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Donne: poca propensione nelle decisioni finanziarie

Donne: poca propensione nelle decisioni finanziarie

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Redazione We Wealth
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04 Marzo 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Solo 1 donna su 4 ritiene che investire sia il modo migliore per raggiungere gli obiettivi finanziari a lungo termine

  • Il 37% delle donne italiane detiene investimenti, contro il 27% delle britanniche e il 24% delle tedesche

Le donne hanno ancora molta strada da fare quando si parla di finanza. Secondo l’ultima ricerca di Columbia Threadneedle Investments solo il 37% delle donne detiene investimenti, contro il 48% degli uomini

Solo il 37% di donne ha investimenti  e solo 1 donna su 4 ritiene che investire sia il modo migliore per raggiungere gli obiettivi finanziari a lungo termine. A dirlo è l’ultima ricerca pubblicata da Columbia Threadneedle Investments, uno dei principali gruppi di risparmio gestito a livello globale, su un campione rappresentativo di due mila italiani. E dunque la fotografia che ne emerge mostra come le donne italiane devono fare ancora molta strada prima di potersi definire indipendenti nel prendere decisioni economico- finanziarie.

In linea generale (come si diceva prima), solo il 37% di donne del campione esaminato ha investimenti, (contro il 48% degli uomini). Solo 1 donna su 4 ritiene che investire sia il modo migliore per raggiungere gli obiettivi finanziari a lungo termine ma il 67% delle donne intervistate pensa comunque che “risparmiare” sia il modo migliore per pensare al futuro. Un dato positivo, però, emerge dal confronto a livello internazionale. Il 37% delle donne italiane detiene investimenti contro il 27% delle britanniche e il 24% delle tedesche. Per quanto riguarda lo stato civile, le donne più vulnerabili dal punto di vista finanziario sono sicuramente le divorziate/separate e le vedove e le casalinghe. Un terzo dichiara di non avere alcun risparmio né investimento. Se guardiamo al confronto con gli altri due paesi (Germania e Uk) emerge un dato positivo: solo il 23% delle donne italiane non detiene risparmi o investimenti contro il 37% delle tedesche e il 23% delle britanniche.

Se spostiamo il focus sulla responsabilità nelle decisioni di investimento il report sottolinea come una buona percentuale di donne italiane afferma di avere una responsabilità decisionale in materia di investimenti e risparmio. Solo però una percentuale molto più bassa riconosce di essere il soggetto principale a decidere in questo campo. In Italia il 67% degli uomini ritiene di essere il principale decisore sulle tematiche legate a risparmio e investimenti all’interno della propria famiglia, contro il 46% delle donne.

Il 51% delle donne in coppia ritiene inoltre di condividere con il proprio partner la responsabilità delle decisioni in tema di risparmio e investimento, ma solo il 31% degli uomini in coppia afferma di spartire questo onere con la propria compagna. Un gap significativo che rafforza, anche a livello di percepito, le differenze di genere ancora esistenti.

La percentuale sale fra le donne con una occupazione fuori dalle mura domestiche, arrivando al 55%, mentre cala in modo drastico tra le casalinghe, arrivando ad appena il 33%. Inoltre, il 35% delle donne sposate ritiene di essere responsabile delle decisioni in fatto di investimenti, contro il 78% delle donne divorziate/separate, il 76% delle vedove e il 54% delle nubili.

Il report sottolinea inoltre come le donne italiane vivono con maggiore apprensione le questioni legate alle proprie finanze rispetto agli uomini italiani. Le tre preoccupazioni principali che tengono sveglie le donne di notte sono: essere in grado di permettersi una adeguata assistenza sanitaria e sociale in età avanzata (65%), oneri economici di breve termine (60% rispetto al 45% degli uomini) e costi legati al mantenimento dell’abitazione principale (59%).

Questo ha avuto degli effetti: più  della metà delle donne del campione (52%) ha ridotto il proprio bilancio familiare negli ultimi 12 mesi a causa delle preoccupazioni legate al denaro, (contro il 45% degli uomini); circa un terzo delle donne del campione non è potuto andare in vacanza per problemi finanziari negli ultimi mesi.

Alessandro Aspesi,  country head Italia di Columbia Threadneedle, ha commentato: “La nostra ricerca evidenzia l’importanza per le donne di assumere un ruolo paritario all’interno del nucleo familiare anche nel campo delle decisioni di investimento di lungo periodo. Inoltre, i risultati suggeriscono la necessità di agire affinché anche le donne single siano incoraggiate a pianificare i propri bisogni finanziari. La questione dell’emancipazione femminile e dell’abolizione del gender gap è evidente che riguardi in larga misura anche e soprattutto l’educazione finanziaria. Aumentare la consapevolezza delle donne sui temi economici e finanziari è una via che consentirebbe di accrescere in modo positivo il benessere economico in primis delle famiglie, ma anche del sistema-Paese nel suo insieme”.

Redazione We Wealth
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