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Lazard, credere nel futuro dei bond ibridi

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Francesca Conti
Francesca Conti

27 Novembre 2018
Tempo di lettura: 3 min
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  • Secondo François Lavier di Lazard i fondamentali di banche e assicurazioni gli permetteranno di resistere ai futuri mutamenti delle condizioni di mercato

  • Lazard è presente nel segmento dei subordinati finanziari attraverso Lazard Capital Fi e Lazard Credit Fi

  • A ottobre gli i credit spread si sono ampliati su tutte le asset class

Dieci anni dopo Lehman Brothers, conviene investire in financial? L’opinione di François Lavier, lead portfolio manager del debito subordinato finanziario di Lazard

I’m a strong believer“. E’ con questa espressione, che si potrebbe tradurre con “ci credo fortemente”, che François Lavier, Lead Portfolio Manager del debito subordinato finanziario di Lazard Frères Gestion, illustra ai giornalisti la sua attuale view sui mercati e i possibili scenari sugli strumenti finanziari ibridi. “Certo – aggiunge il manager con gli occhi puntati sul medio-lungo termine – potremo trovarci di fronte a momenti di instabilità e volatilità per differenti ragioni, la maggior parte di natura politica come la situazione italiana o quella legata alla Brexit, ma credo fortemente che se si guarda ai fondamentali di banche e assicurazioni, li troveremo ancora molto forti”.

Il manager ha oltre 20 anni di esperienza nel mondo delle obbligazioni ibride. Lazard è presente nel segmento dei subordinati finanziari attraverso Lazard Capital Fi e Lazard Credit Fi. I portafogli di credito proposti dalle due società investono in obbligazioni ibride di istituti finanziari ed europei. In particolare Lazard Credit Fi investe essenzialmente in titoli Tier 2, mentre Lazard Capital Fi in titoli Tier 1. Ciascun comparto si propone di generare un rendimento adeguato al rischio interessante, sia in termini assoluti che relativi, lungo un periodo minimo consigliato rispettivamente di tre e cinque anni.

François Lavier, Lead Portfolio Manager del debito subordinato finanziario di Lazard
François Lavier, Lead Portfolio Manager del debito subordinato finanziario di Lazard

L’universo degli strumenti finanziari ibridi vale oggi complessivamente 648 miliardi di euro, il 3,6% del mercato obbligazionario europeo. Questi strumenti ‘ibridi’ si possono collocare è a metà strada fra il debito puro e l’azione, fra il debito e il capitale di rischio e non hanno caratteristiche standardizzate. Hanno meno protezione delle obbligazioni, nel senso che se la società va in liquidazione, saranno primi solo rispetto agli azionisti. Se la società va male, inoltre, le cedole possano essere rimandate, ridotte o addirittura saltate.

La loro durata di solito è lunga, e possono anche essere perpetui. Il vantaggio per l’investitore è però che hanno un rendimento più elevato di quello delle obbligazioni normali (oltre che un rischio più elevato). Il vantaggio per l’emittente è che, non essendo considerati un puro debito ma partecipando in qualche misura del capitale di rischio, non appesantiscono come le obbligazioni normali il rapporto fra debito e capitale.

La view di Lazard

Secondo l’analisi di Lazard, “ottobre ha visto riaffiorare la propensione al rischio sui mercati”. I timori di un possibile rialzo dei tassi a lungo termine negli Stati Uniti, insieme a guadagni societari deludenti a livello nazionale “fanno male alle asset class più rischiose”. La Bce si è attenuta al programma che porterà presto alla conclusione la sua politica accomodante di politica monetaria, il quantitative easing. In questo contesto, i credit spread si sono ampliati su tutte le asset class nel mese di ottobre e sia i titoli subordinati che i titoli di debito ad alto rendimento hanno sottoperformato.

Guardando all’Italia, l’annuncio di fine settembre del bilancio per il 2019, successivamente respinto dalla Commissione europea, ha spinto i tassi italiani long-end in rialzo di 29 punti base, mentre i tassi di interesse decennali dei Paesi sovrani si sono attenuati. In questo contesto, è probabile che i tassi statunitensi ed europei continueranno a muoversi più in alto, anche se gli aumenti dei tassi europei potrebbero essere limitati data la situazione politica in Italia.

“Credo che le incertezze a livello politico siano da considerarsi solo ‘rumore di fondo’. Certo, possono avere un impatto sulle valutazioni nel breve termine, ma nel medio-lungo termine sono qualcosa che può essere eliminato. Brexit o agitazioni politiche di vario tipo si possono superare, è importante avere una view di lungo periodo”.

Quantitative easing

La Bce si è attenuta al programma che porterà presto alla conclusione la sua politica monetaria accomodante. In questo contesto, i credit spread si sono ampliati su tutte le asset class nel mese di ottobre, ed entrambi sono stati subordinati titoli e titoli di debito ad alto rendimento hanno sottoperformato, spiega Lazard.

“Se i fondamentali sono solidi, possono arrivare anche delle ‘brutte notizie’ sui mercati. Nel corso degli ultimi anni ne abbiamo già affrontate diverse”, sottolinea François Lavier.

“Negli ultimi due anni i mercati sono stati inondati di liquidità dal Qe della Bce”, prosegue il manager. “Questo è successo non solo in Europa, ma anche in Giappone o negli Stati Uniti con la Bank of Japan e la Federal Reserve. Questo non accadrà più, ma il punto è: quale potrebbe essere l’impatto sull’economia reale? Secondo me oggi il mercato riesce a trovare con più facilità nuovi equilibri e ad intervenire con correzioni”, conclude il manager di Lazard.

Francesca Conti
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