PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

FAAMNG, Tesla, fondi healthcare: parla Alliance Bernstein

21 Novembre 2018 · Teresa Scarale · 3 min

  • Le opportunità degli investimenti nell’healthcare Usa, oggi

  • Il tech e il settore sanitario

  • Gli effetti delle politiche Obama e Trump sui fondi healthcare

  • Prospettive di investimento o meno sulle FAANMG

Cavalcare la crescita Usa al di là delle FAAMNG. A parlare è Vinay Thapar, senior vice president e portfolio manager per le strategie Us Growth Equities di Alliance Bernstein, intervistato da We Wealth

Non è un mistero che il settore sanitario negli Stati Uniti sia strategico più che altrove. La struttura stessa di quel mercato offre interessanti opportunità per gli investimenti, da valutare con asset manager competenti. We Wealth ha intervistato a tal proposito ma non solo, Vinay Thapar, senior vice president e portfolio manager per le strategie Us growth equities di Alliance Bernstein. Il quale ha detto la sua anche su FAANMG (Facebook, Apple, Amazon, Netflix, Microsoft e Google).

L’intervista al gestore Vinay Thapar

Come sta performando il fondo healthcare? Sta beneficiando dalle politiche di Trump rispetto a quelle di Obama o non c’è correlazione?

L’International Healthcare portfolio sta continuando a registrare performance solide, superiori all’80% dei suoi peer, posizionandosi quindi tra i migliori del suo comparto. La strategia sta inoltre battendo il benchmark di circa 300 punti base, al lordo delle commissioni.

L’insospettabile armonia delle correnti politiche

A livello politico, ritengo che le politiche perseguite da Trump e Obama siano in realtà abbastanza allineate. Obama ha lavorato per estendere l’accesso alle cure sanitarie, ma non è stato in grado di completare il suo percorso andando ad abbassare i costi per il settore sanitario. Le politiche dell’attuale presidente si stanno focalizzando proprio nel contenimento dei costi, un’iniziativa che tradizionalmente appartiene più ai democratici che ai repubblicani. E’ strano pensare che a conti fatti Trump e Obama siano d’accordo. Questo pone i democratici in una posizione interessante perché si sono opposti a tutto ciò che i repubblicani hanno proposto finora e questa potrebbe essere un’area in cui trovare spazio di dialogo.

L’impatto sul portafoglio

Tutto questo però non ha un impatto diretto sul portafoglio. Abbiamo disegnato la nostra strategia in modo che sia immune da qualsiasi cambiamento del contesto macroeconomico o politico. Non proviamo a predire il risultato di questi eventi, ma cerchiamo società che operano in un “ecosistema virtuoso”, ovvero che sviluppano prodotti che sono molto buoni per i pazienti, che abbassano i costi per la sanità e che permettono all’azienda di crescere.

Healthtech

Una delle aree che vediamo molto positivamente è quella del telehealth, la distribuzione di servizi sanitari e informazioni attraverso tecnologie di telecomunicazione. Quest’area cerca di diminuire drasticamente i costi collegando i pazienti e i dottori al di fuori delle strutture ospedaliere. Un esempio all’interno del nostro portafoglio è Teladoc, una società di telehealth che ha un network di dottori al quale il paziente può accedere tramite smartphone o tablet. I dottori possono fare una diagnosi rapida e inviare la prescrizione, abbassando così il conto a carico del paziente.

Alcuni gestori sostengono che in questa fase del ciclo negli Usa è opportuno investire in alcune società del settore finanziario, come ad esempio le banche locali di medie dimensioni. È d’accordo?

All’interno delle strategie growth non abbiamo alcuna esposizione a banche locali di medie dimensioni. Ci focalizziamo su un tipo di crescita specifica, ovvero società che sono in grado di crescere in maniera redditizia, in termini di ritorno sul capitale investito (Roic). Cerchiamo aziende in grado di operare in maniera efficiente e di reinvestire questa efficienza nel business.

Meglio le assicurazioni sanitarie

Le banche hanno bilanci enormi e non producono il livello di redditività che cerchiamo. La ragione per guardare alle banche in questa fase credo sia collegata al rialzo dei tassi. Siamo esposti a questo tipo di dinamica attraverso alcuni titoli di assicurazioni sanitarie come United Healthcare che hanno un ampio portafoglio di investimento. In questo modo siamo in grado di approfittare del trend rialzista dei tassi senza subire la componente di ciclicità o la bassa profittabilità delle banche.

L’ottobre “terribile” appena passato non ha risparmiato le FAAMNG. Pensa che sia una buona occasione di shopping?

Come si nota osservando l’evoluzione della composizione del portafoglio Large Cap Growth negli ultimi due anni, abbiamo ridotto la nostra esposizione ai titoli delle big tech americane le cui valutazioni avevano raggiunto livelli estremi per alcune società che non offrono valori di redditività certi o che scontavano prospettive di crescita troppo elevate. Quanto successo a ottobre ci ha dato ragione.

A nostro parere è opportuno rimanere underweight su Amazon, Netflix, Tesla e, dal punto di vista growth, Apple. Abbiamo una piccola esposizione su Facebook che stiamo monitorando molto da vicino data la possibilità di vedere un aumento dei costi operativi, legato a un maggiore impegno sulla protezione dei dati, insieme a quella che potrebbe essere una flessione sul fatturato dovuta al nuovo format delle stories.  Siamo positivi, invece, su Google (Alphabet). Google è uno dei migliori investimenti, considerando il suo dominio nella parte pubblicitaria e tutte le possibili traiettorie di crescita, dallo shopping alla guida autonoma.

Anche Microsoft è parte del nostro portafoglio. Inizialmente avevamo dei dubbi sulla sua legacy e sulla capacità dell’azienda di crescere ulteriormente. Abbiamo effettutato un lavoro di ricerca approfondito sull’azienda, in termini di prodotti e servizi, e ci siamo appassionati al nuovo business cloud, Azure, che ha il potenziale di trainare un aumento del fatturato e ha margini di crescita importanti. Crediamo inoltre che Microsoft possa accaparrarsi una buona fetta del budget tecnologico, grazie a una sempre maggiore adozione da parte di società di software gestionali nell’ambito delle risorse umane, del CRM e dell’ERP (pianificazione delle risorse di impresa).

Teresa Scarale
Teresa Scarale
VUOI LEGGERE ALTRI ARTICOLI SU: