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Bmo Global Am, le incognite di un 2019 nel segno dell’Europa

Bmo Global Am, le incognite di un 2019 nel segno dell’Europa

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Francesca Conti
Francesca Conti

15 Maggio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’Europa, per il gestore, potrà scongiurare una recessione se si verificheranno una serie di condizioni, come la distensione delle tensioni commerciali tra Usa e Cina

  • Per Eijking, “la curva dei rendimenti Usa ha messo in luce timori nei riguardi delle prospettive economiche degli Stati Uniti per il 2020”

  • Secondo il gestore, “l’economia dell’Eurozona dovrebbe riprendersi nella seconda metà dell’anno”

I mercati azionari di tutto il mondo hanno registrato un rimbalzo nel primo trimestre. Ma per un 2019 ‘nel segno dell’Europa’ sono ancora necessarie diverse condizioni. Il punto di vista di Anja Eijking di Bmo Global Asset Management

Se si realizzerà una distensione delle tensioni commerciali in corso tra Stati Uniti e Cina, se Pechino terminerà la fase di rallentamento dell’economia, se sarà scongiurata una ‘hard Brexit’ e la domanda interna rimarrà favorevole, l’Europa potrà scongiurare una recessione. È una riflessione tutta al condizionale quella di Anja Eijking, gestore del fondo Bmo Global Convertible Bond di Bmo Global Asset Management. Ma secondo la manager, la seconda metà del 2019 potrebbe essere “nel segno dell’Europa”.

“I mercati azionari di tutto il mondo – spiega Eijking – hanno registrato un forte rialzo nel primo trimestre, segnando un rimbalzo rispetto alle acute perdite accusate nei tre mesi precedenti. I titoli azionari hanno incontrato il sostegno delle crescenti aspettative per una risoluzione in tempi brevi delle dispute commerciali tra Stati Uniti e Cina, nonché un tono più accomodante da parte delle banche centrali. I dati economici globali sono risultati poco brillanti, nel complesso, con un ulteriore deterioramento dell’attività manifatturiera nell’eurozona e un indebolimento dello slancio nell’economia a stelle e strisce”.

Nel frattempo, sottolinea il gestore, “la curva dei rendimenti Usa ha messo in luce timori nei riguardi delle prospettive economiche degli Stati Uniti per il 2020. Facendo riferimento a un rallentamento dell’economia globale, la Federal Reserve ha escluso altri episodi di rialzo dei tassi d’interesse per il 2019 e ha posto fine alla politica di riduzione automatica del bilancio. La Banca centrale europea ha ridotto le sue previsioni di crescita per il 2019 sull’economia dell’eurozona dall’1,7% all’1,1% e ha annunciato un nuovo ciclo di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Tltro)”.

Sono stati emessi “circa 25 miliardi di dollari di nuove convertibili. Tra le società dalle prospettive di crescita elevate che sono tornate sul mercato, il fornitore di screening test per il cancro del colon-retto Exact Sciences, la società di contenuti multimediale cinese iQiyi, la piattaforma di didattica online Chegg e il provider di servizi di pagamento elettronico Euronet Worldwide sono tornate a fare visita al mercato delle obbligazioni convertibili in cerca di finanziamento. Analogamente la casa cinese di auto elettriche Nio, il produttore cinese di hardware Lenovo, il servizio di consegne di cibo a domicilio Takeaway.com, AirFrance-Klm e il produttore canadese di cannabis medica Aurora Cannabis hanno emesso titoli convertibili”, ricorda Eijking.

Per il gestore, “il panorama europeo è stato oltretutto dominato dai bond a conversione obbligatoria di Vodafone e Sika. Le aspettative di crescita sono state riviste al ribasso. Il nostro scenario di base continua a non contemplare una recessione nel breve periodo: l’economia statunitense rimane solida e nella prima metà del 2019 dovrebbe ancora beneficiare dell’impatto positivo dato dallo stimolo fiscale. Tuttavia, in uno scenario in cui non ci saranno investimenti infrastrutturali o l’erogazione di indennizzi per il Fiscal cliff, è plausibile una fase recessiva nel 2020”.

“Il rallentamento della crescita economica in Cina e il ridimensionamento del commercio globale hanno abbassato le prospettive di crescita europee. L’economia dell’Eurozona dovrebbe riprendersi nella seconda metà dell’anno posto che la congiuntura in Cina migliori e se si avrà un allentamento delle tensioni commerciali, la hard Brexit sarà scongiurata e la domanda interna rimarrà favorevole”, conclude positivamente il gestore.

Francesca Conti
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