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Def Italia, le acque agitate della volatilità

15 Ottobre 2018 · Teresa Scarale · 3 min

  • I capricci del Ftse Italia All Share

  • I timori degli analisti e le ragionevoli speranze

Gilles Guibout, gestore del fondo PIR AXA WF Framlington Italy Axa Investment Managers, fa un breve punto della situazione Italiana in prossimità del Def, fra timori di downgradig e di fughe di capitali

Italia, di te non mi fido. Questo è il pericoloso mantra che inizia a farsi più fitto fra gli investitori internazionali dallo scorso 4 marzo 2018. La pubblicazione della nota al Def infatti ha evidenziato un obiettivo di deficit pari al 2,4% per i prossimi tre anni. Tale obiettivo, superiore al livello che era stato anticipato, ha acuito la sfiducia verso il nostro Paese, trascinando con sé incertezza e malumori relative a tutta la zona euro. Lo conferma l’ultima nota di Gilles Guibout, gestore del fondo Pir Axa Wf Framlington Italy.

Indici Italia contrastati dopo la nota al Def

il più importante indice azionario italiano, Ftse Italia All Share, ha invertito il suo andamento alla pubblicazione della nota al Def, documento che anticipa la manovra finanziaria. Questo, dopo aver guadagnato più del 6% a settembre. Lo stesso ha poi guadagnato l’1,92% con dei distinguo per settore.

Bruxelles e rating, nuova volatilità

Un downgrade per l’Italia?

Si profila all’orizzonte un fine ottobre caldissimo. Le agenzie di rating potrebbero prendere la pesante decisione di declassare il debito italiano al livello spazzatura, possibilità fino ad ora scongiurata.

Deflussi di capitale

Secondo l’analisi di Axa, gli investitori potrebbero continuare la fuga dall’azionario italiano. Per le prossime settimane poi c’è da aspettarsi ancora volatilità, unita alla mancanza di direzione precisa del mercato. In realtà Axa è speranzosa che una “soluzione con Bruxelles” venga trovata. Il punto è capire quanto il governo sia disposto a spingere con la propaganda prima delle elezioni europee del 2019.

In conclusione

“Gli investitori continueranno a sentirsi nervosi circa la sostenibilità del debito italiano e le ripercussioni che questo potrebbe avere a livello europeo. Noi manteniamo una visione di lungo periodo sul mercato e riteniamo cruciale mantenere uno stretto controllo dell’esposizione del fondo alle piccole-medie società che in queste fasi possono diventare quasi non vendibili”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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