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Natixis IM, i 5 fattori guida per gli investitori italiani

Natixis IM, i 5 fattori guida per gli investitori italiani

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Francesca Conti
Francesca Conti

05 Agosto 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • I risparmiatori italiani sono combattuti riguardo al rischio. Il 61% pensa che la volatilità possa compromettere la possibilità di conseguire gli obiettivi di investimento

  • Gli investitori italiani si aspettano rendimenti annuali che superino l’inflazione del 10,5%

  • Il 69,8% degli italiani crede che i fondi passivi possano aiutarli a minimizzare le perdite. Un elemento prerogativa principale dei fondi attivi

Quali e quanti sono i fattori chiave che guidano le scelte di portafoglio degli investitori italiani? La risposta di Antonio Bottillo, country head per l’Italia di Natixis IM

Anche se ci troviamo nella fase rialzista più lunga della storia, l’incertezza regna sovrana tra gli investitori. Il ritorno della volatilità di fine 2018, infatti, ha lanciato un segnale di avvertimento sul rischio e sollevato interrogativi per il futuro. Questo ha alimentato “un sentiment di incertezza presso i risparmiatori”, anche se le loro aspettative di rendimento “hanno continuato a crescere”.

Una recente indagine condotta da Natixis Investment Managers – ricorda Antonio Bottillo, country head per l’Italia di Natixis IM – su 9.100 investitori individuali, di cui 400 in Italia, evidenzia come nonostante l’86% degli interpellati ritenga importante raggiungere i risultati dei propri investimenti nel lungo periodo piuttosto che nel breve, il 77% sia comunque disposto a mettere al primo posto la sicurezza rispetto agli obiettivi di performance di lungo periodo. Il sentiment degli investitori italiani, spiega Bottillo, è in linea con quello degli investitori a livello globale e le loro scelte di portafoglio sono guidate da cinque fattori chiave che potrebbero influenzare il conseguimento degli obiettivi di lungo periodo.

1 – Il rischio: gli italiani sono combattuti

Innanzitutto, spiega Bottillo, i risparmiatori italiani sono combattuti riguardo al rischio. Nonostante il 63% si dichiari disponibile a pagare un premio per la gestione attivaper combattere la volatilità, il 61% pensa che la stessa volatilità possa compromettere la possibilità di conseguire gli obiettivi di investimento, nonostante possibili fluttuazioni del portafoglio pari al 10% siano considerate normali quando si decide di investire.

2 – Rischio sì, ma fino a che punto?

Il secondo elemento che influenza oggi le scelte degli investitori italiani – continua Bottillo – è la non completa consapevolezza del livello di rischio che sono in grado di sopportare. L’80% dei professionisti della finanza ritiene che il bull market degli ultimi dieci anni abbia abbassato le difese degli investitori dinanzi al rischio e che la volatilità nell’ultimo trimestre del 2018 abbia cambiato di poco questa percezione.

Sebbene due terzi degli investitori all’inizio del 2018 abbiano dichiarato di essere pronti ad affrontare i rischi di mercato, con il senno di poi solo il 50,8% ha confermato di aver avuto una reale strategia per gestire la fase recessiva di fine anno. Gli investitori italiani, inoltre, pur sentendosi finanziariamente sicuri (65%), esprimono preoccupazioni per la pressione fiscale (44,3%), per le spese non preventivate (40%) e per il mantenimento del proprio stile di vita (33%).

3 – Alte aspettative di rendimento

Il terzo fattore a guidare le scelte di portafoglio sono le aspettative di rendimento. Nonostante la volatilità dello scorso anno, gli investitori italiani interpellati si aspettano rendimenti annuali che superino l’inflazione del 10,5%, quando invece gli investitori professionali puntano a un più realistico 4,5%.

4 – Investimenti attivi e passivi: ancora molta confusione

Anche le ipotesi riguardo ai rischi dei fondi passivihanno bisogno di confrontarsi con la realtà. Molti investitori italiani sono confusi circa le differenze fondamentali che esistono tra investimento attivo e passivo. Anche se il 73,8% riconosce giustamente che la mission dei fondi indice sia quella di consegnare ritorni in linea con il mercatoe il 55,3% è consapevole dei bassi costi legati agli investimenti passivi, il 69,8% crede che i fondi passivi possano aiutarli a minimizzare le perdite, mentre il 61,5% è convinto che questi strumenti possano aiutarli a cogliere le migliori opportunità di mercato, quando invece questi due elementi rappresentano una prerogativa principale dei fondi attivi.

5 – Cresce l’interesse per gli alternativi

La volatilità e le perdite registrate nel quarto trimestre del 2018 hanno spinto gli investitori a guardare in modo critico la loro diversificazione, riaccendendo un interesse per asset class diverse da quelle tradizionali (azioni e obbligazioni). In Italia più del 47% degli interpellati ha confermato di avere già in portafoglio investimenti alternativi e investimenti che seguono i criteri Esg, anche se il peso di questi ultimi è ancora limitato a un 13,8%.

Alla luce di tali evidenze, secondo Bottillo educazione e consulenza finanziaria sono due elementi essenziali per guidare le scelte degli investitoriche devono capire come questi cinque fattori possano incidere sui loro portafogli e che cosa si possano realisticamente aspettare in termini di rendimento.

Francesca Conti
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