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Natixis, l’Italia che sceglie i Btp regge alla prova della volatilità

Natixis, l’Italia che sceglie i Btp regge alla prova della volatilità

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Francesca Conti
Francesca Conti

08 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Secondo l’analisi di Natixis nel 2018 l’Italia è stato il mercato più resistente, con una perdita stimata del 3,2% per il portafoglio medio dei consulenti

  • Per la prima volta da diversi anni in Italia si è verificato un importante ritorno al reddito fisso, in particolare al reddito fisso Ue e ai Btp

Il 2018 ha registrato performance negative sui portafogli per i consulenti in tutte le aree a livello globale. A distinguersi in positivo, secondo Natixis, è stato il mercato italiano

Il calo dei mercati azionari e la diminuzione dei rendimenti del reddito fisso hanno scatenato performance negative sui portafogli per i consulenti di tutte le aree a livello globale. Ad emergere – in positivo – è stata però l’Italia. Secondo quanto rilevato dal Global Portfolio Barometer 2018 di Natixis Investment Managers, infatti, l’Italia è stato il mercato più resistente, con una perdita stimata del 3,2% per il portafoglio medio dei consulenti. La chiave della ‘vittoria’ italiana? Un’allocazione molto più bassa tra le azioni rispetto alle altre regioni. I consulenti in Italia hanno avuto un’esposizione media azionaria di appena il 20%, mentre il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno avuto un atteggiamento più rialzista con una ponderazione azionaria superiore al 50% nei portafogli a rischio moderato.

“Per coloro che sono stati più attenti e meno dediti a una ricerca forsennata del rendimento, l’Italia si è posizionata nel 2018 – se rapportata agli altri barometri – in modo abbastanza positivo, riuscendo ad attutire le perdite”, spiega a We Wealth Antonio Bottillo, country head di Natixis Investment Managers per l’Italia. “Questo per effetto soprattutto di una componente azionaria che tradizionalmente in Italia – almeno in quelli che sono i portafogli cosiddetti moderati – rimane relativamente bassa, siamo intorno a un 20-25%, linea che ha avuto un picco massimo nel 2018 (23%) », continua Bottillo. Questa è stata sostituita da un ritorno sulla componente obbligazionaria. L’Italia ha performato meglio di altri Paesi per aver mantenuto una minore esposizione al comparto azionario e una maggiore attenzione nei confronti del grande fenomeno del multi-asset.

L’indagine condotta da Natixis sugli investitori italiani ha mostrato infatti che per la prima volta da diversi anni in Italia si è verificato un importante ritorno al reddito fisso, in particolare al reddito fisso europeo e ai titoli di Stato italiani (Btp), con una significativa riduzione delle posizioni nei fondi multi-asset. L’universo degli investimenti attraenti per gli investitori europei e italiani si sta restringendo a causa delle condizioni di mercato, soprattutto per quanto riguarda la copertura dei costi e le curve piatte. Il credito corporate e, in particolare, il comparto dell’high yield è stato meno interessante per alcuni investitori in quanto gli spread si sono ristretti e le allocazioni ai treasury a breve termine sono notevolmente aumentate. Il calo, pur significativo, è in linea con quanto si sente dire dai professionisti degli investimenti e con il contesto di mercato. Con il calo dei rendimenti e l’inversione della tendenza al ribasso dei tassi di interesse, non sorprende che gli investitori siano alla ricerca di altre aree di allocazione del capitale.

Francesca Conti
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