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Emirati Arabi Uniti, una calamita per i paperoni

26 Novembre 2018 · Giorgia Pacione Di Bello · 2 min

  • Nel 2017 si sono trasferiti negli Emirati Arabi Uniti 5.000 individui ad alto reddito. Numero che si aggiunge ai 20.000 paperoni che hanno scelto il Paese tra il 2000 e il 2016

  • Resta ancora il dubbio per quanto tempo il sistema Paese possa reggere la competitività finanziaria a livello globale

Dal 2000 ad oggi sempre più individui ad alto reddito scelgono gli Emirati Arabi Uniti per investire e portare la loro ricchezza. Questo ha avuto come conseguenza una crescita esponente del Pil (per il 2019 si prevede un +3,66%)

Un’economia in costante crescita, una bassa criminalità, una bassa tassazione, buone scuole internazionali e un mare cristallino, sono gli ingredienti principali della ricetta “attira paperoni” degli Emirati Arabi Uniti. Il nuovo rapporto “Uae 2018 Wealth report of new world wealth” spiega come nel 2017 si siano trasferiti negli Emirati Arabi 5.000 individui ad alto reddito provenienti in particolare dall’India, dalla Turchia, dall’Arabia Saudita, dall’Egitto, dalla Nigeria, dall’Iran e dal Libano. Andrew Amoils, head del report, sostiene che gli individui ad alto reddito si stiano riversando negli Emirati Arabi Uniti perché il Paese offre forte opportunità di fare impresa e agevolazioni fiscali senza confini. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha infatti rivisto le sue previsioni sulla crescita degli Emirati Arabi, in rialzo. A luglio la stima era dell’1,96%, mentre (nel 2018) il Pil è cresciuto del 2,91%. Dati molto positivi anche per l’anno prossimo, il Pil dovrebbe aumentare del 3,66%. Percentuali che non reggono minimamente il confronto con qualsiasi Paese dell’Unione Europea.

Ma per quanto ancora il sistema Paese resterà attraente per i paperoni?

Gli Emirati Arabi sono un Paese ancora fortemente dipendente dal petrolio. Fatto che di per sé non creerebbe problemi, se non fosse il recente passaggio, e gli innumerevoli investimenti che si stanno facendo nell’energia verde. Per non parlare della moda di quest’ultimi anni delle società stesse, che vogliono cercare di soddisfare tutti i vari criteri internazionali e nazionali, dando l’idea di un’impresa verde. Gli investimenti sostenibili, stanno crescendo e il “mondo ecologico” sta iniziando a rosicchiare sempre più terreno. La dipendenza dal petrolio, potrebbe dunque iniziare a creare dei problemi in un prossimo futuro, se il Paese non riuscirà a dare una svolta verde alla sua economia. Passaggio difficile da fare e non poco dispendioso. L’economia del Paese è sì in crescita ma grazie ad un mercato di paperoni sempre pronto ad aprire il portafoglio ed a investire. I dati mostrano infatti come i cittadini indiani hanno investito un totale di 5,9 miliardi di Dirham (Dh) nel patrimonio immobiliare di Dubai tra gennaio e giugno di quest’anno. Buyer provenienti dall’Arabia Saudita hanno invece acquisito Dh 3,7 miliardi di proprietà, mentre quelli del Regno Unito, il Pakistan, la Cina, l’Egitto, la Giordania e la Francia hanno invece speso diversi miliardi di dirham in più. Insomma che il sistema economico-finanziario del Paese stia andando bene, è un dato di fatto, rimane però da capire per quanto tempo.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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