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Jp Morgan e Wells Fargo aprono la stagione delle trimestrali

Jp Morgan e Wells Fargo aprono la stagione delle trimestrali

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

14 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Jp Morgan Chase ha archiviato un utile netto di 2,865 miliardi di dollari, contro i 9,179 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno

  • Wells Fargo ha registrato un crollo dei ricavi del 18%

  • “L’effetto sulle trimestrali potrebbe essere anche più negativo del previsto”, commenta Filippo Diodovich

Le grandi banche americane aprono la stagione delle trimestrali di Wall Street. Jp Morgan Chase ha rilevato un calo dei profitti del 69%, ma il crollo di Wells Fargo è anche peggiore. Gli altri istituti statunitensi seguiranno questa scia? Ne parliamo con Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia

La stagione delle trimestrali di Wall Street prende il via con i dati sugli utili delle grandi banche americane, fortemente attesi per evidenziare gli effetti del coronavirus sui bilanci nei primi tre mesi dell’anno. Jp Morgan Chase, la multinazionale di servizi finanziari di New York, ha rilevato un calo dei profitti del 69%, con un utile netto di 2,865 miliardi di dollari contro i 9,179 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno e un utile per azione pari a 78 centesimi. In discesa anche i ricavi, che hanno conosciuto una contrazione del 3% per un totale di 29,069 miliardi.

Sulla stessa linea d’onda anche Wells Fargo, che accompagna Jp Morgan Chase nella rosa delle Big Four americane insieme a Bank of America e Citigroup. L’istituto ha archiviato un crollo dell’utile ancora maggiore che, passando dai 5,68 miliardi di dollari del primo trimestre del 2019 a 653 milioni, si attesta all’89%. Anche i ricavi sono crollati del 18%, passando da 21,609 miliardi a 17,717 miliardi.

Cosa aspettarci dunque dai prossimi giorni? Secondo le stime di FactSet, il calo degli utili delle grandi imprese potrebbe toccare il 10%, la contrazione più significativa dal terzo trimestre del 2009 quando sfiorò il 15,7%. Solo per il settore dei servizi finanziari, invece, si attende una flessione del 18,5%. “È una settimana importante per il settore finanziario – spiega Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia – I dati dei big della finanza ci daranno un’idea su quali sono le perdite legate ai prestiti. Inoltre, le banche dovranno affrontare un cambiamento di scenario per quanto riguarda i tassi d’interesse, portati a zero dalla Federal Reserve. Più è alto il tasso d’interesse, più le banche possono guadagnare. Questo porta a credere che l’effetto sulle trimestrali potrebbe essere anche più negativo del previsto”.

Secondo Diodovich, sotto la lente d’ingrandimento ci sono soprattutto Goldman Sachs e Bank of America, con le quali l’appuntamento è fissato per il 15 aprile, con un occhio verso l’outlook del 2020 e del 2021. “Se Wall Street non è crollata ma è riuscita a evidenziale un rialzo molto importante nelle ultime sedute è  grazie al piano immenso della Federal Reserve – aggiunge – Con altri 2mila miliardi di dollari di iniezione di liquidità nel settore del credito, la Fed ha permesso alla banche di comprare le obbligazioni delle imprese in difficoltà, i bond fallen angels. Tutto per dare stabilità al mercato del credito”.

Secondo Diodovich, si aprono dunque due scenari possibili per i prossimi mesi. Se la crisi epidemiologica avrà una durata breve e dalla metà del mese di maggio tutte le attività economiche negli Stati Uniti ripartiranno, un movimento in positivo per gli utili potrebbe essere possibile. Se invece si realizzasse un’ulteriore ondata del virus, lo scenario virerebbe in negativo “perché bisognerebbe adottare ulteriori misure di lockdown e il tasso di disoccupazione potrebbe arrivare al 15-20%”.

L’analista sposta infine lo sguardo anche verso Amazon, una delle possibili aziende controcorrente: “Potrebbe battere le attese, in positivo – spiega – in molti paesi europei, ma anche negli Stati Uniti, sono aumentate le richieste di spedizione. Sarà interessante vedere i risvolti sulle trimestrali”.

Rita Annunziata
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