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Inizia l'era Lagarde: fra falchi e colombe arriva il "gufo"

Inizia l'era Lagarde: fra falchi e colombe arriva il "gufo"

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

12 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 5 min
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  • 0% il tasso principale, 0,25% quello sui prestiti marginali e -0,5% quello sui depositi

  • I tassi della Bce rimarranno ai livelli attuali, o più bassi, “finché le prospettive d’inflazione convergeranno robustamente” verso il 2%. Ma l’inflazione latita, anche se le sue stime di crescita sono leggermente al rialzo

  • I governi “con capacità di spesa” devono “agire rapidamente” per avere un impatto positivo sulla crescita dell’Eurozona

  • Lagarde ha annunciato una revisione strategica della politica monetaria. Si potrà ricorrere a “nuove e diverse misure di inflazione”. Un Whatever it takes 2.0?

Si alza il sipario su Christine Lagarde, che sale sul palco della Bce da “gufo”. Il colpo di scena non sta nella politica monetaria (i tassi restano fermi, come per la Fed), ma nelle intenzioni politiche di Lady Euro, perché è alla politica che si appella, accogliendo pienamente il testimone di Mario Draghi

Christine Lagarde ha lasciato invariati i tassi d’interesse di riferimento della Banca centrale europea: 0% il tasso principale, 0,25% quello sui prestiti marginali e -0,5% quello sui depositi. La neo-presidente della Bce ha agito da colomba in vista di un volo da falco “dopo un periodo prolungato di politica accomodante”? Niente affatto. Il “bestiario” finanziario tanto amato da mondo anglosassone si arricchisce di un nuovo protagonista: il gufo. Animale pacato e attento, il gufo sa vederci anche al buio e fare di conseguenza le sue scelte. Poteva esistere un emblema migliore, per le intenzioni della Lagarde?

Lagarde: un Whatever it takes 2.0?

I tassi della Bce rimarranno quindi ai livelli attuali, o più bassi, “finché le prospettive d’inflazione convergeranno robustamente” verso il 2%. La grande assente dell’economia contemporanea resterà quindi sotto osservazione, grazie alla valutazione delle misure di stimolo della Bce. Il programma di acqusito di titoli pubblici (Qe), dal canto suo, continuerà finché necessario; del resto “le pressioni inflazionistiche restano pressoché assenti”, anche se le sue prospettive di aumento sono riviste “leggermente al rialzo”. In ogni caso anche Christine si dice pronta ad utilizzare “tutti gli strumenti se necessario”.

Come preannunciato, la presidente della Bce ha posto l’accento sulla necessità che la politica intervenga con azioni mirate per sostenere la crescita, sollecitando i governi “con capacità di spesa” ad agire rapidamente. In tal senso, la Lagarde ha annunciato una revisione strategica della politica monetaria dell’area euro.

Lagarde: un gufo riformatore

La revisione “inizierà a gennaio e, secondo i nostri obiettivi, verrà completata prima della fine del 2020”. L’azione sarà “ampia” e “nessun argomento verrà tralasciato”. Saranno chiamati a partecipare al piano d’azione “anche la comunità accademica e i rappresentanti della società civile”. Si potrà ricorrere a “nuove e diverse misure di inflazione, dato che la dinamica dei prezzi viene percepita in modo diverso dai diversi attori economici. Ha senso intraprendere ora questo processo di modifica? Il  momento perfetto “non esiste”, dice Lagarde. Un processo come questo “è naturale e dovuto”, dato che è stato “realizzato per l’ultima volta nel 2003”. Tuttavia, il mandato della Bce resterà “la stabilità dei prezzi”.

Nel processo di revisione strategica entreranno anche “i diversi strumenti di politica monetaria, e valuteremo quali sono stati più e meno efficaci”. Grande spazio quindi anche alle nuove tecnologie, tra cui le valute digitali, i cambiamenti climatici e l’aumento delle diseguaglianze sociali.

Lagarde, un “gufo” ottimista

Anche se “le pressioni inflazionistiche continuano ad essere deboli e così anche le dinamiche della crescita”, ci sono segnali di “una stabilizzazione del rallentamento della crescita”. Certo, “i rischi restano pronunciati, ma sono al ribasso”, in un contesto in cui “consumi e lavoro sostengono l’economia”. Le stime per la crescita dell’Eurozona nel 2020 sono riviste “leggermente al ribasso”.

Lagarde: le voci di analisti e asset manager

James McCann, economista di Aberdeen Standard Investments, palude all’atteggiamento “leggermente più positivo nei confronti del quadro economico e dell’inflazione”. Marco Wagner, economista di Commerzbank, dice dal canto suo che “l’imminente revisione della strategia di politica monetaria non dovrebbe portare a grandi cambiamenti a causa delle ben note divisioni all’interno del Consiglio direttivo”. Gli analisti di Ing puntano il faro sull’approccio attendista di Lady Euro. Almeno nel breve periodo.  “Per il momento, ulteriori misure accomodanti sembrano non essere sul tavolo, almeno non con le attuali proiezioni macroeconomiche”, dicono. Aggiungendo che “capire Lagarde non sarà facile”.

Un gufo che sa cinguettare

Heidi Schauman, economista di Swedbank, plaude alla capacità comnicativa di Christine. “Uno degli aspetti più rilevanti della prima conferenza stampa di Christine Lagarde in qualità di presidente della Banca centrale europea è la sua capacità comunicativa. La nuova governatrice della Bce ha dato l’impressione di essere molto sicura e ha risposto in maniera preparata alle domande”. Il suo autodefinirsi “gufo” potrebbe “essere il segnale di una leadership più prona a ricercare consenso all’interno della Bce”. Consenso che con Mario Draghi è mancato, soprattutto in chiusura di mandato.

Andrea Iannelli, investment director di Fidelity International, plaude a una Lagarde “elegante e convincente”. La neo presidente “si manterrà su una linea di continuità [con Mario Draghi, ndr] in termini di politica monetaria, restando cauta”. Tuttavia, aggiunge Iannelli, “ci vorrà tempo prima che il mercato abbia una compressione ottimale dello stile e della dialettica” della presidente”.

Christine Lagarde ha dichiarato di voler essere un "gufo saggio"
Teresa Scarale
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