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La Psd2 cambierà lo scenario dell'asset management

03 Luglio 2019 · Maddalena Liccione · 5 min

  • Potrebbe nascere la figura dell’Amisp (Asset management information service provider)

  • Scindere l’associazione servizi di pagamento = servizi di investimento

  • Aceti (CF): “Bisogna creare un nuovo modello di sviluppo basato sull’interazione estesa, l’unica in grado di movimentare le risorse attualmente ferme sui conti correnti, facendo abbracciare l’idea di gestione del patrimonio anche a chi non lo ha mai fatto”

La direttiva europea, che entrerà in vigore a partire dal 14 settembre, aprirà il mondo dei sistemi di pagamento bancari ad altre entità, diverse dalle banche, e avrà un impatto molto forte sui servizi di wealth management

Aprire il mondo dei sistemi di pagamento bancari ad altre entità, diverse dalle banche sfruttando i mezzi che il progresso tecnologico mette a disposizione sia degli operatori che della clientela. In questo consiste la Psd2 (Payment service directive – Direttiva sui servizi di pagamento), la direttiva 2015/2366/Ue che è stata recepita dagli stati membri ed entrerà in vigore a partire dal 14 settembre 2019. La standardizzazione delle interfacce d’accesso (XS2A – Access to account) e le Api (Application programming interface) costituiscono il sistema di interazione comune ai vari attori (cosiddettio level playing field) che, al momento, è concepito per i soli sistemi di pagamento.

FIGURA 1 – FUNZIONALITA’ OBBLIGATORIE PER LE API PREVISTE DALLA PSD2 (Fonte: Consorzio CBI – Specifiche Tecniche)

“Uno degli elementi che caratterizza la Psd2 è il concetto di Sca (Strong customer autentication), che richiede agli intermediari una modalità di riconoscimento per la clientela non ambigua e quanto di più legata a elementi unici della singola persona, nonché della consapevolezza di ogni passaggio del processo operativo”, spiega l’ing Massimo Aceti, consulente finanziario di lunga esperienza. Questo si è tradotto in uno sviluppo da parte delle banche di applicazioni basate su app per l’accesso ai servizi che si appoggiano ai sistemi di riconoscimento degli smartphone (per esempio impronta, immagine facciale, etc..) e alla loro unicità (ogni singolo cliente deve avere associato un singolo cellulare con connessione dati).  “Tale processo attualmente è gestito in modo non uniforme dai singoli operatori bancari, cosa che sta causando delle problematiche anche in virtù del fatto che essendo gli smartphone dei sistemi connessi, sono aperti a una serie di rischi che andranno opportunamente valutati e risolti prima del 14 settembre 2019”.

L’impatto sui servizi di wealth management?

Dalla figura precedente (vedere immagine) sembra che il legislatore europeo, con la direttiva Psd2, abbia volutamente escluso la possibilità di scambiare informazioni e far svolgere servizi dedicati al wealth management, in quanto non ha reso obbligatorio in sede di specifiche per le Api e la XS2A lo scambio di flussi informativi legati ai conti deposito a risparmio e ai conti titoli. “Questo non toglie il fatto che, il know how acquisito e le esperienze operative nello sviluppo dei sistemi basati su Psd2 saranno rivolti, in un futuro prossimo, anche ai servizi specifici del wealth management”, aggiunge Aceti.

Pensiamo al caso Italia, dove al momento ci sono circa 1.200 miliardi di euro depositati sui conti correnti e, dall’altro lato, l’affermazione di nuove figure professionali del campo della consulenza, i cosiddetti consulenti indipendenti che, per precisa scelta del legislatore, non possono avere contatti diretti con gli intermediari e con i beni della clientela.

FIGURA 2 – SCHEMA DI PRINCIPIO PSD2E PER GESTIONE WEALTH MANAGEMENT

Mediante la Psd2E (E come estesa), soggetti già attivi con sistemi di acquisizione dati, transazioni etc.. (parliamo di Amazon tanto per fare un nome) potrebbero creare la figura del Amisp (Asset management information service provider) che, in seguito ad autorizzazione da parte del cliente, interfacciandosi con le banche dove possiede asset e cataloghi,  fornisca ai consulenti indipendenti (anche loro autorizzati alla lettura delle posizioni dal cliente) le informazioni necessarie affinché il consulente invii direttamente al cliente le raccomandazioni personalizzate basate su standard condivisi, che il cliente potrà approvare e girare direttamente per l’esecuzione presso i suoi intermediari di fiducia i quali, a operazioni eseguite, aggiorneranno le informazioni all’Amisp, in modo che il consulente possa analizzarle. “Il ruolo dell’Amisp poi potrebbe essere quello di memorizzare in modo inalterabile le raccomandazioni dei consulenti, utilizzando un meccanismo di Blockchain e, ove richiesto, codificarle in modo che nessuno, tranne i diretti interessati debitamente autorizzati, possano leggerle, rendendo quindi a prova di intrusione le informazioni in esso contenute. Quanto fin qui esposto varrebbe anche per i consulenti monomandato, venendosi così a superare una delle classiche obiezioni all’apertura di un rapporto dedicato al wealth management (Ingegnere, vorrei venire da lei ma non voglio aprire un altro conto…)”, fa notare Aceti.

Come la Psd2 cambierà lo scenario dell’asset management nei prossimi anni

“Ogni sistema, per quanto complesso sia, ha la naturale tendenza all’evoluzione e all’efficienza, se gestito attraverso il naturale meccanismo competitivo della moderna società. La Psd2 è lo strumento che tenderà a scindere l’associazione servizi di pagamento = servizi di investimento da sempre legata a fattori diversi dall’efficienza e funzionalità”.  Per Aceti, quando un intermediario fornisce in modo esclusivo sia i servizi di pagamento che quelli di investimento, la possibilità che si creino squilibri è molto elevata, contribuendo a un clima di sfiducia che spesso blocca risorse finanziarie, al contrario di quello che andrebbe fatto.

Quale modello si affermerà in futuro

Ormai, con le moderne tecnologie, i sistemi di interazione basate sui luoghi fisici, verranno sempre di più messi in discussione. L’evidente beneficio di un sistema competitivo basato su regole e infrastrutture comuni saranno la chiave di volta per la crescita futura; il ruolo umano svolto dalle varie figure, in particolare quello del consulente, verrà esaltato dalla disponibilità di strumenti e sistemi che ormai sono di uso comune per ognuno di noi. Pensiamo agli smartphone, la cui potenza di calcolo e velocità di scambio dati saranno sempre più crescenti, e ai sistemi basati sull’intelligenza artificiale (IA), che dalla guida assistita si affiancheranno nella gestione dei patrimoni (robo4advisor). “È chiaro che il sistema degli intermediari finanziari, sia come servizi di pagamento che di wealth management, farà in modo di insistere nella personalizzazione dei sistemi intesi come soluzioni proprietarie, cosa che li renderà meno efficienti. Ancora oggi, nei report di consulenza finanziaria nei modelli di gestione del rischio, etc… vediamo delle differenze che ormai sono difficilmente giustificabili, anche perché la fedeltà della clientela è sempre di più messa a dura prova. Chiusura di filiali, riduzione di personale, ricambio generazionale che va a rilento e margini in riduzione potranno essere affrontati solo abbracciando un nuovo modello di sviluppo basato sull’interazione estesa, l’unica in grado di movimentare le risorse attualmente ferme sui conti correnti in modo significativo, facendo abbracciare l’idea di gestione del patrimonio anche a chi non lo ha mai fatto”, conclude l’esperto.

Maddalena Liccione
Maddalena Liccione
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