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Bollettino Bce: outlook incerto, ribassista, rischioso

Bollettino Bce: outlook incerto, ribassista, rischioso

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

18 Giugno 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • La Bce si attende un calo reale dell’8,7% nel 2020 e un recupero del 5,2% nel 2021; del 3,3% nel 2022. Ma nello scenario grave, il Pil dell’area si ridurrebbe del 12,6 nel 2020

  • Sono 742 le banche europee ad aver già attinto ai 1.310 miliardi di euro della Bce con operazioni di rifinanziamento più a lungo termine.

  • Il disavanzo di bilancio dei governi europei dovrebbe raggiungere l’8,5% del Pil nel 2020, a fronte dello 0,6% del 2019. Nel 2021 il rapporto disavanzo/pil dovrebbe scendere al 4,9%, mentre per il 2022 si prevede che si attesti al 3,8%

  • Angela Merkel fa pressing alla Bundestag per l’approvazione del Next generation fund

In Europa l’outlook resta fosco, lo dice la Bce nel suo bollettino economico annuale. Per questo, la banca centrale si dice pronta ad agire nuovamente. Intanto, Angela Merkel auspica un accordo sul recovery fund entro fine luglio (e il suo desiderio dovrebbe avverarsi, visto che il 1° luglio inizierà il semestre europeo di presidenza tedesca)

Incerto e pieno di rischi al ribasso. È l’orizzonte economico europeo secondo la Bce. “L’economia dell’area euro sta subendo una contrazione senza precedenti”. Un “brusco calo” non solo per effetto della pandemia covid, ma anche delle drastiche misure “introdotte per il suo contenimento”. Lo afferma la Banca centrale europea nel suo bollettino economico annuale, presentato il 18 giugno.

I dati principali del bollettino Bce

Le proiezioni macroeconomiche a giugno 2020 per l’area euro indicano una riduzione della crescita a un ritmo senza precedenti per il secondo trimestre. Il pil dovrebbe tornare a espandersi a partire dal terzo trimestre, grazie alle misure di bilancio dei governi e della politica monetaria della stessa Bce. Tuttavia, le proiezioni indicano una notevole revisione al ribasso di tutti gli indicatori di crescita. Sullo sfondo, uno scenario di base caratterizzato da un grado di incertezza “straordinariamente elevato”.

La Banca centrale europea è pronta ad ogni azione necessaria a sostenere i cittadini dell’eurozona. Sono 742 le banche europee ad aver già attinto a 1.310 miliardi con operazioni di rifinanziamento più a lungo termine. Ossia, prestiti con tassi molto favorevoli per incentivare il sostegno del sistema bancario all’economia reale. Nello scenario delle proiezioni sul Pil annuo dell’eurozona, l’Eurotower si attende un calo reale dell’8,7% nel 2020 e un recupero del 5,2% nel 2021 e del 3,3% nel 2022. Ma nello scenario grave, il Pil dell’area si ridurrebbe del 12,6%.

A livello globale, le proiezioni macroeconomiche segnalano per il 2020 una contrazione del Pil mondiale in termini reali (esclusa l’area euro) del 4%. A spaventare, è il ritmo di tale contrazione, più rapida che nella crisi del 1929. Dopo la forte riduzione segnata nel primo semestre, nel secondo l’attività mondiale dovrebbe riprendersi e crescere del 6% nel 2021 e del 3,9% nel 2022. Il commercio mondiale soffrirà però moltissimo a causa dei disservizi logistici e della chiusura delle frontiere.

Bce, i punti dolenti del bollettino

In “significativa flessione” le spese per consumi e investimenti. E non potrebbe essere diverso, vista la perdita di posti di lavoro, di reddito e il livello di incertezza. La stessa Bce però conferma pieno impegno a intraprendere ogni azione necessaria per sostenere tutti i cittadini dell’eurozona colpiti dalla crisi covid, “nei limiti del suo mandato”. È vero che i risultati delle indagini congiunturali e gli indicatori in tempo reale dell’attività economica hanno mostrato alcuni segnali di ripresa, ma il miglioramento è stato finora modesto rispetto alla rapidità con cui gli indicatori sono precipitati nei due mesi precedenti, avverte la Bce.

L’effetto della crisi sui bilanci dei governi

La Banca centrale europea fa poi notare che la pandemia covid-19 sta pesando gravemente sulle politiche di bilancio dell’eurozona. Le misure di contenimento hanno infatti incentivato l’elaborazione di pacchetti di stimolo fiscale senza precedenti per attutire i disastrosi effetti economici del lockdown. La conseguenza è che il disavanzo di bilancio dei governi europei dovrebbe raggiungere l’8,5% del Pil nel 2020, a fronte dello 0,6% del 2019. Nel 2021 il rapporto disavanzo/pil dovrebbe scendere al 4,9%, mentre per il 2022 si prevede che si attesti al 3,8%.

L’Eurotower stima che le politiche di bilancio per l’area dell’euro saranno fortemente espansive nel 2020. Le restrizioni arriveranno a partire dal 2021. Fondamentale resta la capacità di coordinamento fra le varie economie dell’area. A tal proposito la Bce accoglie con grande favore il pacchetto di sicurezza (Mes, Sure, Bei) da 540 miliardi di euro approvato dal Consiglio europeo. E attende con trepidazione che il recovery fund (nella sua nuova denominazione di Next generation fund) proposto dalla Commissione europea diventi realtà al più presto. E’ lo stesso auspicio di Angela Merkel, per la quale il fondo europeo di ripresa è “uno strumento doveroso e urgente in questo momento”. La cancelliera tedesca, parlando al Bundestag ha detto che solo così si potranno garantire “convergenza, competitività e coesione nel lungo periodo. Non dobbiamo permettere che la pandemia crei forti squilibri economici e che produca una divisione profonda in Europa”. Il discorso della Merkel giunge alla vigilia della presidenza tedesca dell’Ue, decorrente dal 1/7/2020.

Teresa Scarale
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