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Tiger 21: hedge e private equity i preferiti dai ricchissimi. Con una sorpresa

21 Settembre 2018 · Teresa Scarale · 2 min

  • Il mix in cui si declina l’atteggiamento verso il rischio è lo stesso anche fra gli Hnwi del 2018. Bearish, bullish e neutral. In che parti?

  • Il secondo trimestre 2018 delinea però delle tendenze ben precise nel mondo del settore immobiliare e delle azioni

  • Una certa quota dei flussi finanziari dei membri di Tiger 21 è capace di sorprendere davvero e si diversifica nel vero senso della parola

L’associazione americana che riunisce molti fra gli ultra ricchi del pianeta svela in un report quali sono gli investimenti attuali preferiti da questo gruppo di persone. Piacciono private equity, azioni e fondi hedge

Che i mercati siano orsi o meno, gli ultra ricchi (HNWI) sono sempre alla ricerca di rendimenti. Dato di fatto sancito da Tiger 21, gruppo di 630 individui con almeno 10 milioni di dollari a testa da investire. Nel secondo trimestre del 2018, è a tal proposito aumentata la loro esposizione nei confronti di azionario e asset rischiosi.

Che tipi di investitori sono i membri di Tiger 21?

Secondo Michael Sonnenfeldt, presidente della “Tigre”, la maggior parte dei membri dell’associazione appartiene a una tipologia di investitore prudente (bearish), un terzo invece è bullish e il 15% è neutrale al rischio.

I bearish

Solo il 10% della loro ricchezza è detenuta sotto forma di denaro liquido. Il 75% invece è rappresentato da public equity, private equity e immobili.

Per tutti, più investimenti alternativi

Private equity, hedge, azioni

Gli iscritti a Tiger quest’anno hanno ispessito la loro quota di investimenti in private equity. In particolare, si è passati dal 21% del primo trimestre al 23% del secondo. I fondi hedge sono invece passati dal 5 al 6% nello stesso lasso di tempo. È aumentato inoltre l’appetito per le azioni, dal 23% del primo trimestre al 24% del secondo.

L’immobiliare

Di contro, è diminuita l’esposizione al settore immobiliare, dal 30 al 27%. Il reddito fisso è fermo invece al 9%. L’andamento degli investimenti nel settore immobiliare è ascrivibile secondo il presidente al calo dei prezzi nel comparto e alla cosiddetta retailpocalypse, la crisi americana della vendita “fisica” al dettaglio, con i fallimenti di alcuni centri commerciali e negozi.

Crypto e… Cannabis

L’1% degli asset riguarda gli investimenti più disparati. Sonnefeld ammette che le criptovalute sono fra questi. Il fatto è che alcuni dei membri di Tiger 21 sono degli autentici esperti.

Un altro sottosegmento di interesse è quello della cybersicurezza.

Ma quello che (forse) stupisce di più è l’investimento alternativo in cannabis tramite finanziamenti a coltivatori e serre. Il motivo risiede nel più pragmatico degli approcci: “Le imprese non devono creare la domanda per la cannabis: esiste di già. Deve solo spostarsi dall’area grigia dell’illegalità a quella della legalità”, conclude il presidente di Tiger 21. Del resto già l’anno scorso questo veniva indicato da vari siti americani come il “prossimo grande investimento”, un’industria che da appena nata valeva già 50 miliardi di dollari (dato Wealth Management).

 

 

Courtesy Tiger 21
Teresa Scarale
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