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Gli Usa doppiano l’Europa nella crescita

07 Agosto 2018 · Redazione We Wealth

  • ll 2018, per i mercati azionari globali, si sta dimostrando impegnativo a causa delle tensioni commerciali e del rischio politico, che a fasi alterne hanno riportato nervosismo

  • Viene confermata la cautela sui titoli di Stato italiani, a causa dell’incertezza politica che circonda il paese

Le tensioni commerciali e politiche hanno destabilizzato a inizio 2018 i mercati azionari globali. L’unica eccezione è rappresentata dagli Usa

Tensioni commerciali e i rischi politici stanno portando instabilità sui mercati azionari globali. L’unica eccezione è rappresentata dagli  . Nonostante il percorso di rialzo dei tassi della Fed, l’indice S&P, supportato anche dagli utili societari, registra performance positive. L’economia americana ha dunque raddoppiato la sua velocità di crescita. A dirlo sono gli ultimi dati di Anima, gruppo indipendente di risparmio gestito italiano.

Nell’ultimo mese sui mercati finanziari, complice anche la minore liquidità per la riduzione delle transazioni, si è assistito ad un calo della volatilità. L’attenzione degli investitori continua però ad essere focalizzata sulle politiche commerciali e internazionali. A dominare la scena, ancora una volta, sono state le preoccupazioni legate alla guerra dei dazi. Ma dopo l’accordo, verbale, dello scorso 25 luglio fra il presidente Donald Trump e il presidente della Commissione Europea Jean Calude Juncker, per porre fine all’escalation delle tensioni commerciali fra Usa e Ue, il clima si è fatto un po’ più attendista. Trump ha infatti dichiarato come entrambe le parti sono intenzionate a risolvere la controversia dei dazi doganali decisa lo scorso giugno. Aspetto interessante riguarda la crescita globale e il “non interesse” degli investitori alla divergenza fra Usa ed Europa.

In Usa, il rialzo del Pil nel II trimestre del 2018 è stato del 4,1%. Questo grazie a maggiori esportazioni e consumi. La Fed prevede inoltre che l’economia nel 2018 potrebbe crescere del 2,8% per poi rallentare successivamente. Nonostante sia legittimo e fisiologico aspettarsi una diminuzione della velocità, dal momento che le economie non possono continuare a correre all’infinito.

Prudenza sui titoli di stato

Amundi sottolina come “il giudizio sulle obbligazioni governative core viene mantenuto strategicamente negativo e tatticamente neutrale, per quanto lo spazio di ulteriore discesa dei tassi tedeschi sia limitato”. Viene inoltre anche confermata cautela sui titoli di Stato italiani, a causa dell’incertezza politica che circonda il paese. Anche la visione sulle obbligazioni societarie viene mantenuta di segno negativo. I titoli a più alto merito di credito presentano ancora valutazioni care, mentre gli high yield sono esposti al rischio liquidità. Situazione che non deve stupire dato che questa rappresenta uno dei cicli del credito più lunghi della storia, durato oltre 10 anni. Infine, il giudizio sulle obbligazioni emergenti rimane selettivamente positivo. Le penalizzazioni subite da inizio anno sono state significative e si sono aperte opportunità tattiche di investimento nei Paesi contraddistinti dai fondamentali migliori.

Focus Italia

La nascita del nuovo governo Conte, con un programma orientato alla riduzione delle tasse e all’aumento del welfare, ha alimentato i timori sul percorso di risanamento creando pressioni sui titoli di stato e sulle azioni specie quelle maggiormente esposte al mercato domestico. Il rischio è che si creino tensioni con i partner europei in merito alla situazione dei conti pubblici, con conseguente aumento dell’incertezza e della volatilità. Il vero banco di prova sarà l’approvazione della legge di bilancio che vedrà impegnato il governo in autunno.

Redazione We Wealth
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