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M&A, una fine d’anno che non brilla

M&A, una fine d’anno che non brilla

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

02 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il comparto dei financial services vale circa il 26% dell’intero mercato con 10 miliardi di euro di controvalore

  • Le aziende italiane hanno finalizzato 178 operazioni oltreconfine

  • Le operazioni domestiche hanno permesso di registrare circa nove miliardi di euro di controvalori

Una fine d’anno non particolarmente brillante per le M&A in Italia: nonostante siano state chiuse circa 1.000 operazioni, il controvalore complessivo si è bloccato intorno ai 37,8 miliardi di euro, in calo del 60% rispetto al 2018. Lo rivela un rapporto di Kpmg

Il 2019 è ormai volto al termine, registrando una chiusura non particolarmente brillante per le operazioni di fusione e acquisizione in Italia: se da un lato i volumi sono cresciuti, dall’altro i controvalori non hanno potuto godere della stessa sorte.

Secondo un rapporto di Kpmg, la crescita costante degli ultimi sei anni ha subito infatti una brusca battuta d’arresto. Nonostante siano state finalizzate circa 1.000 operazioni (+1% rispetto al 2018), il controvalore complessivo si è attestato intorno ai 37,8 miliardi di euro. Una cifra decisamente inferiore rispetto ai 93,9 miliardi dello scorso anno (-60%).

“Negli ultimi anni la presenza sul mercato di abbondante liquidità e le necessità di investimento di soggetti istituzionali hanno spinto le valutazioni verso livelli molto elevati, difficilmente sostenibili – spiega Max Fiani, partner di Kpmg – Quest’anno, nonostante diversi asset interessanti siano stati messi sul mercato, numerosi processi di vendita sono stati interrotti per un mismatch tra domanda (dei venditori) e offerta (dai potenziali acquirenti)”.

La prudenza farebbe dunque da padrona, frenando gli operatori specializzati. Eppure, il comparto dei financial services capeggia il mercato con circa 10 miliardi di euro di controvalore (corrispondenti al 26% del totale). Tra i più attivi in termini di operazioni significative si distingue Bper che, tra le altre cose, ha acquisito Unipol Banca per 220 milioni di euro.

Le aziende italiane puntano sulle acquisizioni all’estero

Le acquisizioni oltreconfine da parte delle aziende italiane primeggiano rispetto a quelle domestiche. Secondo il report, nel 2019 sono state completate 178 operazioni, registrando oltre 13 miliardi di investimenti complessivi. Le operazioni domestiche prevalgono di numero (ben 519), ma i controvalori si stanziano sui nove miliardi di euro. “Il dato del 2019 risulta peggiorativo rispetto allo scorso anno, quando con 508 operazioni si erano toccati i 16,8 miliardi di euro”, spiega inoltre lo studio.

A seguire la scia del calo per il terzo anno consecutivo sono anche gli investimenti esteri nel Belpaese: bloccati sui 15 miliardi di euro, nel 2018 erano pari a 19,3 miliardi e nel 2017 a 22,6 miliardi.

Rita Annunziata
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