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Bce, tassi invariati e crescita al rialzo per Mario Draghi

Bce, tassi invariati e crescita al rialzo per Mario Draghi

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

06 Giugno 2019
Tempo di lettura: 5 min
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  • I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali rimarranno allo 0,00%, quelli sulle operazioni marginali allo 0,25%, mentre quelli sui depositi presso la banca centrale resteranno a −0,40%

  • Sull’Italia: il rapporto debito Pil non si ridurrà velocemente. Serve un piano di medio termine, ma che sia credibile

  • La revisione al rialzo per la crescita dell’Eurozona è per ora limitata al solo 2019. Per il 2020 e il 2021 invece le stime sono ridotte di 0,2 e di 0,1 punti percentuali rispettivamente (1,4% di crescita del Pil reale per entrambi gli anni)

  • Contrastanti i pareri degli asset manager: da chi “se lo aspettava” a chi accusa la Bce di includere “la speranza” nella sua strategia di comunicazione, passando per chi reputa il pacchetto dei maxi finanziamenti alle banche “poco generoso”

Mario Draghi conferma ancora una volta la sua posizione di guida forte di una Bce unita, attore chiave in caso di “condizioni avverse”. E lascia i tassi invariati nonostante le previsioni al rialzo per la crescita, in virtù di un accesso al credito agevole per imprese e famiglie. Con qualche parola per l’Italia

Bce: tassi invariati, Italia e prospettive di crescita

Per la Bce, tassi invariati e stime di crescita al rialzo. Nella riunione del 6 giugno 2019 tenutasi a Vilnius, il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha adottato “all’unanimità” decisioni di politica monetaria improntate al sostegno di un’economia che dà segnali di ripresa. Al contrario della Banca Mondiale infatti Mario Draghi espone previsioni di crescita superiori dello 0,1% alle attese. Un dato certo non roboante, ma comunque né stagnante né negativo. Nell’introdurre il suo discorso, il numero uno dell’Eurotower ha poi ribadito il ruolo chiave della Bce nei frangenti di “condizioni avverse”. E condizioni avverse sono quelle attuali, con gli aumentati “rischi del protezionismo”  e l’incertezza geopolitica.

Quanto all’Italia, ormai nelle maglie dell’avvio della procedura di infrazione, il governatore afferma, rispondendo ad una domanda, che “una rapida riduzione del rapporto debito / Pil non è realistica. E’ invece necessario predisporre un credibile piano di rientro di medio termine”. Dopodiché aggiunge che la Banca Centrale Europea “non è l’interlocutore giusto per questa vicenda”.

Crescita, una ripresa momentanea?

Per quanto riguarda le previsioni di crescita invece, la revisione è quella che segue. +0,1 punti (1,2%) per il 2019. Per il 2020 e il 2021 invece le stime sono ridotte di 0,2 punti e di 0,1 punti rispettivamente (1,4% per entrambi gli anni). Buone notizie invece per le attese di inflazione, su di un decimo di punto percentuale quella per il 2019, all’1,3%. Per il 2020 le aspettative sono dell’1,4% (meno un decimo di punto rispetto alle scorse previsioni). Infine, per il 2021 si prevede un dato all’1,6%.

Bce, tassi invariati

I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali rimarranno allo 0,00%, quelli sulle operaioni marginali allo 0,25%, mentre quelli sui depositi presso la banca centrale resteranno a −0,40%. Le attese della Bce ora sono che i suoi tassi di interesse di riferimento si mantengano su tali livelli almeno fino alla prima metà del 2020. E, in ogni caso, fintanto che sarà necessario “per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine”.

Una politica accomodante

Il Consiglio direttivo intende continuare a reinvestire tutto il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività. Questo, “per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento della Bce”. E, in ogni caso “finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario”.

Le operazioni di rifinanziamento a lungo termine

Per quanto riguarda i maxi prestiti agli istituti bancari, le cosiddette OMRLT III trimestrali, avranno invece un tasso di interesse “superiore di 10 punti base rispetto al tasso medio applicato alle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema per la durata della rispettiva operazione”.

I commenti degli asset manager

Andrew Wilson, CEO for Emea and global head of fixed income, Goldman Sachs Asset Management, si aspettava che i tassi restassero invariati. Non si aspettava invece una foward guidance con un orizzonte così lungo, fino a fine giugno 2020. Silvia Dall’Angelo, senior economist di Hermes Investment Management, esprime il suo scontento come segue. “La Bce ha resistito alle aspettative dei mercati di un allentamento aggressivo e ha adottato un pacchetto di misure inadeguato. In particolare, il pricing del TLTRO-III non è stato così generoso come previsto”.

Andrew Mulliner, fixed income fund manager di Janus Henderson Investors, afferma che la riunione di oggi ha segnato l’inizio della fine del “regno di Draghi” e che la sua forward guidance è improntata più “alla speranza” che alla realtà. Il gestore aggiunge però che la Bce ha sempre avuto “un’arma puntata dietro alla schiena” e un “limitato numero di strumenti” nel perseguire le sue politiche”.

Per Unigestion la politica accomodante della banca centrale è “attualmente guidata dalla geopolitica e dalla volontà di prevenire, piuttosto che di reagire, per mantenere uno slancio favorevole alla crescita”. Dal canto suo Nick Chatters, investment manager fixed income di Kames Capital, ritiene che il mercato abbia bisogno di continuare a prezzare una risposta di politica monetaria della Bce che implichi la probabilità di un accomodamento nel futuro“. Ossia “nel caso in cui la debolezza della manifattura si riversasse al resto dell’economia o se i salari iniziassero a scendere”.

Julien-Pierre Nouen, head of economic research & multi-asset di Lazard Frères Gestion, invece sottolinea che alcuni investitori si sarebbero aspettati “un taglio dei tassi o almeno un accenno”. E che le “operazioni di rifinanziamento” dei maxi prestiti alle banche “sono leggermente meno favorevoli rispetto alla precedente operazione”. Salman Ahmed, chief investment strategist di Loim, infine, rileva che “le pressioni al ribasso dei tassi Ue rimarranno elevate”.

In copertina, il business district di Vilnius
Teresa Scarale
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