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Pictet, prepararsi al 2019 riducendo il rischio

14 Dicembre 2018 · Redazione We Wealth · 5 min

  • La strategia Pictet prevede di riportare azioni e obbligazioni a livello globale

  • A livello territoriale, meglio Giappone e mercati emergenti rispetto a Europa e Stati Uniti

  • Ridotta anche la posizione in treasury americani

Incertezza sul futuro e difficili condizioni del mercato attuale: le stime dicono che nel 2019 l’economia mondiale crescerà meno del 3%. Secondo il barometro mensile di Pictet AM, al momento la scelta migliore è quella di ridurre l’esposizione alle classi di attività più rischiose

È poco probabile che dopo l’anno a cui abbiamo assistito, il mercato azionario globale sorprenda tutti con un rally di fine anno. Anche dopo l’ultima correzione, che ha fatto perdere alle azioni mondiali un ulteriore 1% a novembre, Pictet AM nella sua panoramica mensile sull’asset allocation, preferisce l’approccio cauto. Una crescita economica in rallentamento e tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti non promettono bene per il mercato azionario.

Anche le previsioni per i profitti societari  non paiono particolarmente brillanti. In ogni settore le aziende stanno registrando il maggior numero di contrazioni  delle aspettative di utili degli ultimi due anni: la crescitadegli utili societari globali sembra destinata a dimezzarsi  al 7% nelprossimo anno, dall’attuale 13%.

Dove investire

  • “Manteniamo un assetto sotto-pesato sugli Stati Uniti“, precisa Pictet. “Prevediamo che la crescita degli utili societari  negli StatiUniti scenda al 7% dal 23% di quest’anno, la flessionepiù pronunciata tra tutte  le principali regioni”.
  • Il Giappone rimane una delle regioni preferite. Nonostante l’economia stia risentendo del rallentamento della crescita delle esportazioni, il suo mercato azionario scambia ancora a valutazioni interessanti. La ridotta leva societaria delle società giapponesi costituisce un altro vantaggio: in media queste hanno un rapporto debito netto/EBIDTA dell’1,48%, inferiore a quello delle omologhe dei mercati  sviluppati.
  • Posizione neutrale sull’Eurozona. Nonostante un lieve miglioramento a livello economico e valutazioni azionare relativamente a sconto, le preoccupazioni per il debito italiano potrebbero aumentare nei prossimi mesie incidere sull’attività economica.
  • I titoli dei mercati  emergenti sono interessanti. L’attività economica nei Paesi in via disviluppo tiene meglio rispetto  a quella dei Paesi avanzati,  grazie soprattutto alla resilienza della Cina. Questi titoli hanno infatti quotazioni interessanti, in larga parte  perché le valute emergenti sono scambiate ben al di sotto la nostra  stima del loro valore equo. Anche le sempre più diffuse aspettative che la Fed possa rallentare il ritmo del restringimento monetario nel prossimo anno, con il conseguente indebolimento del dollaro,  dovrebbero aiutare i mercati  emergenti.

Settori azionari

Pictet preferisce ridurre l’esposizione ai titoli legati ai materiali e all’energia, per via della volatilità sui mercati  delle materie prime. “Abbiamo anche rivisto al ribasso il nostro sovrappeso sul settore sanitario”, prosegue il report mensile. In parte  per via di valutazioni care e in parte per l’incertezza  sulla normativa negli Stati Uniti, dove iprezzi dei farmaci potrebbero essere uno dei pochi argomenti di accordo tra Democratici  e Repubblicani in una legislatura  spaccata.

Fixed income

Il tono accomodante del Presidente della Fed Powell ha alimentato le aspettative che la banca centrale intenda ammorbidire il restringimento monetario nei prossimi mesi, situazione che dovrebbe sostenere le obbligazioni in valuta locale dei mercati  emergenti, soprattutto se sarà in grado di alleggerire un dollaro finora senza  freni. Di conseguenza, manteniamo la nostra  posizione di sovrappeso in questa classe di attivia reddito fisso.

Negli ultimi due mesi il debito in valuta locale dei mercati  emergenti ha mostrato segni di vita, dopo un faticoso primo semestre. Dopo che ildebito emergente è stato penalizzato da un dollaro forte, dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e dalle bufere su di una manciata dimercati – non ultimi quello turco e quello argentino – gli investitori stanno ora riscoprendo il potenziale di questa classe di attivi.

  • Ridotta la posizione sui treasury Usa, in quanto l’euforia post-Powell ha sospinto  i rendimenti del titolo decennale al di sottodel 3% per la prima volta da settembre.
  • Le obbligazioni di Stato tedesche, che hanno reso il 2,2% dainizio anno, sono adesso la classe di attivi più costosa nella nostra  matrice  di valutazioni, superando da alcuni mesi aquesta parte  anche le obbligazioni societarie.
Redazione We Wealth
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