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Aberdeen Listed Private Capital, parola d’ordine rendimento

Aberdeen Listed Private Capital, parola d’ordine rendimento

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Francesca Conti
Francesca Conti

24 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Listed Private Capital mira a sfruttare il premio di illiquidità derivante dall’investimento nei mercati privati tramite una struttura liquida

  • Secondo l’analisi di Aberdeen, il private market offre rendimenti stabilmente superiori, compresi tra i 200 e i 500 punti base

  • Il private market dà accesso a un vasto insieme di strategie, alcune delle quali possono risultare relativamente illiquide, ma in grado di generare rendimenti sostenibili e solidi

I mercati privati possono rappresentare un’ottima opportunità, a fronte di un’alta volatilità e bassi tassi di interesse. Andrew Lister, head of closed end fund strategies di Aberdeen Standard Investments, spiega a We Wealth le caratteristiche di questa tipologia di investimenti

Quando si parla di private market la parola d’ordine è rendimento. E a fronte di un contesto caratterizzato oggi da alta volatilità e bassi tassi di interesse, i mercati privati possono rappresentare un’ottima opportunità. “Se esaminiamo il rendimento con una prospettiva di 10, 15, 20 anni, vediamo che il private market offre rendimenti stabilmente superiori, compresi tra i 200 e i 300 punti base”, spiega a We Wealth Andrew Lister, head of closed end fund strategies di Aberdeen Standard Investments. La casa di gestione, tra le più grandi società di investimento al mondo, ha recentemente lanciato una nuova strategia che mira a sfruttare le capacità di questa tipologia di investimenti.

Ma in cosa si intende per private market? Si tratta di un’asset class che offre accesso a un vasto insieme di strategie, alcune delle quali possono risultare relativamente illiquide, ma in grado di generare rendimenti sostenibili e solidi, a fronte di una ridotta volatilità e di una protezione contro i rischi estremi. Gli asset dei mercati privati sono investimenti non negoziati in una borsa valori o in un mercato pubblico. Considerati singolarmente o in combinazione fra loro, possono migliorare il potenziale di rendimento corretto per il rischio di un portafoglio di investimenti a lungo termine.

Per quanto riguarda il rischio, secondo Lister “si ha un andamento simile all’azionario”. Non si tratta di uno strumento di diversificazione “classico”, ma di “una tipologia di investimenti che comprende private equity e private debt e in questo senso si tratta sempre di equity e debt, in forme differenti. Se i titoli azionari pubblici sono fortemente in rialzo, il private equity dovrebbe sovraperformare; se il public debt scende, il private debt diminuirà. Ci auguriamo che non scendano allo stesso modo, ma scenderanno. E’ difficile separare i due livelli”, aggiunge il manager.

All’interno del mercato privato, Aberdeen ha dato vita alla Listed Private Capital. “Listed (quotato) e private sono termini apparentemente contraddittori”, commenta Lister. L’espressione indica le opportunità di investimento che, pur essendo quotate in Borsa, derivano il loro valore da investimenti in asset del mercato privato o dalla gestione di tali investimenti. Gli investimenti che appartengono a tale tipologia comprendono private equity e debito privato. La strategia mira a sfruttare il premio di illiquidità derivante dall’investimento nei mercati privati attraverso una struttura liquida.

“Il tuo portafoglio è illiquido, ma siccome sei quotato chiunque può comprare le tue azioni, scambiarle e il mercato può determinare quale sia un prezzo equo per le tue azioni come per qualsiasi altro titolo”, sottolinea il manager di Aberdeen. “Il nostro portafoglio – prosegue – è quotato e scambiato. Quando vogliamo comprare mandiamo un ordine ai nostri rivenditori, come farebbe un team che lavora sull’azionario o sull’obbligazionario: è veramente un ponte tra pubblico e privato. Un asset private ma sul mercato”.

Andrew Lister, head of closed end fund strategies di Aberdeen Standard Investments
Andrew Lister, head of closed end fund strategies di Aberdeen Standard Investments

In questo modo, la strategia si propone di generare rendimenti ponderati per il rischio interessanti nel lungo periodo, allineati a quelli di un investimento nelle medesime asset class tramite strutture più tradizionali e meno liquide. I rendimenti saranno prodotti attraverso una combinazione di plusvalenze e reddito da dividenti. L’universo della strategia si nutre di 186 veicoli quotati con capitalizzazione di mercato complessiva superiore a 362 miliardi di dollari e comprende veicoli quotati dedicati al private equity, veicoli quotati dedicati al private debt, società di gestione quotate, focalizzate su private equity e private debt.

“In termini di selezione prendiamo circa 25-30 società su 186. Selezioniamo società che abbiano interessi in linea con il nostro team di gestione, una buona governance, trasparenza, un campo limitato di interesse. Analizziamo management, performance e il loro portfolio”, chiarisce il manager. A livello geografico, il 73% dell’asset allocation di Lpc è situata negli Stati Uniti, paese considerato leader e all’avanguardia nel settore. “E’ un mercato maturo, almeno per quanto riguarda gli strumenti”.

In Europa, dove la società ha concentrato circa il 20% dei propri investimenti, “siamo ancora agli inizi, negli Usa al contrario il private market è presente da una decina di anni”. La Cina, invece, “non ‘esiste’ da questo punto di vista, private equity e debt, sono settori che hanno appena iniziato a svilupparsi. Per questo non ci sono ancora margini di investimento nei mercati Emergenti. In futuro, però, potremmo puntare maggiormente sull’Europa”, conclude Lister. La società sta integrando sempre di più i criteri Esg nella propria gestione, una crescita dovuta in parte a un aumento delle richieste da parte degli investitori.

Francesca Conti
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