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Tech and the City: quali sono le città tech al top

Tech and the City: quali sono le città tech al top

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

20 Dicembre 2018
Tempo di lettura: 3 min
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  • Knight Frank ha messo a punto il suo Tech City Index per il 2018. 15 sono le “città tech” che superano l’esame. Quelle in cui, grazie all’ecosistema, conviene fondare la propria startup

  • Il mercato del real estate incorpora profondamente la disruption tecnologica. La domanda di leasing immobiliare è fortissima sia da parte delle imprese tech di nuova fondazione che dalle “established”

  • La classifica finale paradossalmente è un grande classico, con qualche concessione alle frontiere. Innovatori, non ci si improvvisa. E il Vecchio Continente si conferma non tanto vecchio, anzi

Grazie a sei rigorosi criteri di analisi, il Knight Frank Tech City Index individua le città tech al top, ossia quelle in cui la tecnologia prospera e detta ogni trend, a partire da quello immobiliare

Tech and the City

Le più importanti città tech globali sono 15. A decretarlo è l’attenta Knight Frank, che passa al vaglio i conglomerati urbani più importanti al mondo in quanto a capacità di generazione, cura e crescita del talento degli innovatori. I criteri d’esame? Sei. Eccoli:

  1. infrastrutture per l’istruzione;
  2. numero di talenti tech;
  3. ampiezza dell’economia del tech e delle startup;
  4. quota della crescita economica dovuta al tech;
  5. capacità continua di innovare;
  6. infrastrutture urbane (senza strade il talento non viaggia…).
London City

Come si diventa “Città tech”

I criteri di analisi di Knight Frank sono un autentica guida per le città che vogliono fregiarsi di questo titolo.

L’importanza del sistema educativo

Queste città concentrano in sé istituzioni accademiche e scuole di fama mondiale. Si tratta di strutture dal respiro internazionale, fortissime nella ricerca scientifica e soprattutto legate saldamente al mondo economico.

La corposità del talento

Il numero di talenti della tecnologia presenti in città deve essere ampio, con una forte concentrazione nel settore della ricerca e dello sviluppo.

La cultura delle startup

Quelle in classifica sono città che non smettono di guardare alle prossime ondate di innovazione, che cercano continuamente nuove opportunità di business nel progresso digitale e tecnologico.

La crescita? Dipende dalla forza del tech

Il Pil delle 15 città tech è composto in larga parte dal settore tecnologico e dal suo indotto.

Capacità di innovare

E’ il criterio che si riferisce alla capacità continua della metropoli di sostenere il suo sviluppo economico tramite il consolidamento e il progredire dell’innovazione.

Le infrastrutture? Devono essere smart

A corredo di tutti i criteri di analisi citati, non può mancare quello finale: deve trattarsi di smart city. Città che integrino nel proprio vivere pubblico e quotidiano le tecnologie di cui si fanno promotrici e generatrici.

L’impatto sul real estate

La chiave fondamentale dell’analisi di Knight Frank è che la disruption tecnologica influenza profondamente la domanda di immobili. Le imprese del tech, nuove o consolidate che siano, sono continuamente alla ricerca di nuovi spazi. Così, è il leasing in particolare che ne viene influenzato. La rapida avanzata delle nuove tecnologie inoltre rafforza per questi business l’imperativo di stare al passo, di consolidare il proprio vantaggio competitivo. Anche questo aspetto influenza i mercati immobiliari globali.

Grazie alla virtuosità dell’indotto, è di fondamentale importanza per queste imprese essere vicine il più possibile ai centri urbani in cui si aggregano oggi innovazione tecnologica e talento creativo. Per questo motivo esse domanderanno sempre più immobili e strutture alle porte delle città tech high end, in modo da poter godere delle esternalità positive ad esse collegate. Perciò, le “fantastiche 15”, culla del capitale umano più appetibile, saranno protagoniste della domanda immobiliare di qui ai prossimi cinque anni.

Il podio

Al numero uno, San Francisco. Città che ha il sapore della frontiera, del talento e delle startup. Non è un caso che non figuri anche nel panel delle “città ricchissime“, quelle col mercato immobiliare da capogiro, dove invece figurano la seconda e la terza classificata: Londra e Singapore.

Seguono un bel gruppo di città europee e nordamericane, con il guizzo di Seoul e di Tokyo, naturalmente. L’innovazione è una faccenda antica.

Singapore
La classifica: le città europee sono più numerose di quelle nordamericane, Canada incluso, ma gli Usa conquistano la vetta. Un aspetto comune a tutte le 15 è il grande peso di istruzione e talento: un circolo virtuoso
Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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