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Strategie e mercati: perché l'alpha di oggi è il beta di domani

Strategie e mercati: perché l'alpha di oggi è il beta di domani

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Maddalena Liccione
Maddalena Liccione

14 Luglio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’IA e il metodo scientifico rappresentano un vantaggio competitivo nel mondo degli investimenti

  • Un approccio multi-fattoriale offre migliori opportunità di performance

  • Comprendere i driver di performance consente un migliore controllo sul rischio e sulla diversificazione di portafoglio

Come i fattori d’investimento hanno rivoluzionato il modo di gestire i portafogli e aprono a una nuova dimensione per costruire portafogli più diversificati ed efficienti

L’idea che i guadagni siano proporzionali ai rischi e che si venga ricompensati per l’incertezza non è solo intuitiva, ma uno dei pilastri del mondo degli investimenti. La sua spiegazione, tuttavia, ha richiesto una sfida lunga decenni per comprendere i driver alla base dei rendimenti degli investimenti. Inoltre, il dibattito sugli investimenti attivi e passivi – tra alpha e beta – ha svelato che, al posto del puro talento, gran parte del rendimento in eccesso rispetto a un benchmark è frutto dell’esposizione a una serie di settori o caratteristiche specifiche dei titoli finanziari, i cosiddetti fattori di investimento.

In questo senso, le determinanti che possono portare a un extra rendimento, quindi all’alpha, possono essere frutto di dinamiche strutturali e comportamentali dei mercati finanziari. C’è alpha che deriva dall’assunzione di rischi, ma anche alpha che deriva da anomalie di mercato o dal comportamento degli investitori e che sono delle opportunità per il gestore. In breve, l’inefficienza del mercato rappresenta un’opportunità di investimento.

I fattori di investimento stanno rivoluzionando la comprensione della gestione di portafoglio. “Riconoscere e comprendere i fattori di investimento è oggi fondamentale per riuscire a ottenere una migliore diversificazione e competere in un mercato finanziario sempre più complesso come quello attuale”, spiega Simone Facchinato, co-chief investment officer di Mdotm, startup fintech che sviluppa strategie d’investimento per i mercati finanziari utilizzando l’intelligenza artificiale (IA)

 

Oggi ‘fare alpha’ significa muoversi tra i beta

All’inizio c’era il famoso premio per il rischio azionario, ma nel corso degli anni sono emersi molti altri premi al rischio, aprendo la strada al moderno approccio basato su fattori alla gestione del portafoglio. Ma come generare alpha nei mercati di oggi? “Fare alpha oggi significa avere la capacità di muoversi tra i beta in maniera efficiente. Per avere più controllo e profittabilità nei portafogli, diventa chiave essere abili nello sfruttare attivamente le dinamiche note dei mercati (i beta)”, spiega Federico Mazzorin, chief scientist & co-founder. Poiché gli investimenti comportano rischi, la gestione della propria esposizione e la scelta dei giusti titoli sono le principali preoccupazioni di un gestore degli investimenti quando si tratta di costruire un portafoglio. In effetti, un’allocazione efficiente del capitale non è solo una questione di prestazioni, ma un insieme complesso di decisioni che richiedono che il rendimento sia costantemente confrontato con l’ammontare del rischio assunto.

In parole povere, ciò che conta è una performance aggiustata per il rischio. Dietro questa semplice ma cruciale intuizione c’è l’idea che non ha senso assumere rischi aggiuntivi se non vengono ricompensati adeguatamente. “Combinare diversi fattori di investimento all’interno delle nostre strategie è essenziale per ottenere una buona performance nel lungo termine. I nostri modelli basati sull’IA permettono ai nostri clienti di fare esattamente questo”, spiega Facchinato, circa l’importanza di adottare un approccio multi-fattoriale per ridurre l’esposizione ai singoli rischi.

 

Cogliere le inefficienze dei mercati

Ottenere più rendimenti dallo stesso livello di rischio è ciò che tendiamo ad associare con il talento di un manager, ovvero fornire il cosiddetto alpha. La connessione tra rischio e rendimento sembra inizialmente piuttosto semplice: maggiore è l’incertezza (ovvero il rischio) che un investitore è disposto a prendere, maggiore è il compenso atteso che ottiene e viceversa. Come ottenere allora un extra rendimento? “Da sempre le inefficienze dei mercati, se interpretate correttamente, rappresentano opportunità stabili di rendimento. Tuttavia queste inefficienze sono mutevoli nel tempo e l’intelligenza artificiale ci permette proprio di coglierle nella loro dinamicità”, commenta Mazzorin, sottolineando come l’IA e il metodo scientifico rappresentino un vantaggio competitivo nel mondo degli investimenti. E aggiunge: “Investire al giorno d’oggi è diventata una sfida tecnologica per riuscire a cogliere con precisione l’informazione significativa all’interno del crescente rumore dei mercati finanziari”.

 

Una nuova alba per l’alpha?

Tuttavia, anche se è vero che è possibile ottenere un rendimento eccezionale dalle inefficienze di mercato, la sua distribuzione tende a diffondersi casualmente, segnalando da un lato che è difficile progettare strategie di investimento che funzionino in modo coerente nel tempo e, dall’altro d’altra parte, forse quello che noi consideriamo alpha potrebbe essere il risultato di un fattore di rischio nascosto. Man mano che apprendiamo di più sulla vera natura del rischio e dei rendimenti degli investimenti, è inevitabile vedere l’ascesa dei fattori di investimento e dei premi di rischio alternativi come il nuovo volto della gestione del portafoglio: trasparente, basato su regole e guidato dai fattori. In effetti, dai modelli a singolo fattore a quelli multi-fattoriali, decenni di ricerca hanno scoperto come un insieme specifico di caratteristiche spieghi gran parte del rendimento finale sui titoli finanziari, chiarendo ai gestori degli investimenti che avere una stretta presa sui fattori in questo momento non è più solo un’opzione, ma un driver chiave di prestazioni e diversificazione. Tuttavia, l’alpha non è scomparsa del tutto, ma si è piuttosto spostata: dall’essere specifica della strategia all’essere guidata dall’allocazione di portafoglio. In questo senso, mentre la traiettoria dell’alpha si evolve e diventa uniformemente beta, generare un extra-rendimento è rimasta una priorità assoluta per i manager attivi che ora hanno un kit di strumenti più ampio per raccogliere premi di rischio e aggiungere valore attraverso la tecnologia, l’efficienza operativa e una ricerca più approfondita. “L’intelligenza artificiale ci permette di seguire costantemente l’evoluzione dei mercati: aggiungere un’ulteriore dimensione alla diversificazione tradizionale e considerare non solo le dinamiche attuali ma anche i possibili scenari futuri”, conclude Facchinato.

Maddalena Liccione
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