PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Goldman Sachs: banche italiane appealing per gli investitori

Goldman Sachs: banche italiane appealing per gli investitori

Salva
Salva
Condividi
Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

16 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • Ubi Banca passa da “neutral” a “buy”, con previsione che nei prossimi 12 mesi il target price aumenti del 30%, da 3,25 a 4,25 euro

  • Goldman Sachs conferma il suo giudizio “sell” su Intesa Sanpaolo. Il target price è stato leggermente rivisto al rialzo (+2,3%), passando a 2,15 a 2,20 euro

Le banche italiane sono sopravvissute alle turbolenze dello spread del 2019, non senza feriti. Il focus fusioni è sempre acceso sul mercato italiano ed è sempre più consigliato soprattutto per gli istituti bancari più piccoli

Le banche italiane tornano appealing per gli investitori. A dirlo è l’ultima ricerca pubblicata da Goldman Sachs. A livello operativo Ubi Banca è stata passata da “neutral” a “buy”, prevedendo che nei prossimi 12 mesi il target price aumenterà del 30% passando da 3,25 a 4,25 euro. Positivi anche per il Banco Bpm, istituto di credito del quale sono tornati a occuparsi. Secondo gli analisti di Goldman Sachs anche loro sono da incasellare sotto il “buy” con un prezzo obiettivo di 2,75 euro. Bper resta neutrale con un target price previsto di 5,7 euro. Confermato anche il “buy” di Unicredit, che vede il prezzo obiettivo salire del 2,9% da 17,5 euro a 18 euro. Goldman Sachs conferma il suo giudizio “sell” su Intesa Sanpaolo. Il target price è stato leggermente rivisto al rialzo (+2,3%) passando a 2,15 a 2,20 euro. Si conferma invece il “neutrale” per Banca Mps con un aumento del 64% del prezzo obiettivo da 1,25 a 2,05 euro.

Le banche italiane hanno attraverso un 2019 abbastanza instabile. Si sono dovute attrezzare per mitigare gli effetti dello spread. E hanno iniziato a tagliare i costi. Nonostante questo il loro rendimento sul patrimonio netto (Rote) è rimasto al di sotto della media degli ultimi cinque anni. “Le banche italiane hanno avuto 18 mesi di volatilità, a causa dell’instabilità politica che ha spinto i rendimenti dei titoli di Stato in alto. A questo è seguita una compressione altrettanto sostenuta una volta che la situazione si è normalizzata e la Banca centrale europea (Bce) ha ripreso il suo programma di quantitative easing (Qe) alla fine del 2019”, specificano gli analisti di Goldman Sanchs.

La ricerca sottolinea però anche come gli spread dei titoli di Stato sono più bassi adesso rispetto al livello che avevano raggiunto dopo le elezioni del 2018 “ma i prezzi delle azioni bancarie restano inferiori al 20% e dunque vediamo opportunità selettive”.  Nello scenario bancario italiano un aspetto che non deve essere sottovalutato sono le M&A. “una riduzione dei crediti deteriorati, spread bassi e meno spazio per ridurre i costi su base autonoma sono tutti elementi che formano un contesto che vediamo come favorevole per la ripresa dell’’M&A tra le banche più piccole” sottolinea gli analisti di Goldaman Sachs. E proprio sul tema si ipotizza un’aggregazione tra Banco Bpm e Ubi Banca.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Outlook e Previsioni Goldman Sachs