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Italia, tutti vogliono un contratto prematrimoniale

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

18 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • In Italia fino al 2018 i contratti prematrimoniali non erano frequenti a causa della stessa giurisprudenza che non li riconosceva

  • Con la recente sentenza delle Sezioni Unite i contratti prematrimoniali vengono sdoganati e incoraggiati

Se c’è qualcosa che dovrebbe insegnare la storia di Jeff Bezos, fondatore di Amazon, è fare un contratto prematrimoniale per tutelare la propria attuale e futura fortuna

Corsa ai patti prematrimoniali in Italia. La sentenza n.18287/2018 delle Sezioni Unite ha segnato la storia italiana, sdoganando i patti prematrimoniali. Secondo l’avvocato Laura Dalla Casa la recente sentenza delle Sezioni Uniti spingerà infatti sempre più avvocati a consigliare ai clienti accordi prematrimoniali, dato che in precedenza se ne facevano pochi e con molta cautela. E questo perché la maggior parte dei patti erano considerati nulli e dunque del tutto inutili ai fini di un divorzio.  Tutto ciò ha portato i professionisti italiani a fare meno accordi prematrimoniali rispetto a Paesi come gli Stati Uniti, dove questi sono ormai la prassi, soprattutto quando di parla di individui ad alto reddito.  Nonostante negli Usa i patti siano uno strumento noto, non tutti i paperoni si tutelano. E l’esempio vivente è Jeff Bezos, che 25 anni fa ha spostato MacKenzei, senza nessun tipo di accordo prematrimoniale. I due adesso si dovranno spartire Amazon nel divorzio, dato che in base alla legge di Washington i beni acquisiti durante il matrimonio, senza accordi prematrimoniali, devono essere divisi al 50% tra i due soggetti.

E così sarà! Senza Mackenzie non sarebbe infatti mai nata Amazon così come la conosciamo

I due si sono infatti conosciuti nel 1992 quando lavoravano per l’hedge fund DE Shaw. MacKenzie, laureata a Princenton, è diventata una ricercatrice associata nella ditta presso cui Bezos era vicepresidente. Mentre lavorava da DE Shaw, Bezos ha avuto l’idea di creare Amazon. E MacKenzie è stata di supporto fin dalla fase embrionale. La coppia infatti è arrivata al nome “Amazon” insieme, dopo un brainstorming che aveva quasi portato a scegliere un nome diverso “Relentless.com. MacKenzie fu anche la prima contabile di Amazon, oltre che fare molti altri lavori  (dall’autista per consegnare gli ordini alla gestione del conto bancario). Insomma MacKenzie è stata oltre che una moglie anche un’importante partner nella creazione iniziale di una società che nel breve avrebbe spiccato il volo.

Warren Buffett e Sheryl Sandberg hanno infatti affermato come la decisione più importante che si prendere rispetto alla propria carriera è chi sposare.“Sposate la persona giusta”, ha affermato Buffett, durante la riunione annuale del Berkshire Hathaway del 2009. “Sono serio riguardo a questo: è ciò che farà più la differenza nella tua vita, cambierà le tue aspirazioni, ogni genere di cose”. E in effetti si potrebbe pensare che se forse Bezos non avesse spostato MacKenzei forse non avrebbe avuto l’idea di creare Amazon o magari avrebbe realizzato il suo progetto in un altro modo o assumendo altri rischi.
Sapere come sarebbe stato il gigante dell’e-commerce non ci è dato saperlo,  ma quello che si sa è che dopo 25 anni di matrimonio i due si separano e ad ognuno spetterà una fetta di Amazon.

Giorgia Pacione Di Bello
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