dei crediti deteriorati, da 2 a 3 anni per gli unsecured e da 7 a 9 per i crediti secured. L’impatto del nuovo regolamento 630/2019 sarà strettamente legato al trend delle nuove erogazioni e degli inflows di Npe.

“Tutto ciò senza dimenticare che gran parte dei 200 miliardi di Npl venduti dalle banche negli ultimi 5 anni deve essere ancora recuperata da servicer e investitori. In tale contesto, prevediamo che il mercato secondario possa incrementare la propria quota in termini di volumi di transazioni, conquistando lo spazio che non è finora riuscito a ritagliarsi” commenta Pier Paolo Masenza.

In conclusione, pur senza i volumi dell’M&A, ci sono ancora una volta i presupposti affinché il mercato NPL continui ad essere uno dei protagonisti del Deals Market.

 

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