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Torino, l’alternativa a Milano e Roma nel mondo immobiliare

Torino, l’alternativa a Milano e Roma nel mondo immobiliare

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

27 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Sempre più nel mirino degli investitori istituzionali ci sono: Rsa, settore sanitario, student housing e forme alternative di residenziale

  • La componente degli alternativi, in relazione ai soli settori sanitario e studentati, in Italia ha raggiunto dal 2014 a oggi circa 1 miliardo di euro di investimenti

La città di Torino entra nei radar degli investitori istituzionali interessati a diversificare nel real estate italiano. Le prospettive di sviluppo maggiori sono nel settore degli investimenti alternativi

Diversificare è uno dei termini più utilizzati nel mondo degli investimenti finanziari. E anche il settore immobiliare non viene meno. A livello geografico, se rimaniamo in Italia, se è vero che Milano e Roma giocano una partita a sé, vero è anche che ci sono diverse città secondarie che offrono grandi opportunità di crescita e che sono sotto i riflettori degli investitori, anche internazionali. È questo il caso di Torino.

“Torino rappresenta una delle città più interessanti per gli investitori in cerca di un’alternativa a Milano e Roma – ha spiegato Davide Dalmiglio, head of capital markets Jll Italia, presentando il report “Torino urban profile 2019” realizzato da Jll in collaborazione con il Centro estero per l’internazionalizzazione (Ceipiemonte) – Le prospettive di sviluppo maggiori sono nel settore degli investimenti alternativi – in particolare Rsa, settore sanitario, student housing e forme alternative di residenziale – sempre più nel mirino degli investitori istituzionali alla ricerca di una asset class che permetta di esplorare nuove geografie e mantenere livelli di rischio contenuti e rendimenti costanti; il mercato commerciale invece sta vivendo un momento particolarmente favorevole e nella logistica si registra una spinta verso il recupero di aree dismesse”.

Il settore sanitario

La componente degli alternativi, in relazione ai soli settori sanitario e studentati, in Italia ha raggiunto dal 2014 a oggi circa 1 miliardo di euro di investimenti, generato da 26 operazioni.

La città di Torino ha registrato un grande fermento in questo segmento, grazie anche alla riqualificazione di aree e alle riconversioni di immobili esistenti. Se si guarda al settore socio-sanitario, nell’area metropolitana di Torino si contano 270 strutture sanitarie pubbliche e private, su un numero complessivo che in Italia supera di poco le 10.500 unità. Nella città della Mole, poi, ci sono numerosi progetti in corso che spesso prevedono la riconversione di immobili esistenti in Rsa o la riqualificazione di grandi aree, come ad esempio l’ex Manifattura Tabacchi destinata a ospitare una cittadella della sanità.

Gli studentati

Per quanto riguarda il settore degli alloggi per studenti, il capoluogo piemontese è diventato oggi uno dei maggiori poli universitari del paese. Nell’anno accademico 2017/2018 ha accolto oltre 100mila studenti, segnando un aumento rispetto all’anno precedente del 4%, e collocandosi al 4° posto nella graduatoria nazionale per popolazione universitaria. Si stima una domanda potenziale di posti letto pari a circa 40mila, un numero decisamente superiore rispetto all’attuale disponibilità di 5mila unità, ed è qui che l’offerta ha terreno fertile per svilupparsi.

“Torino è storicamente conosciuta come città industriale manifatturiera ma negli ultimi anni ha saputo cambiare e rinnovarsi e gli investimenti in ricerca e sviluppo l’hanno portata a consacrarsi quale centro di innovazione”, ha dichiarato Luca Villani, head of corporate solutions Jll Italia, che poi ha concluso dicendo:Grazie a realtà come il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Torino e la business school Escp Europe, Torino si è inoltre affermata quale realtà accademica riconosciuta a livello internazionale, capace di attrarre talenti da tutto il mondo. La capacità di favorire l’innovazione ed attrarre talenti oggi è cruciale per essere competitivi nel mercato”.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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