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Guardare al futuro degli investimenti con passo da gambero

19 Ottobre 2018 · Contributor, Titta di Girolamo · 10 min

La vita reale di un investitore è spesso descritta da una combinazione di tempo e rischio e chi investe è destinato ad essere incerto su quale sia il modello migliore per descrivere ciò che gli sta davanti. Non resta che prepararsi al meglio per il mare mosso

Giunto alla mia età, mi capita raramente di camminare all’indietro: mi dà un senso di instabilità e non so contro cosa urterò, mentre lo spazio davanti a me si allontana. E’ una sensazione spiacevole, ma anche un buon esperimento considerando che gli antichi greci si raffiguravano lo scorrere del tempo proprio così: camminando a passo di gambero senza poter vedere il futuro che ci sta dietro, e lasciandoci davanti il presente e, sempre più lontano, il passato. Al giorno d’oggi ci è più naturale pensare al futuro come a uno spazio davanti a noi, o come tanti possibili sentieri che cominciamo a intravedere e potremo presto intraprendere.

Da Cardano e Galileo, abbiamo imparato che per descrivere l’incertezza si può partire dall’enumerare i possibili eventi futuri (per esempio le facce di un dado). Grazie poi a Bernoulli, De Moivre e un gran numero di altre belle menti, i ragazzi di oggi imparano nei loro studi quantitativi a raffigurare il futuro come degli alberi le cui diramazioni rappresentano le possibili continuazioni dell’oggi e a cui sono attaccate, come palle di Natale, le probabilità che queste continuazioni si verifichino. Rispetto al mondo dei greci, il nostro modo di pensare al tempo ci fa apparire ovvio che ci si possa preparare a ciò che viene dopo, anticipando e prevenendo. I modelli che usiamo per pensare è utile averli giusti, nella vita e negli investimenti.

La parola rischio sembra provenire dal concetto nautico di risicare la rotta, tagliando stretto a una roccia: chi abbia guidato un gommone in Sardegna sa che a non avere una buona rappresentazione delle secche si rischia di lasciarci l’elica. La stessa cantonata si prende con la macchina stringendo la curva sul cantone, o angolo, di una casa e rifacendosi la fiancata: un altro problema di mappe e modelli. Per investire con senno bisogna capire quale raffigurazione del tempo sia più adatta: dalla incertezza radicale dei greci al mondo matematico di eventi e probabilità definite.

Gli investitori hanno spesso a che fare con eventi che si ripetono e la cui complessità è catturata da modelli, studi, informazioni. Ci possiamo fare, ad esempio, un’idea soggettiva abbastanza precisa sulla probabilità che la Fed rialzi o meno i tassi d’interesse al prossimo meeting. La Fed stessa rilascia una grande quantità di informazioni sui pilastri che guidano il suo operato, sui dati di inflazione crescita e mercati a cui fa riferimento, e i membri del comitato (Fomc) parlano spesso al pubblico per facilitare la formazione di aspettative corrette.

Ci possiamo basare su anni di studi di economia, migliaia di articoli di teoria e pratica della politica monetaria, interviste, discussioni. Possiamo elencare i possibili eventi (tassi su, tassi giù, tassi invariati) ed esprimere un giudizio soggettivo sulla probabilità di questi eventi: è quella che si chiama una ‘scelta in condizioni d’incertezza’. E da investitori possiamo anticipare questi sviluppi futuri e, basandoci sulla nostra visione delle probabilità, comprare o vendere asset posizionandoci al meglio per guadagnare sull’evento. Ci sono poi altri eventi in cui è difficile assegnare delle probabilità. Si possono elencare gli eventi possibili, ma formare un giudizio sulla probabilità che ciascuno di essi si verifichi richiederebbe
conoscenze o informazioni che non abbiamo.

E’ il mondo descritto da Keynes, forse grazie anche alla sua lunga esperienza con un paese in cui non si sa mai quando piove, e da Ellsberg: un mondo caratterizzato dall’ambiguità sulla probabilità degli eventi futuri. Gli sviluppi politici degli ultimi anni sono forse stati di questo tipo: per quanto ci fossero i sondaggi (che offrono stime di probabilità, con un intervallo di confidenza), abbiamo ancora troppa poca conoscenza delle dinamiche sociali per formare probabilità soggettive precise sul risultato di eventi come Brexit, il voto francese, o le evoluzioni dei sentimenti anti-europei in Italia.

In queste scelte ‘in condizioni di ambiguità’ è molto più difficile prepararsi al futuro e posizionarsi. I soggetti sperimentali – studenti malpagati che si prestano alle elucubrazioni intellettuali dei loro professori – mostrano una forte preferenza per l’incertezza rispetto all’ambiguità, e tendono a posticipare o evitare le scelte quando le probabilità non sono note. Gli investitori non sono da meno: è difficile posizionarsi per eventi ambigui e si è spesso costretti a rattoppare dopo che l’evento è accaduto. Incertezza e ambiguità sembrano corrispondere infatti a comportamenti diversi dei mercati.

Quasi ogni giorno, le nuove informazioni riguardanti la politica monetaria della Fed vengono incorporate nei prezzi correnti degli asset (ad esempio, si potrà dire che il mercato dei tassi overnight prezza la probabilità di un rialzo dei tassi a breve americani al x%) e gli investitori possono ragionevolmente aggiustare le loro scommesse prima dell’evento. Succede così che il giorno in cui la Fed si riunisce e i tassi vengono aggiustati, spesso non succede un bel niente: le aspettative del mercato sono all’incirca corrette.

In eventi ambigui invece (come ad esempio Brexit) gli investitori fanno più fatica a posizionarsi e tendono, come gli studenti nei laboratori, ad aggiustare le posizioni dopo l’evento. I prezzi tendono ad essere più volatili e a schizzare in risposta all’accaduto: è questo il caso ad esempio della sterlina nelle ore successive al referendum.

C’è poi il mondo dei greci, in cui il futuro arriva da dietro e ci sorprende, in cui non si possono esprimere giudizi sulle probabilità e non si possono nemmeno descrivere i possibili eventi futuri. E’ questo il caso delle spesso citate unknown unknowns – le cose che non sappiamo di non sapere – e che quindi ci sorprendono. Ed è anche il caso che spesso ci si presenta quando nuovi eventi cambiano la nostra comprensione delle cose: come diceva l’allenatore di baseball Yogi Berra the future ain’t what it used to be. In queste situazioni di incertezza radicale è sempre difficile sapere cosa fare, si arranca ad inseguire le informazioni e salvare il salvabile: meglio non guardare troppo spesso il proprio portafoglio e mantenersi vigili.

La vita reale di un investitore è più spesso descritta da una combinazione di queste rappresentazioni del tempo e del rischio. Chi investe è anche destinato ad essere incerto su quale sia il modello migliore per descrivere ciò che gli sta davanti: i mercati sono sistemi estremamente complessi ed è difficile avere mappe giuste per navigarli. A volte in un trading floor tutto sembra determinato da improvvise paure e altre da inspiegato ottimismo. Ci vorrebbero allora quelle mappe delle emozioni come la carta del Paese della Tenerezza che fece incidere a metà del seicento Madame de Scudèry: per andare dalla Riconoscenza al Lago dell’Indifferenza si saprebbe cosi di dover puntare per le terre sconosciute e risalire e scendere la collina della Bontà. Purtroppo però, di mappe che ci aiutino a navigare emozioni collettive e così vive come negli ultimi anni, ne abbiamo ancora ben poche. Non resta che prepararsi al meglio per il mare mosso.

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Contributor , Titta di Girolamo
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