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Azioni: ecco le previsioni per il secondo semestre 2019

Azioni: ecco le previsioni per il secondo semestre 2019

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

31 Luglio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • “Per il secondo semestre 2019 ci manteniamo overweight sulle azioni. Posizione che modificheremo se il rallentamento economico dovesse peggiorare e se le banche centrali non dovessero riuscire a limitare l’indebolimento dell’attività economica”

  • “L’accordo fra Usa e Cina ci sarà, vista la preoccupazione di Trump di perdere l’appoggio dei suoi elettori e la sua ossessione per i mercati azionari statunitensi, e considerato il bisogno di stabilità economica della Cina”

  • Sempre divisiva l’Eurozona: per alcuni è forte, per altri vulnerabile

Tre importanti asset manager si concentrano sui mercati delle azioni e le loro previsioni per il secondo semestre 2019, fra tensioni commerciali e tassi in caduta. Con alcuni pareri discordanti e qualche nome “stellare”

Azioni: quali le previsioni per il secondo semestre

Il rally fa bene all’ottimismo? Non proprio. I mercati azionari hanno segnato una netta ripresa nella prima parte del 2019 rispetto ai minimi toccati a fine dicembre 2018. Gli ultimi sondaggi condotti tra i gestori di portafogli globali a metà giugno hanno evidenziato un forte pessimismo, attribuibile alla persistente debolezza degli indicatori economici, all’imprevedibilità delle dichiarazioni del presidente Usa e all’agitazione suscitata dalle prossime mosse delle banche centrali.

Secondo Nadège Dufossé, Cfa, head of asset allocation di Candriam, “non ci si dovrebbe arrendere a questo pessimismo onnipresente. Per il secondo semestre 2019 ci manteniamo overweight sulle azioni. Posizione che modificheremo se il rallentamento economico dovesse peggiorare e se le banche centrali non dovessero riuscire a limitare l’indebolimento dell’attività economica”. Fattore quest’ultimo esacerbato dalle eccessive tensioni commerciali. Ed è alla guerra tariffaria in atto fra Cina e Usa che si riferisce Fabiana Fedeli, global head of Fundamental equities di Robeco, quando dice che “per i mercati azionari, l’accordo commerciale resta il fattore catalizzatore”.

Dufossé non ritiene probabile una recessione nel 2020. Dopo lo scossone dei rendimenti avutosi a maggio, la ricerca di alpha è tornata ad essere la sfida dell’investitore.

L’allocazione geografica

Usa

Per Nadège (Candriam) il mercato Usa è in testa, “protetto da un doppio paracadute”. La Fed, con il suo atteggiamento accomodante, sta facendo tutto il possibile per frenare il rallentamento economico. Nello stesso tempo, Trump ha dato il via ufficiale alla sua campagna elettorale per il secondo mandato e per tal motivo dovrebbe evitare di innescare fenomeni recessivi. Dello stesso avviso Fabiana Fedeli di Robeco, per cui “l’accordo ci sarà, vista la preoccupazione di Trump di perdere l’appoggio dei suoi elettori e la sua ossessione per i mercati azionari statunitensi, e considerato il bisogno di stabilità economica della Cina”.

“Continuiamo inoltre a credere che un accordo commerciale possa agire da driver per i mercati azionari globali, non solo dal semplice punto di vista del sentiment, ma più concretamente per il contraccolpo dei dazi sugli utili aziendali”. Tuttavia, “le relazioni altalenanti tra Usa e Cina, tornate nuovamente positive dopo il G20, sono troppo volatili per essere incluse nella valutazione”, afferma la Fedeli. Per la global head di Robeco, l’outlook sugli Usa resta neutrale.

Emergenti

Le azioni dei mercati emergenti sono interessanti nel medio termine, avendo un track record di crescita. Fra i primi quattro settori azionari dell’indice Em Equities, tre sono legati alla tecnologia, ai social media e ai consumi.  In particolare, stanno tornando ad essere più appetibili le azioni cinesi, grazie alla convinzione che il rischio di una guerra commerciale nel breve termine sia scomparso. Anche Fabiana Fedeli di Robeco ha una view positiva sugli emergenti.

Eurozona

La zona euro appare più vulnerabile. Il motivo secondo Candriam è il suo limitato margine di bilancio, i rendimenti negativi e l’esposizione a diversi rischi politici. Il pessimismo di alcuni però potrebbe dare spazio a sorprese positive. Di tutt’altro avviso Alistair Wittet, gestore del fondo Comgest Growth Europe di Comgest, che rileva come l’indice Msci Europe sia salito del 16,2% da inizio anno.

“In un contesto in cui i tassi sono bassi e la crescita è limitata, il mercato attribuisce un premio crescente alle imprese con flussi di ricavi difensivi e forti prospettive di crescita”. Così, LVMH ha registrato un +11% di crescita organica delle vendite nel primo trimestre, con un incremento ancora più rapido della divisione fashion & leather grazie alla forte domanda asiatica. Analogamente, la crescita organica di L’Oréal ha raggiunto il top del range di crescita storica con un +8%, con un tasso pari quasi al doppio della divisione lusso.

Conclusioni

Fabiana Fedeli (Robeco) infine aggiunge che gli “Eps per il 2019 attesi a 3,7% per gli Stati Uniti. Al 4,9% per i mercati emergenti, al 4,4% per l’Europa e infine al 5,1% per il Giappone. La disparità di valutazioni rimane alta, con l’azionario USA che tratta a un multiplo di 17,3 volte gli utili 2019, contro i 12,2 miliardi per i mercati emergenti, 13,8 volte per Europa e 12,1 volte per il Giappone, rispettivamente”.

Teresa Scarale
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caporedattore
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