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Etf, spazio alla diversity

17 Giugno 2019 · Maddalena Liccione · 3 min

  • Gli Etf sono un buon barometro del sentiment degli investitori

  • A oltre 25 anni dalla loro creazione, gli Etf vengono ancora percepiti come un prodotto nuovo e poco conosciuto

  • Raggiunto il traguardo dei 1000 Etf quotati su EtfPlus

  • Silvia Bosoni, responsabile Etf, Etp e fondi aperti di Borsa Italiana: “Insieme ai dati, cresce anche il numero delle eccellenze femminili all’interno del settore”

Sempre più prodotti e un maggiore interesse da parte dei financial advisor e degli investitori retail. Quali sono i fattori alla base di questo successo? Quali le tendenze? Lo abbiamo chiesto a Deborah Fuhr, fondatrice di Etfgi e Women in Etfs.

Una crescita che sembra destinata a continuare, un successo ininterrotto da oltre 25 anni. Il settore degli Etf è in costante crescita e attualmente rappresenta, a livello mondiale, un mercato da oltre 5mila miliardi di dollari, con circa 7mila prodotti e oltre 200 provider, che ha registrato 63 mesi consecutivi di afflussi netti positivi (dati ad aprile 2019). Sono queste le cifre che snocciola Deborah Fuhr, Managing Partner e Founder di Etfgi, società indipendente di ricerca e consulenza che copre le tendenze nell’ecosistema globale Etf/Etp. “Attribuisco il successo degli Etf al fatto che sono strumenti di investimento per tutti i tipi di investitori: gli istituzionali, i financial advisor ma anche i clienti retail. Si tratta di prodotti facili, trasparenti, efficienti in termini di costi, che consentono un accesso in tempo reale a molte diverse asset class e segmenti del mercato. Inoltre, investendo in esposizioni diversificate e a un costo inferiore, nel lungo termine offrono prestazioni migliori per la maggior parte degli investitori”, sottolinea l’esperta.

Fonte: Etfgi

Se i consulenti guardano agli Etf

Con l’entranta in vigore della Mifid2 stiamo assistendo per la prima volta in Europa, a un fenomeno che avrà un forte impatto sul settore degli Etf. “I consulenti finanziari hanno cominciato a guardare con grande interesse agli Eft”, spiega Fuhr. Si tratta di un grande cambiamento per l’industria. Con la nuova normativa, e dato il crescente utilizzo di questi strumenti da parte degli investitori retail, i fondi quotati rappresentano una grande opportunità per i financial advisor indipendenti, anche alla luce del fatto che, a oltre 25 anni dalla loro creazione, vengono ancora percepiti come un prodotto nuovo e poco conosciuto. “Gli investitori, ma anche le persone in generale, sono sempre riluttanti a investire il proprio denaro in qualcosa il cui funzionamento non si comprende del tutto. Qui entra in gioco il consulente e sono convinta che assistiremo a una sempre maggiore adozione degli Etf in futuro”.

Le tendenze in atto

Per Deborah Fuhr gli Etf sono un buon barometro del sentiment degli investitori. “Grazie al crescente utilizzo degli Etf, sia da parte di istituzioni (oltre 5.200 a livello globale), consulenti e investitori retail, abbiamo potuto constatare alcune tendenze in atto”. Gli Etf vengono utilizzati nel breve termine per aumentare l’esposizione nell’azionario. Essendo più economici dei future, vengo spesso utilizzati da chi non vuole un effetto leva finanziaria sulla propria esposizione. Anche la regolamentazione dei benchmark sta inducendo le persone a investire in Etf che offrono esposizione alla Cina perché l’Msci e altri provider di indici stanno aumentando il peso delle A-share nei loro benchmark complessivi per i mercati emergenti. Ci sono poi molti investitori interessati alle disruptive technologies che stanno investendo tramite Etf, così com’è da evidenziare l’auge del settore Esg. “Un fenomeno molto interessante è l’evoluzione della normativa – sottolinea l’esperta – La maggiore trasparenza imposta dalla Mifid2 ha spinto molti investitori a comprare Etf su piattaforme di quotazione e non nelle Borse. Questo ha fatto sì che in Europa molti investitori non credano nella liquidità degli Etf perché non vedono sufficiente volume nel mercato. Mentre negli Stati Uniti ci si è già mossi in questo senso creando una regola standard che consenta agli Etf di entrare nel mercato, per l’Europa la vera sfida è vedere cosa faranno i regulator a tal proposito. Credo che vedremo sempre più Etf attivi. Non bisogna dimenticare che gli Etf solo solo dei wrap, fondi comuni con benefici aggiuntivi”.

