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I flussi di Etp nell’area Emea rallentano a maggio

I flussi di Etp nell’area Emea rallentano a maggio

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Francesca Conti
Francesca Conti

10 Giugno 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • A maggio gli Etp quotati dell’area Emea hanno registrato flussi netti di 2,3 miliardi di dollari, il valore mensile più basso da inizio anno

  • La raccolta del reddito fisso è scesa a 715 milioni di dollari, rispetto ai 4,7 miliardi del mese di aprile

  • Gli Etp sulle materie prime hanno raccolto, nel mese, 440 milioni di dollari, registrando il maggiore afflusso da gennaio

I flussi di Etp nell’area Emea a maggio toccano il valore mensile più basso da inizio anno. È quanto emerge dai dati del BlackRock Etp Landscape report

Rallentano i flussi degli Etp nell’area Emea nel mese di maggio. Secondo i dati del BlackRock Etp Landscape report, infatti, nel mese gli Etp quotati dell’area hanno registrato flussi netti di 2,3 miliardi di dollari, il valore mensile più basso da inizio anno. La raccolta del reddito fisso è scesa a 715 milioni di dollari, rispetto ai 4,7 miliardi del mese di aprile, mentre i flussi azionari sono aumentati fino al miliardo di dollari. Segnali positivi dagli Etp sulle materie prime, che hanno raccolto 440 milioni di dollari, il maggiore afflusso da gennaio per questa classe di attivi. Un exchange traded product (Etop è uno strumento d’investimento che replica la performance di una serie di asset, come indici, valute o materie prime. La tipologia di Etp più nota è quella degli Etf, che seguono solitamente l’andamento di un indice azionario.

Tornano i flussi azionari statunitensi

Stiamo andando verso un ritorno dei flussi azionari negli Stati Uniti, come confermano alcuni dati del report di BlackRock. Primo tra tutti, gli Etp azionari a stelle e strisce hanno guidato i flussi nell’equity maggio, con l’aggiunta di 1,6 miliardi di dollari. Si tratta del maggiore afflusso a livello mensile da ottobre 2018. Ad aprile i flussi netti erano stati pari a 0,3 miliardi di dollari. Guardando a tutto il 2019, gli investitori Emea tuttavia sono sembrati poco convinti dei titoli azionari statunitensi, con due mesi di afflussi e due mesi di deflussi da gennaio ad aprile per un risultato netto da inizio anno pari a 1,3 miliardi di dollari.

Questo andamento incerto ha avuto inizio a dicembre 2018, dopo 19 mesi consecutivi di afflussi. Gli Etp equity dei mercati emergenti hanno però perso 0,3 miliardi a maggio. Si tratta del primo mese di deflusso da agosto del 2018. Per quanto riguarda l’Europa, gli investitori hanno continuato a vendere titoli azionari del Vecchio Continente per il quarto mese consecutivo con 0,9 miliardi di dollari di deflussi a maggio. Una cifra comunque inferiore rispetto ai 2,8 miliardi di dollari al mese registrati sia a marzo che ad aprile.

Il debito dei mercati emergenti perde consenso

Sui flussi globali dell’obbligazionario a maggio hanno pesato gli 1,7 miliardi di dollari di deflussi dal debito dei mercati emergenti (Emd). Maggio è stato il mese che ha registrato i deflussi maggiori da novembre 2016 e il primo mese di vendite da agosto 2018, periodo in cui erano in atto le crisi valutarie dei mercati emergenti. Di questi deflussi, 1,5 miliardi possono essere attribuiti agli Etp Emd in valuta locale, che sono stati venduti per cinque settimane consecutive, a seguito di un periodo acquisti consistenti fino a metà aprile.

I flussi di Emd in valuta forte sono stati un po’ più variegati, segnando in totale 0,2 miliardi di dollari di deflussi complessivi nel mese. Crescono i tassi di interesse sugli Etp dopo un aprile poco brillante, con 1,4 miliardi aggiunti a maggio. Allo stesso tempo, l’acquisto di esposizioni investment grade (Ig) si è più che dimezzato fino a raggiungere quota 0,7 miliardi a maggio, mentre gli investitori hanno venduto high yield per la prima volta quest’anno (-0,6 miliardi di dollari).

L’oro oscilla positivamente

Gli Etp su oro hanno raccolto 0,8 miliardi di dollari a maggio, un risultato in calo rispetto ai 300 milioni registrati il mese precedenti. Gli investitori hanno aggiunto 1,6 miliardi lo scorso dicembre, seguiti da altri 0,9 miliardi a gennaio, ma hanno venduto la propria esposizione nei successivi tre mesi del 2019. Nonostante l’aumento della volatilità dei mercati quest’anno, BlackRock non ha individuato un significativo spostamento verso esposizioni ‘rifugio’, come l’oro.

La situazione attuale, sottolinea la società, è invece simile a quanto visto durante il periodo di volatilità di febbraio 2018. D’altra parte, il picco dei afflussi dello scorso dicembre – in un clima di avversione al rischio – indica una certa crescita della domanda verso i beni cosiddetti ‘rifugio’ come l’oro appunto.

Francesca Conti
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