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Niente crisi covid: i miliardari crescono e sono più forti

Niente crisi covid: i miliardari crescono e sono più forti

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

07 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • La pandemia da Covid non ha colpito i miliardari italiani, anzi li ha rafforzati nel numero e nel patrimonio

  • Nei mesi tra aprile e luglio 2020 la ricchezza è aumentata del 31%, arrivando a 165 miliardi di dollari. E i miliardari sono arrivati a 40 di cui il 67% sono uomini e il restante 33% donne

In Italia, i miliardari sono ancora in zona negativa da cinque anni. Ma nel 2020 sono cresciuti rispetto ai 12 mesi precedenti, nonostante l’esplosione da covid-19.  Il numero di soggetti ad alto reddito è passato, infatti, da 43 nel 2015, a 36 nel 2019 per poi ritornare a quota 40 a luglio 2020

Miliardari italiani, una specie protetta. Il numero di paperoni nel Belpaese è in zona negativa da cinque anni. Si è infatti passati da 43 del 2015 a 36 del 2019 per poi risalire leggermente a quota 40 a luglio 2020, restando però sempre 3 unità in meno rispetto a cinque anni fa. L’aspetto positivo è che questa pandemia da covid non ha colpito i miliardari, anzi li ha rafforzati nel numero e nel patrimonio

Secondo il report “Riding the storm” pubblicato da Ubs e PwC nei mesi tra aprile e luglio 2020 la ricchezza è aumentata del 31%, arrivando a 165 miliardi di dollari. E i miliardari sono arrivati a 40 di cui il 67% sono uomini e il restante 33% donne. Da sottolineare inoltre come tra il 2019 e il 2020 le imprese italiane miliardarie in crescita sono state quelle operanti nei settori consumer&retail, industrial e financial services.

 

Il report amplia però lo sguardo anche a livello globale. E la ricerca sottolinea come i paperoni innovatori, attivi nel tecnologia, nella sanità e nell’industria stiano contribuente a rimodellare l’economia a un ritmo più veloce che mai. Scienziati, programmatori di computer e ingegneri di software stanno diventando sempre più imprenditori dato che riescono a sfruttare le nuove tecnologie per sviluppare prodotti innovativi e modelli di business. Sono questi soggetti che stanno plasmando il mondo circostante, creando nuova attività ma anche ricchezza.

La categoria degli “innovatori” ha dunque continuato a progredire nel 2018, 2019 e anche nel 2020. In questo periodo, secondo la ricerca, i miliardari della categoria hanno aumentato la loro ricchezza del 17% arrivando a quota 5,3 trilioni di dollari. Mentre quella dei paperoni tradizionali ha visto una crescita del solo 6% fermandosi a 3.700 miliardi. “Guardando questa prospettiva settoriale, secondo la nostra prospettiva settoriale, la maggior parte dei miliardari appartiene al settore tecnologico (94%) e sanitario (71%)”, sottolinea il report. Ma attenzione perché anche le aziende tecnologiche di lunga data controllate da miliardari stano cambiando rapidamente al loro interno. Ad esempio i giganti del software come Microsoft e Oracle dopo aver dato vita a diversi miliardari si stanno spostando in aree come l’intelligenza artificiale, e il cloud computing.

 

Alcune delle persone che hanno avuto successo negli ultimi anni includono persone note per essere innovatori e rivoluzionari. Tra questi troviamo Elon Musk con la sua Tesla e SpaceX. Le aziende di Musk stanno aprendo la strada al mercato delle auto elettrice e ai viaggi spaziali da privati. Spostandoci dall’altra parte del mondo, in Cina, Frank Wang, ingegnere, è il primo miliardario “dei droni” al mondo ed è il fondatore e ceo della società tecnologica DJI, il più grande produttore mondiale di droni. E infine, Patrick Collison, irlandese è un programmatore di computer che ha co-fondato la piattaforma Stripe con suo fratello nel 2010. Questa ondata di innovazione deve però ancora raggiungere e colpire diversi settori. In quello immobiliare, per esempio, la ricerca ha trovato solo un 17% di miliardari che possono essere definiti innovatori. Questo perché l’immobiliare è un settore molto statico e che fa fatica ad abbracciare la tecnologia. Altra branchia il mondo della finanza. Qua si sono trovati solo il 37% degli innovatori.

Giorgia Pacione Di Bello
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