Il mercato italiano

Sono passati 19 anni dalla quotazione dei primi Etf in Europa e oggi, stando all’ultimo report di Etfgi, gli asset investiti nell’industria europea delgli Etf/Etp superano gli 880 miliardi di dollari, la cifra più alta mai registrata. “L’Italia è leader indiscussa con oltre 108 miliardi di euro scambiati nel 2018 e quasi 5 milioni di contratti. Proprio qualche giorno fa abbiamo raggiunto il traguardo dei mille Etf quotati su EtfPlus, a ulteriore conferma del ruolo chiave di EtfPlus in Europa, che garantisce un’elevata liquidità, trasparenza, book profondi e spread contenuti”, spiega Silvia Bosoni, responsabile Etf, Etp e fondi aperti di Borsa Italiana. Il primo Etf è stato quotato in Borsa Italiana nel settembre del 2002. Da allora il settore degli Etf è stato in costante crescita. Oggi EtfPlus, il mercato di Borsa Italiana dedicato a Etf, Etc ed Etn conta infatti 1001 Etf: 692 strumenti equity e 309 strumenti fixed income. A fine maggio l’AuM degli Etf ha raggiunto quota 67,2 miliardi di euro, di cui il 48,3% detenuto in Etf fixed income. Il controvalore scambiato è pari a 45,89 miliardi di euro e sono stati raccolti 1,69 miliardi di euro.

Fonte: Borsa Italiana

Women in Etf

“Insieme ai dati, cresce anche il numero delle eccellenze femminili all’interno del settore: sono infatti diverse le figure femminili di spicco e ci auspichiamo un sempre maggiore coinvolgimento femminile, e al contempo un supporto maschile, per una vera e propria diversity”, spiega Bosoni che guida il chapter italiano dell’Associazione Women in Etfs, fondata cinque anni fa proprio da Deborah Fuhr insieme a Sue Thompson (Spdrs), Joanne Hill (ProShare Advisors), Michelle Mikos (Invesco), Linda Zhang (Windhaven IM).

Women in Etf è il primo gruppo di donne nell’industria dell’Etf. Si tratta di un’organizzazione no-profit che riunisce oltre 5.000 membri, donne e uomini compresi, in chapter nei maggiori centri finanziari negli Stati Uniti, in Canada, in Emea e in Asia-Pacifico per promuovere la carriera delle donne organizzando eventi a livello globale che supportano obiettivi di educazione, networking e filantropia. Conta sulla presenza di grandi nomi della finanza europea, come ad esempio Isabelle Bourcier. Fra le iniziative anche quest’anno, per il quarto anno consecutivo, Borsa Italiana ha festeggiato la giornata mondiale della donna con un evento organizzato grazie alla sponsorship di Women in Etfs e delle Nazioni Unite svoltosi in 85 Borse in tutto il mondo e sono numerosi i progetti in pipeline a supporto di una sempre maggiore inclusione femminile. “Quando penso allo sviluppo degli Etf a livello internazionale è inevitabile fare un parallelo con la crescita della presenza femminile all’interno dell’industria della gestione. Come menzionato infatti da un membro leader di Women in Etfs, inizialmente questi strumenti vennero lasciati gestire e vendere ai manager donna in quanto prodotti molto tecnici e che non implicavano un lavoro di relazione. I manager donna hanno avuto così modo di crescere insieme all’industria degli Etf e adesso alcune figure chiave all’interno dell’industria sono donne”, conclude Bosoni.

Maddalena Liccione
Maddalena Liccione
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