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Mercati di frontiera: è l'ora dei leoni africani

29 Novembre 2018 · Teresa Scarale · 3 min

  • Il risveglio dell’Africa Subsahariana: un afflusso di 60 miliardi di capitali esteri nel 2017, secondo l’ultimo outlook del Fmi

  • Fra debito e investimenti infrastrutturali, i consigli di un importante gestore

  • “Education, Entrepreneurship and Efficient government”

Con il rischio di una crisi finanziaria globale e i tassi di interesse che languono, gli investitori sono alla ricerca di extra rendimenti nei mercati di frontiera. Fra questi, quelli africani – come Ghana e Nigeria – sono pronti a ruggire

Arriva la stagione delle piogge. Di capitali

Lo spettacolare afflusso di capitali verso i mercati di frontiera africani è al centro dell’ultimo report del Fondo monetario internazionale, il Regional Economic Outlook for sub-Saharan Africa. L’economista Mahvash Saeed Qureshi che ha condotto lo studio saluta le opportunità derivanti da questa inondazione di soldi, ma ammonisce anche circa i rischi. Per non ripetere gli errori del passato.

La studiosa, intervistata dallo stesso Imf, sottolinea che il panorama finanziario dell’Africa Subsahariana è cambiato significativamente nel corso degli anni. La regione è diventata sempre più globalmente integrata a livello finanziario, grazie ad un allentamento delle barriere nazionali ai flussi di capitali. Questo rilassamento ha attratto i flussi internazionali di capitali.

L’evoluzione

Flussi che vedono anche una quota importante di arrivi “non ufficiali”. Con questa locuzione l’economista intende escludere i fondi istituzionali, i prestiti ufficiali, le elargizioni protagoniste del passato. Si tratta di una pioggia di 60 miliardi di dollari nel 2017, a fronte dei 14 miliardi di dollari degli anni Ottanta e Novanta, passando per i 25 miliardi del 2007. Si tratta di masse che, in percentuale del Pil di queste economie, fanno impallidire quanto ricevuto dalle economie emergenti in termini relativi.

Residenti vs non residenti

Ad essere aumentata nel corso degli anni è la quota di investimenti dei non residenti. Sono gli investimenti diretti esteri a proliferare, come del resto gli investimenti di portafoglio sono però in crescita. Le ragioni sono sia globali che domestiche. Questo perché, quando i tassi di interesse sono bassi e vi è elevata volatilità, si va in cerca dell’High Yield. A tal proposito, il gestore del fondo HI Africa Opportunities Erik Renander di Hedge Invest Sgr, indica i T-bill nigeriani e bond locali ghanesi.

I treasury bill nigeriani

Un tass di interesse al 16%, dal 12% di inizio anno. Il governatore della banca centrale nigeriana ha aumentato i tassi proprio per attrarre gli investitori stranieri e stabilizzare le riserve.

Il Ghana: obbligazioni al 19%

Il gestore evidemzia che tassi più elevati hanno stabilizzato la valuta. L’inflazione è scesa al 10% nel 2018 e il deficit di bilancio sta riducendosi, essendo passato dal 8% nel 2017 al 5% nel 2019. L’aumento del Pil si prevede sarà del 5,4% a fine 2018 e del 5% nel 2019.

Volkswagen e Sino Truck sono state incoraggiate ad aprire impianti di assemblaggio in Ghana. E’ in atto anche la promozione della digitalizzazione dell’economia: ogni cittadino ha una carta di identità biometrica. La digitalizzazione riguarda però soprattutto gli scambi commerciali: gli scamabi portuali, il catasto dei terreni. Al fine di una migliore vigilanza, tutti i pagamenti delle amministrazioni pubbliche inoltre devono essere fatti per via elettronica.

Ultimo ma non ultimo: a settembre S&P ha migliorato il rating del Ghana, facendolo passare da B- a B. Si tratta del primo upgrade del Paese in 10 anni.

In conclusione

Mahvash Saeed Qureshi sottolinea come i benefici dell’enorme afflusso di capitali in questi Paesi dipenda da che tipo di flussi sono e da come vengono utilizzati. A questo punto l’economista rimette la responsabilità alle istituzioni e ai politici, la qual cosa non fa ben sperare alla luce della storia. Ma nel mese di ottobre di è tenuta in Sudafrica la conferenza degli investitori. In cui il presidente Ramaphosa ha affermato: “Una cosa che ho imparato è il concetto delle tre E: Education, Entrepreneurship and Efficient government – educazione, imprenditorialità, efficienza di governo”. Certo, si tratta solo di parole. Ma sappiamo quanto in economia sia importante il ruolo delle aspettative.

L'economista Mahvash Saeed Qureshi del Fmi
Teresa Scarale
Teresa Scarale
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