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Neuberger Bergman, economia in caduta ma atterragio morbido

10 Gennaio 2019 · Redazione We Wealth · 5 min

Come si è concluso il 2018 e cosa dobbiamo aspettarci dai mercati nel 2019? Neuberger Berman nel suo outlook di inizio anno prova a rispondere. Ma per la recessione è ancora presto

Nel suo outlook di inzio anno Neuberger Bergman prova a capire cosa succederà nell’anno appena iniziato.

La crescita del pil statunitense rallenterà passando dall’attuale 3,5% al 2,0-2,5% circa nel 2019 e parte dei rischi collegati alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina andranno scomparendo. Negli Usa la crescita dei salari proseguirà, comprimendo gli utili societari, ma le ripercussioni inflazionistiche verranno parzialmente compensate dal calo dei prezzi delle materie prime. Questo comporterà l’apprezzamento del dollaro, e ridurrà la liquidità a livello globale, favorendo la convergenza dei tassi di crescita del resto del mondo ai livelli degli Stati Uniti. Mentre le dispute commerciali tra Trump e Xi Jing Ping si attenuano e gli stimoli fiscali cinesi prendono piede, siamo del parere che i primi segnali di ripresa, che già vediamo in Giappone, in Europa e nel mondo emergente cresceranno, portando a una nuova convergenza e confermando la nostra view che colloca queste economie ancora a metà del ciclo economico rispetto agli Stati Uniti, che si trovano invece alla fine.

Banche Centrali

La Fed proseguirà più lentamente del previsto con l’aumento dei tassi di interesse, ma non ci aspettiamo alcun cambiamento nell’approccio delle banche centrali alla gestione dei bilanci. Ci aspettiamo che anche la Banca Centrale Europea confermi l’attuale politica di riduzione di bilancio, posticipando eventuali rialzi dei tassi a dopo l’estate. È probabile che nel primo semestre dell’anno la Fed soprassederà a ulteriori rialzi. Nonostante la tentazione di contrastare gli incombenti segnali inflazionistici rimanga forte, se nel 2019 gli Stati Uniti sperimenteranno un atterraggio morbido e rendimenti moderati degli asset rischiosi, il merito sarà soprattutto della Fed che avrà saputo resistere all’impulso di operare una stretta eccessiva.

Azionario

Se nel 2018 le azioni statunitensi sono state caratterizzate da una forte crescita degli utili, bilanciata da una contrazione dei multipli, prevediamo che nel 2019 il quadro verrà ribaltato. Con l’ulteriore maturazione del ciclo, il ventaglio delle possibilità si amplia. Lo scenario di base, tuttavia, vede un aumento delle pressioni sui ricavi (dovuto al rallentamento della crescita negli Stati Uniti) mentre i margini di crescita verranno leggermente compressi dall’inflazione salariale, ma compensati da una espansione dei multipli rispetto alla modesta base di partenza attuale.

Le dinamiche di fine ciclo con multipli moderati potrebbero aiutare gli Stati Uniti a registrare una performance migliore del previsto, ma una fonte migliore di valore sono anche il calo dei multipli e le dinamiche di metà ciclo in Giappone, Cina e mondo emergente. Poiché la nostra view è di un aumento dei rischi politici e dei rischi legati alle politiche monetarie in Europa, riteniamo che i mercati emergenti offrano le opportunità più interessanti, salvo se si prevede un consistente rallentamento globale nel 2019.

 

Redazione We Wealth
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