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Bofa, per gli investitori è solo una falsa ripartenza

Bofa, per gli investitori è solo una falsa ripartenza

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

19 Maggio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il 25% degli investitori si attende un nuovo mercato rialzista

  • Nel post-covid, il principale cambiamento strutturale riguarderà il ridimensionamento delle catene di approvvigionamento per il 68% degli intervistati

  • Il 73% dei gestori di fondi ha dichiarato che le società dovrebbero migliorare i bilanci e ridurre il debito

Secondo l’ultimo report di Bank of America Global Research, il 68% dei gestori di fondi ritiene che i recenti rialzi rappresentino soltanto una falsa ripartenza. Solo il 10% si attende una ripresa a forma di V. Preoccupa il riaccendersi di nuovi focolai di contagio

I timori nei confronti di una seconda ondata di contagi trainano verso il basso le aspettative degli investitori. Secondo un report di Bank of America Global Research, il 68% dei gestori di fondi ritiene che i recenti rialzi rappresentino soltanto una falsa ripartenza, il cosiddetto “bear market rally”. In un clima di sfiducia, solo il 10% prevede una ripresa a forma di V, mentre il 25% attende un nuovo mercato rialzista.

In questo contesto, il 52% ritiene che il principale rischio di coda sia il riaccendersi di nuovi focolai di contagi, anche se l’arrivo di un vaccino potrebbe rimescolare le carte in tavola e favorire una ripresa economica più veloce, sulla linea delle recenti dichiarazioni del presidente della Federal Reserve Jerome Powell che prevede solo in tal caso una piena ripresa dell’economia americana.

Inoltre, gli investitori prevedono chel’indice pmi manifatturiero globale possa tornare sopra i 50 punti unicamente dopo il mese di novembre. Nel post-covid, i principali cambiamenti strutturali riguarderanno il ridimensionamento delle catene di approvvigionamento per il 68% degli intervistati, il protezionismo per il 44% e una tassazione più elevata per il 42%.

Il 73% dei gestori di fondi ha inoltre dichiarato che le società dovrebbero migliorare i bilanci e ridurre il debito, aumentare gli investimenti (15%), riacquistare azioni e aumentare i dividendi (7%). Nel mese di maggio, in particolare, gli investitori risultano essere sottopesati nei settori ciclici (energia, azionario e Europa) e sovrappesati in quelli difensivi (sanità, liquidità e obbligazionario), vale a dire quei comparti che generalmente sono caratterizzati da oscillazioni di prezzo più contenute e che, specialmente nelle fasi ribassiste di mercato, permetterebbero di contenere le perdite. I livelli di liquidità, infatti, sebbene siano scesi dal 5,9% al 5,7%, risultano comunque al di sopra della media decennale del 4,7%. Infine, secondo l’indagine, i gestori di fondi stanno valutando di aumentare l’esposizione sul settore tecnologico statunitense.

Intanto, dopo un inizio settimana positivo, i principali listini azionari viaggiano in territorio negativo. L’S&P 500, in particolare, ha aperto la giornata del 19 maggio a 2948,59 punti.

Rita Annunziata
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