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La Federal Reserve aumenta nuovamente i tassi

19 Dicembre 2018 · Teresa Scarale · 2 min

  • La Fed ignora l’appello di Trump e alza i tassi

  • Per il 2019 i rialzi annunciati sono due e non tre, come inizialmente previsto

Come previsto, il 19 dicembre, la Federal Reserve ha aumentato nuovamente i tassi di interesse di un quarto di punto, in un contesto di crescita rivista al ribasso. Wall Street ha chiuso con forti perdite

La mossa della Federal Reserve

Come ampiamente atteso, la Federal Reserve ha aumentato nuovamente i tassi per il 2018, facendo salire il costo del denaro dal 2,25% al 2,5%. E questo, nonostante le pressioni di Donald Trump, che chiedeva di non alzarli. La Fed ha rivisto inoltre al ribasso le stime di crescita, annunciando due ulteriori strette per il 2019. E Wall Street ha chiuso con forti perdite: il Dow Jones ha perso l’1,48% a 23.322,88 punti, mentre il Nasdaq ha ceduto il 2,17% a 6.636,83 punti.
Gli outlook di crescita in rallentamento per il 2019 rendono tuttavia le prossime mosse della Banca centrale americana potenzialmente più complicate. Il motivo è che il mercato aveva da poco iniziato a incorporare un solo incremento nel 2019. È quindi possibile che la Banca centrale continui ad adottare un atteggiamento prudente e la guidance diventi ancora più dipendente dai dati.

Una mossa attesa

Il Federal Open Market Committee (Fomc) ha aumentato i tassi di 25 punti base, mettendo a segno il quarto incremento del 2018. Nel comunicato che accompagna la decisione, la Fed annuncia due rialzi dei tassi per il 2019. Meno quindi dei tre previsti lo scorso settembre. Si parla di “Ulteriori aumenti graduali dei tassi”. Il capo della Fed, Jerome Powell, rivede al ribasso le stime per la crescita americana: il Pil nel 2019 salirà del 2,3% rispetto al 2,5% stimato in precedenza.
I timori legati all’inflazione sono ridotti, a causa del calo del prezzo del petrolio. Infatti il livello generale dei prezzi viene ritoccato al ribasso. L’inflazione attesa il prossimo anno si attesta infatti all’1,9% contro il 2% precedentemente previsto. Invariata invece la disoccupazione, che resta confermata al 3,5% alla fine del 2019. Emergono invece preoccupazioni per l’economia globale. Secondo alcuni analisti, la forte volatilità dei mercati degli asset potrebbe anche aver influito sulla valutazione della Fed per il 2019. In conclusione però non sono stati annunciati cambiamenti al programma di riduzione del bilancio, il cosiddetto quantitative tightening.
Teresa Scarale
Teresa Scarale
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