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Agenda 2019, gli appuntamenti da monitorare

27 Dicembre 2018 · Livia Caivano · 3 min

  • Diversi appuntamenti elettorali: non solo Parlamento europeo, ma anche India e Argentina

  • Istituzioni a confronto: a Davos per il World economic forum, in Giappone per il G20 e in Francia per il G7

  • A ottobre, l’addio di Mario Draghi alla Banca centrale europea

Gli eventi per l’anno che sta per iniziare sono moltissimi, ma quali sono le date da segnare sul calendario? L’agenda di We Wealth, per non perdere i più importanti appuntamenti economici del 2019

Brexit

La deadline per la presentazione dei piani da parte del Regno Unito per gestire la situazione in caso di mancato accordo sulla Brexit è fissata al 21 gennaio. L’uscita definitiva della Uk dall’Unione Europea è – com’è noto – prevista per il 29 marzo. In attesa di sapere se si tratterà di un uscita ‘soft’ o ‘hard’, sono molte le società che si sono mosse dalla city di Londra. Ma non solo. Secondo alcune indiscrezioni, molti istituti, negli ultimi giorni dell’anno, starebbero consigliando ai propri clienti private di spostare i capitali detenuti nel Regno Unito altrove.

foto di Theresa May davanti all'Union Jack
Theresa May - Primo Ministro Uk

World Economic Forum

Dal 22 al 25 gennaio si terrà l’annuale meeting di Davos, in Svizzera. Al centro dell’edizione 2019 del World economic forum, globalizzazione 4.0, intelligenza artificiale e parità di genere nelle istituzioni.

Elezioni in India e Argentina

Sono previste per la primavera, nel mese di aprile, le elezioni in India. Qualche mese più tardi, il 27 ottobre, si voterà invece in Argentina. Nel 2018 si è molto parlato del potenziale e della rischiosità dei mercati emergenti. I due appuntamenti potrebbero riportare il focus sul tema, specie nel caso argentino, la cui economia ormai da tempo sembra aver intrapreso la strada del default.

Elezioni del Parlamento Europeo

Le attesissime elezioni europee che si terranno il 23 e 26 maggio, potrebbero finalmente mettere la parola fine alle incertezze politiche che hanno caratterizzato il 2018, non solo italiano ma dell’intera Unione. Per Roma si spera nel superamento dello stallo del Governo giallo – verde, che dal 4 marzo si è mosso timido, proprio in attesa dell’appuntamento primaverile, come in una campagna elettorale senza fine. Le attese sono, se non della fine del duplice vice-presidenzialismo con nuove elezioni, almeno di un riassortimento degli equilibri a Palazzo Chigi.

foto di Emmanuel Macron e Angela Merkel sorridenti
Emmanuel Marcon - Presidente Repubblica Francese Angela Merkel - cancelliere federale Germania

Non rimangono indifferenti gli altri Paesi Europei. La Francia porterà al banco di prova il Presidente Macron il cui finire dell’anno è stato segnato dalle rivolte dei gilet jaunes: oggi solo un francese su quattro giudica positivamente l’operato del Presidente (dati: Pool of Pools). Così sarà in Germania per Angela Merkel: la cancelliera tedesca ha già annunciato che non si ricandiderà nel 2021 e sul partito già incombe lo spettro dell’avanzata dei verdi. L’appuntamento sarà importante anche per la Spagna in cui si torna a parlare, in Catalogna, dei movimenti indipendentisiti e dove l’estrema destra comincia a farsi spazio nei sondaggi.

G20 e G7

Il primo appuntamento è a Osaka, il 28 e il 29 giugno per il Summit del G20,la prima in cui la presidenza spetterà al Giappone. Al centro del dibattito ci sarà il tema della sostenibilità: il Governo di Tokyo ha annunciato che coglierà l’occasione per dare un input decisivo alle politiche sulla sostenibilità. Il Giappone è oggi il secondo paese per consumo pro-capite di plastica, secondo solo agli Stati Uniti: l’obiettivo è di ridurre il consumo di plastica del 25% entro il 2030.

Seguirà poi in Agosto (dal 25 al 27) il G7 in Francia, nel quale ancora una volta al centro del dibattito saranno potenzialità e limiti dell’intelligenza artificiale.

L’addio di Draghi e Juncker

Il 31 ottobre 2019 terminerà il mandato del Presidente della Bce Mario Draghi e quello della Commissione Europea Claude Juncker. L’addio dell’ex Governatore di Bankitalia arriva nel momento più critico della politica monetaria degli ultimi dieci anni – la fine del Quantitative Easing iniziato nel 2015, da una parte, e il primo rialzo dei tassi in otto anni dall’altra. Ma a scaldare gli animi c’è anche e soprattutto il toto-successioni. Chi prenderà il posto di Draghi? Al momento tra i favoriti alla poltrona del Presidente ci sono diversi governatori delle banche centrali nazionali: Erkii Liikanen e Olli Rehn (Finlandia), Jens Weidmann (Germania), Philip Lane (Irlanda), Francois Villeroy (Francia). A questi si aggiunge poi il membro del consiglio direttivo Bce, Benoit Coeure.

foto di Mario draghi a una conferenza
Mario Draghi - presidente Bce
Livia Caivano
Livia Caivano
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