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Brexit, le incognite del fund management

07 Gennaio 2019 · Francesca Conti · 3 min

  • Oltre un terzo degli intervistati (34%) ritiene che ci sarà un incremento delle attività di M&A nel settore del fund management

  • Le società hanno mostrato una forte propensione nel voler mantenere e ampliare la propria presenza sul mercato locale

  • I veicoli che saranno più popolari tra i fund manager che vogliono espandere le proprie attività in Uk comprenderanno Investment Trust (44%), Unit Trust (21%) e Open Ended Investment Companies (20%)

Secondo l’ultimo report di State Street gli investitori non temono i rischi legati alla Brexit. Quasi un quarto degli intervistati dalla società (24%) ritiene che un maggior numero di gestori con sede in Europa cercherà di aprire nuovi uffici nel Regno Unito

Come si evolverà il fund management nel Regno Unito, una volta che il Paese sarà uscito dall’Unione europea? La Brexit non spaventa gli investitori: secondo l’ultimo report di State Street, infatti, quasi un quarto ritiene che i gestori cercheranno di aprire nuove sedi nel Regno Unito dopo l’addio all’Ue. Il valore aggiunto di Londra al settore sarebbero competenze e conoscenze difficilmente riscontrabili in altri Paesi.

Il report, intitolato The Impact of Brexit on the Uk fund management industry, al quale hanno partecipato 100 investitori istituzionali e alternativi, tra cui hedge fund, fondi immobiliari e società di private equity. Dal report si evince che, oltre un terzo degli intervistati (34%) ritiene che ci sarà un incremento delle attività di M&A nel settore del fund management, trainato dai fund manager europei che intendono acquisire società con sede nel Regno Unito per aver una presenza sul mercato locale una volta conclusa la Brexit.

In questo contesto, nonostante il sondaggio evidenzi un outlook abbastanza negativo per l’industria del fund management del Regno Unito dopo la Brexit, le società hanno mostrato una forte propensione nel voler mantenere e ampliare la propria presenza sul mercato locale. Quasi un quarto degli intervistati (24%) ritiene che un maggior numero di gestori con sede in Europa cercherà di aprire nuovi uffici nel Regno Unito dopo la Brexit. Inoltre, i veicoli che secondo gli investitori saranno più popolari tra i fund manager europei e stranieri che desiderano espandere le proprie attività nel Regno Unito comprenderanno Investment Trust (44%), Unit Trust (21%) e Open Ended Investment Companies (20%).

“Dalla nostra ricerca emerge che, nonostante i fattori sfavorevoli e le complessità che la Brexit sta creando, il Regno Unito è ancora un punto di riferimento per i migliori talenti nella gestione degli investimenti e si conferma come un polo centrale per l’attività di fund management in Europa”, ha dichiarato Brian Allis, responsabile product team dell’area Emea di State Street Global Services. “È rassicurante vedere che, per quanto negative possano essere le prospettive per il settore dei fondi nel Regno Unito, gli investitori vogliono ancora mantenere e accrescere la propria presenza a livello locale”.

Francesca Conti
Francesca Conti
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