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Hsbc e l’era dell’incertezza. Nel 2020, avanti tutta sull’equity

Hsbc e l’era dell’incertezza. Nel 2020, avanti tutta sull’equity

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

04 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Little: “In qualità di investitori dobbiamo essere vigili. Ma questo non significa che gli investitori debbano automaticamente adottare una strategia di investimento difensiva”

  • Per Hsbc, restano interessanti i prezzi di alcune asset class più rischiose, come il mercato azionario emergente oppure il segmento del credito asiatico

La chiave del successo nell’era dell’incertezza è rappresentata dall’utilizzo di un approccio dinamico durante la costruzione della propria asset allocation. I mercati preferiti per Hsbc sono: emerging market equity, Uk equity e Asia high yield

Attualmente gli investitori stanno vivendo nell’era dell’incertezza. Se guardiamo al dibattito mediatico nel 2019 molto spazio è stato dato a temi quali la Brexit, le guerre commerciali e l’incertezza macroeconomica. Nonostante questo, però, il 2019 è stato un anno molto positivo per alcuni comparti, quali quello azionario. Allora, perché questa incertezza descritta non si è riflessa nell’andamento delle borse? E soprattutto, questa mancanza di correlazione, può rappresentare un indicatore per il 2020?

A dare una risposta è Joseph Little, global chief investment strategist di Hsbc Global Asset Management che ha spiegato che la risposta è nelle politiche monetarie di ben 15 banche centrali, che hanno reso più economico il costo del denaro, favorendo i profitti delle corporate.

Quale scenario si attende, quindi, per il 2020?

“In qualità di investitori dobbiamo essere vigili”, risponde Little, che ricorda che ci sono diverse grandi questioni irrisolte e una serie di importanti eventi politici che potrebbero avere effetti negativi – o forse migliori del previsto – sullo scenario macroeconomico e sui mercati finanziari. “Ma questo non significa che gli investitori debbano automaticamente adottare una strategia di investimento difensiva. All’inizio del 2019, infatti, gli investimenti in liquidità considerati sicuri e sensati, hanno comportato alla fine un costo molto elevato per gli investitori. Crediamo, piuttosto, che abbia senso conservare oggi una strategia di investimento pro-rischio”, ha puntualizzato l’esperto di Hsbc, che parla di uno scenario di base per il 2020 relativamente favorevole, caratterizzato da una crescita lenta e costante, da una bassa inflazione, una politica monetaria accomodante e una crescita degli utili, anche se a una sola cifra. “A nostro avviso – ha detto – la recessione sembra essere un problema che dovremo affrontare nel 2021, o anche più in là nel tempo”.

Secondo Little gli ultimi 18 mesi sono stati caratterizzati da una sovraperformance macroeconomica degli Stati Uniti. Per il 2020, però, ci si attende una piccola inversione di tendenza e una certa convergenza della crescita. “È molto più probabile che assisteremo all’aumento dei tassi di interesse piuttosto che a una loro riduzione, anche se a nostro avviso l’anno prossimo assisteremo a un ulteriore taglio dei tassi”.

Un’area molto interessante è rappresentata dall’Asia.
L’Asia trainerà la ripresa dei mercati emergenti. La crescita in Cina ha registrato una lieve ripresa dal primo trimestre del 2019 ed è probabile che questo trend prosegua in maniera graduale, considerate le tensioni legate all’incertezza in ambito commerciale e dato l’allentamento monetario relativamente modesto. Nonostante ciò, riteniamo che, se necessario, gli organi di governo siano pronti a fornire ulteriore supporto, limitando le possibilità di un nuovo rallentamento della crescita – ha dichiarato – Visto che la politica monetaria statunitense dovrebbe rimanere moderatamente accomodante, non stimiamo l’insorgenza di alcun fattore scatenante per un rapido apprezzamento del dollaro e, considerata la bassa pressione dell’inflazione nei mercati emergenti, sembrano sussistere le condizioni per una ragionevole performance macroeconomica di questi mercati nel 2020”

Secondo l’esperto di Hsbc, l’Europa e il Giappone restano i fanalini di coda dell’economia globale, ma un graduale miglioramento della crescita dei mercati emergenti dovrebbe supportare le esportazioni europee, e l’allentamento monetario della Bce dovrebbe sostenere la domanda interna. Inoltre, nel 2020 si potrebbe assistere a una modesta ripresa dell’Eurozona, che apporterebbe benefici al Regno Unito, soprattutto se verrà fatta maggiore chiarezza sui futuri accordi tra le due economie.

In termini di asset allocation, dove conviene quindi focalizzarsi nel 2020?

“I mercati preferiti sono rappresentati dai mercati azionari emergenti e dal mercato azionario inglese, quindi emerging market equity e Uk equity dove i prezzi sono interessanti, mente nel settore obbligazionario vediamo opportunità sul mercato asiatico high yield”, ha spiegato Little.
In pratica, secondo l’esperto, restano interessanti i prezzi di alcune asset class più rischiose, come il mercato azionario emergente oppure quello obbligazionario che presenta una duration dei tassi non particolarmente elevata ma rendimenti interessanti, come il segmento del credito asiatico. “Di conseguenza, all’inizio del 2020 continueremo ad avere una forte propensione al rischio nella nostra asset allocation”, ha detto. Ma poi ha precisato: “Tuttavia dobbiamo essere realistici sul tipo di rendimenti ottenibili. A questo punto i rischi di downside – come la recessione della crescita globale – sembrano più remoti, ma la diffusa incertezza limita il potenziale rialzo che ci aspettiamo di ottenere dalla nostra strategia”.

“A nostro avviso, la miglior strategia da adottare per il 2020 è quella di una diversificazione intelligente. I titoli di Stato hanno riportato uno straordinario profilo di rendimento negli ultimi due anni e sono stati fonti incredibilmente efficaci per la copertura dai rischi azionari globali. Tuttavia le forze che finora hanno sostenuto le obbligazioni potrebbero gradualmente cominciare a invertire la rotta, fattore che suggerisce che, da qui in avanti, quest’asset class potrebbe essere un diversificatore meno affidabile rispetto al passato. In qualità di asset allocator, dobbiamo adattarci a questo cambiamento. La chiave del successo nell’”era dell’incertezza” sarà dunque l’utilizzo di un approccio dinamico durante la costruzione della nostra asset allocation”.

Stefania Pescarmona
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