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Pmi Europa e fintech: è corsa al rating più elevato

15 Luglio 2019 · Teresa Scarale · 3 min

  • Frutto dell’accordo fra modefinance e Wiserfunding, il tool è stato certificato Cra ed Ecai da Esma nel 2015. La scala di rating prevede 21 classi, da A1 a C3

  • Le Pmi potranno quindi conoscere la propria affidabilità percepita, ottimizzare la relazione cliente-fornitore o banca-impresa. Ma soprattutto agevolarsi l’accesso ai finanziamenti

Da oggi esiste un rating creditizio per le piccole e medie imprese, basato su fintech e AI e certificato a livello globale. Le destinatarie? Ben 25 milioni di Pmi europee, le quali potranno conoscere i propri rischi latenti anche 24 mesi prima che si manifestino

E’ nato un nuovo strumento per il rating creditizio di 25 milioni di Pmi europee. L’approccio è fintech basato su AI, analisi dei big data e machine learning. Frutto dell’accordo fra modefinance e Wiserfunding, il tool è stato certificato Cra ed Ecai da Esma nel 2015. La scala di rating prevede 21 classi, da A1 a C3. A questi, si aggiungono ulteriori 4 classi riservate alle imprese inadempienti o che hanno procedure fallimentari in corso.

Il nuovo rating si fa col fintech

Le 25 milioni di Pmi oggetto dell’analisi sono sia quotate che non quotate. I modelli su cui si basa il nuovo strumento di rating sono altamente predittivi grazie all’utilizzo combinato di Big Data e dati privati. Possono prevedere fattori di rischio nel credito anche 24 mesi prima. Per la prima volta le Pmi in Europa potranno avere un rating certificato su scala globale, “indipendente e tempestivo”.

I rating tradizionali esistenti valutano circa 1,5 milioni di società per singolo paese e, ad oggi, non esisteva un rating dedicato alle piccole e medie imprese su scala europea. Il mix di analisi tradizionale e approccio fintech consente l’automatizzazione dei processi di analisi. La scalabilità delle informazioni d’altro canto rende fruibili e trasparenti in breve tempo rispetto alle agenzie di rating tradizionali i processi di valutazione del merito di credito di una pmi.

Le Pmi potranno quindi conoscere la propria affidabilità percepita, ottimizzare la relazione cliente-fornitore o banca-impresa. Ma soprattutto agevolarsi l’accesso ai finanziamenti.

L’esempio italiano

In Italia, nel 2018, i prestiti alle Pmi si sono ridotti del 5% rispetto all’anno precedente (dati Unimpresa). Nel periodo compreso tra il 2010 e il 2017, i finanziamenti alle imprese dei distretti italiani si sono ridotti complessivamente di 57 miliardi. Inoltre, la normativa Basilea 3 prevede che una Banca, per emettere un finanziamento a una azienda priva di rating, debba accantonare a riserva molto più capitale rispetto ad un finanziamento erogato nei confronti di una società con un rating ufficiale. E quello delle Pmi è il segmento meno definito dai rating esterni ed indipendenti.

Per un istituto finanziario, avere a disposizione un rating immediato di questo tipo per la valutazione del rischio di credito di una piccola o media impresa rappresenta una piccola rivoluzione. L’obiettivo finale di questo processo di rating dunque non è solo quello di permettere alle Pmi di comprendere il loro profilo di rischio, ma anche quello di aiutare i soggetti interessati a offrire credito alle imprese più piccole (piattaforme di factoring e lending, banche tradizionali, ecc.).

Chi sono modefinance e Wiserfunding

modefinance è la prima agenzia di rating fintech Europ, mentre Wiserfunding è una fintech londinese specializzata nella valutazione del rischio di credito delle piccole e medie imprese. Quest’ultima nasce ad opera del professor Edward Altman, inventore, nel 1968, del modello Z-score. Si tratta del primo modello per la valutazione del rischio di credito, e massimo esperto mondiale sulla modellizzazione del rischio delle Pmi.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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